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[Disarmo] nuove atomiche USA: più di un aggiornamento




Ogg: verso l'Italia le nuove atomiche USA

http://www.lintellettualedissidente.it/rassegna-stampa/verso-litalia-le-nuove-atomiche-usa/
 
Nota di Alfonso Navarra - Fermiamo chi scherza col fuoco atomico (www.osmdpn.it)
 
A quanto scrive Dinucci sul Manifesto di oggi andrebbero aggiunti due fatti:
1-  le B-61-12 sono un salto di qualità, non un semplice aggiornamento, rispetto alle B-61 ha spinto la Russia a minacciare la disdetta del trattato INF (Forze nucleari intermedie, stipulato nel 1987 da Reagan e Gorbachev);
2- le bombe nucleari rispondono alla dottrina militare NATO d'impiego, tuttora in vigore, denominata "first use" e rientrano nella "condivisione nucleare", che costituisce un pilastro operativo della NATO.
Non sono questioni di poco conto.
In generale i "pacifisti" studiano le armi, il loro commercio ed il loro contesto diplomatico. C'è una assoluta ignoranza (non sto parlando di Dinucci, sto parlando in generale) della dimensione tecnicamente militare: strategie e dottrine di impiego.
E' molto importante rendersi conto che esiste sempre un gap di concezione e di linguaggio tra diplomazia (la retorica e le manovre dei ministeri degli esteri), la realtà militare (i ministeri della difesa e gli apparati militari) e la dimensione economica.
I diplomatici giocano le loro partite a scacchi ma non si rendono conto che spesso i pezzi che manovrano sulla loro scacchiera mentale sono candelotti di dinamite nella realtà...
Questo ad es. è stato chiarissimo nello scoppio della Prima Guerra Mondiale. C'era una non consapevolezza, da parte di chi la concepiva, della realtà tecnologica ed operativa delle armi allora "moderne"...
 
 
 
Verso l’Italia le nuove atomiche Usa
Stanno per arrivare sul territorio italiano le nuove bombe nucleari statunitensi B61-12, che sostituiscono le precedenti B61. La B61-12, ha una potenza media di 50 kiloton (circa il quadruplo della bomba di Hiroshima). Lo conferma da Washington l’autorevole Federazione degli scienziati americani
di Manlio Dinucci - 30 settembre 2015
 
Stanno per arri­vare in Ita­lia le nuove bombe nucleari sta­tu­ni­tensi B61-12, che sosti­tui­scono le pre­ce­denti B61. Lo con­ferma auto­re­vol­mente da Washing­ton, con prove docu­men­tate, la Fede­ra­zione degli scien­ziati ame­ri­cani (Fas). Lo scien­ziato nucleare Hans Kri­sten­sen, diret­tore del Nuclear Infor­ma­tion Pro­ject alla Fas, scrive che è in corso a tale scopo l’upgrade della base della U.S. Air Force ad Aviano (Por­de­none) e di quella di Ghedi Torre (Brescia).
 
Lo prova una foto satel­li­tare, che mostra la costru­zione ad Aviano di una dop­pia bar­riera attorno a 12 bun­ker con coper­tura a volta, dove gli F-16C/Ds della 31st Fighter Wing Usa sono pronti al decollo con le bombe nucleari.
 
Ana­lo­ghi pre­pa­ra­tivi sono in corso nella base aerea tede­sca di Buchel, dove si stanno ristrut­tu­rando le piste, dotan­dole di nuove stru­men­ta­zioni: docu­menti del Pen­ta­gono, citati dalla tele­vi­sione pub­blica tede­sca Zdf, mostrano che la base sta per rice­vere le nuove bombe nucleari B61-12. Lo stesso – docu­menta la Fas – avviene nella base aerea turca di Incir­lic, dove sono in corso lavori per raf­for­zare «l’area Nato» dotata di 21 bun­ker, che acco­glierà le nuove bombe nucleari. Si stanno raf­for­zando anche le basi nucleari in Bel­gio e Olanda, in attesa della B61-12, testata lo scorso luglio nel poli­gono di Tono­pah in Nevada, dove si svol­ge­ranno entro l’anno gli altri due test neces­sari per la messa a punto della bomba.
 
Non si sa quante B61-12 sarannno schie­rate in Europa e Turchia.
 
Secondo le ultime stime della Fas, gli Usa man­ten­gono oggi 70 bombe nucleari B61 in Ita­lia (50 ad Aviano e 20 a Ghedi), 50 in Tur­chia, 20 rispet­ti­va­mente in Ger­ma­nia, Bel­gio e Olanda, per un totale di 180. Nes­suno sa però con esat­tezza quante effet­ti­va­mente siano: ad Aviano, ad esem­pio, ci sono 18 bun­ker in grado di stoc­carne oltre 70.
 
Tan­to­meno si sa quante bombe nucleari si tro­vino a bordo delle por­tae­rei Usa nei porti e nelle acque ter­ri­to­riali euro­pee. Il pro­gramma del Pen­ta­gono pre­vede la costru­zione di 400–500 B61-12, con un costo di 8–12 miliardi di dol­lari. Impor­tante non è però solo l’aspetto quantitativo.
 
Inter­vi­stato dalla Zdf, Hans Kri­sten­sen con­ferma quanto scri­viamo da anni (vedi il mani­fe­sto, 23 aprile 2013): quella che arri­verà tra non molto in Ita­lia e in altri paesi euro­pei, non è una sem­plice ver­sione ammo­der­nata della B61, ma una nuova arma nucleare poli­va­lente, che sosti­tuirà le bombe B61-3, –4, –7, –10 nell’attuale arse­nale nucleare Usa.
 
La B61-12, con una potenza media di 50 kilo­ton (circa il qua­dru­plo della bomba di Hiro­shima), svol­gerà quindi la fun­zione di più bombe, com­prese quelle pene­tranti pro­get­tate per «deca­pi­tare» il paese nemico, distrug­gendo i bun­ker dei cen­tri di comando e altre strut­ture sot­ter­ra­nee in un first strike nucleare. A dif­fe­renza delle B61 sgan­ciate in ver­ti­cale sull’obiettivo, le B61-12 ven­gono sgan­ciate a grande distanza (circa 100 km) e si diri­gono verso l’obiettivo gui­date da un sistema satel­li­tare. Si can­cella così, in gran parte, la dif­fe­renza tra armi nucleari stra­te­gi­che a lungo rag­gio e armi tat­ti­che a corto raggio.
 
Nell’intervista alla Zdf, il diret­tore del Nuclear Infor­ma­tion Pro­ject della Fas dichiara che gli alleati euro­pei (Ita­lia com­presa), con­sul­tati da Washing­ton, hanno appro­vato lo schie­ra­mento in Europa delle bombe nucleari Usa B61-12. Anche la Ger­ma­nia, nono­stante che il Bun­de­stag avesse deciso nel 2009 che gli Usa riti­ras­sero tutte le loro armi nucleari dal ter­ri­to­rio tedesco.
 
L’ex sot­to­se­gre­ta­rio di Stato tede­sco Willy Wim­mer (già por­ta­voce per la Difesa nella Cdu, lo stesso par­tito della can­cel­liera Mer­kel, la quale ha igno­rato la deci­sione del Bun­de­stag), ha dichia­rato che lo schie­ra­mento delle nuove bombe nucleari Usa in Ger­ma­nia costi­tui­sce «una con­sa­pe­vole pro­vo­ca­zione con­tro il nostro vicino russo». Non c’è quindi da stu­pirsi che la Rus­sia prenda delle contromisure.
 
Ale­xan­der Neu, par­la­men­tare di Die Linke, ha denun­ciato che la pre­senza dell’arsenale nucleare Usa in Ger­ma­nia viola il Trat­tato di non-proliferazione delle armi nucleari. Ciò vale anche per l’Italia.
 
Gli Stati uniti, quale Stato in pos­sesso di armi nucleari, sono obbli­gati dal Trat­tato a non tra­sfe­rirle ad altri (Art. 1). Ita­lia, Ger­ma­nia, Bel­gio, Olanda e Tur­chia, quali stati non-nucleari, hanno l’obbligo di non rice­verle da chic­ches­sia (Art. 2). Per di più, nel 1999, gli alleati euro­pei fir­ma­rono un accordo (sot­to­scritto dal pre­mier D’Alema senza sot­to­porlo al Par­la­mento) sulla «pia­ni­fi­ca­zione nucleare col­let­tiva» della Nato, in cui si sta­bi­li­sce che «l’Alleanza con­ser­verà forze nucleari ade­guate in Europa».
 
Hans Kri­sten­sen con­ferma, inol­tre, che a Ghedi Torre sono stoc­cate le bombe nucleari Usa «per i Tor­nado ita­liani». Piloti ita­liani, ana­lo­ga­mente a quelli degli altri paesi che ospi­tano tali bombe, ven­gono adde­strati all’attacco nucleare sotto comando Usa. Non a caso l’esercitazione Nato di guerra nucleare, la Stea­d­fast Noon, si è svolta nel 2013 ad Aviano e nel 2014 a Ghedi-Torre. A quest’ultima hanno par­te­ci­pato anche cac­cia­bom­bar­dieri F-16 polacchi.
 
Poi­ché a for­nire le bombe nucleari ci pen­sano gli Usa, i paesi che le ospi­tano si accol­lano (per i due terzi o total­mente) le spese per il man­te­ni­mento e l’upgrade delle basi. Paghiamo così, anche eco­no­mi­ca­mente, la «sicu­rezza» che ci foni­scono gli Usa schie­rando in Europa le loro armi nucleari.
 
Fonte:
Il Manifesto - 30 settembre 2015



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