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[Disarmo] R: NoNuke in ValSusa - Re: Seminario denuclearizzazione di Villarfocchiardo: cosa abbiamo discusso e concluso



Sapevamo benissimo da giorni che il viaggio era imminente ed alla 
nostra riunione di Villarfocchiardo c'erano gli attivisti che erano in 
preallerta per la protesta...
A registratori spenti abbiamo parlato di alcuni aspetti 
organizzativi...


>----Messaggio originale----
>Da: glry at ngi.it
>Data: 29-set-2015 8.08 PM
>A: <disarmo at peacelink.it>
>Ogg: [Disarmo] NoNuke in ValSusa - Re: Seminario denuclearizzazione 
di Villarfocchiardo: cosa abbiamo discusso e concluso
>
>"Un treno nucleare vi è passato sotto il naso in Val Susa"
>
>Notte antinucleare in Val Susa in contrasto al 'riciclo nucleare' 
>Saluggia - La Hague
>
>
>Jure Ellero
>
>
>Il 29/09/2015 18:42, alfonsonavarra at virgilio.it ha scritto:
>> NUCLEARE: ACCETTERESTE DI ABITARE IN UNA POLVERIERA?
>>
>>           La guerra nucleare è costantemente vicina alla nostra 
vita tutti i
>>           giorni anche se nessuno lo racconta. Un convegno a
>>         Villarfocchiardo
>>           per il diritto all'esistenza dell'umanità
>>           di Davide Amerio
>>
>>           (leggi l'articolo del TG Valle Susa sul link:
>>         http://www.tgvallesusa.it/2015/09/nucleare-accettereste-di-
abitare-in-una-polveriera/)
>>
>
>
>Ricevo e giro da Federazione anarchica torinese <fat at inrete.it>
>
>J. Ellero
>
>------
>
>Da qualche settimana si moltiplicavano le voci su un nuovo trasporto 
di
>scorie nucleari da Saluggia allo stabilimento dell’Areva a La Hague 
in
>Francia.
>Il tam tam antinucleare ha trovato conferma domenica pomeriggio.
>Gli attivisti No Nuke si sono dati appuntamento alla stazione di 
Avigliana
>alle 21.
>Ad attenderli hanno trovato un imponente schieramento di polizia di 
fronte
>all’ingresso della stazione, mentre i blindati impedivano l’accesso 
ai
>mezzi. Due attivisti giunti tra i primi sono stati allontanati con il
>consueto garbo dalla Digos. La polizia è arrivata a scortare sino ai
>binari un uomo che aspettava la compagna e il figlio neonato. Alcuni
>ragazzi, per poter prendere il treno hanno dovuto mostrare documenti 
e
>biglietto.
>Dopo circa un’ora di fronteggiamento, la maggior parte dei No Nuke si 
sono
>allontanati, altri invece sono rimasti ad Avigliana. Le strade della 
valle
>erano militarizzate in uno sfarfallio di luci blu nelle stazioni e 
lungo
>le statali. Un folto gruppo di attivisti è comunque riuscito ad 
entrare
>nella stazione di Bussoleno. I rinforzi di carabinieri arrivati da 
Susa
>hanno poi sospinto fuori i No Nuke.
>Ma la serata non era certo finita. Poco dopo sono comparsi alla 
stazione
>di Borgone. Qui la Questura ha deciso di bloccare tutti. Un gruppo 
più
>grosso è stato fermato dentro la stazione, un altro è stato 
circondato nei
>pressi del passaggio a livello in centro al paese.
>Tutti gli attivisti hanno rifiutato di consegnare i documenti ed 
hanno
>aperto uno striscione. Al passaggio del Castor hanno salutato con 
slogan e
>sfottò.
>Nel frattempo altri No Nuke alla stazione di Grugliasco hanno acceso
>fumogeni al passaggio del treno in una stazione sfuggita alla morsa
>poliziesca.
>
>Il treno, dopo aver attraversato il basso Piemonte, Alessandria, 
Asti, la
>Val Susa prosegue il suo viaggio verso la Normandia.
>Nonostante la pericolosità di questi trasporti, la popolazione locale
>viene tenuta all’oscuro. La Prefettura non informa nemmeno i sindaci 
dei
>territori interessati. In altre occasioni ha inviato un fax alle 23 
del
>giorno stesso, quando gli uffici comunali erano chiusi.
>Solo l’azione dei No Nuke riesce ad accendere i riflettori su questi
>trasporti inutili e pericolosi.
>
>Quello di domenica 28 settembre potrebbe essere uno degli ultimi 
treni
>nucleari diretti in Francia, i prossimi faranno il percorso inverso,
>riportando le scorie in Piemonte, al deposito “provvisorio” di 
Saluggia.
>
>Vale la pena ricordare che la Regione Piemonte ha una legge che 
prescrive
>che venga fatto un piano di emergenza in caso di incidente ad un 
treno
>nucleare.
>Secondo questa legge - tutti quelli che abitano nel raggio di tre
>chilometri a lato dalla ferrovia dovrebbero fare le esercitazioni nel 
caso
>uno di questi treni deragliasse o saltasse per aria.
>In realtà i trasporti nucleari sono tenuti segreti, le persone che 
abitano
>lungo la tratta non vengono informate.
>I responsabili delle ferrovie, la maggioranza dei sindaci, la 
prefettura,
>la questura tengono la bocca chiusa.
>A Viareggio l’incidente ad un treno di materiali chimici ha fatto 
decine
>di morti e feriti. E’ sin troppo facile immaginare cosa accadrebbe se
>capitasse un incidente ad un treno pieno di scorie altamente 
radioattive.
>Non ci dicono niente perché temono che la gente - se sapesse - si
>ribellerebbe.
>
>In questi ultimi anni qualcosa sta cambiando. In molte occasioni, 
quando i
>No Nuke sono riusciti ad avere notizia dei trasporti di scorie, hanno 
dato
>vita a manifestazioni e proteste nelle stazioni, che hanno rotto il
>silenzio su queste bombe su rotaia che corrono a pochi passi dalle 
nostre
>case.
>
>L’85% delle scorie radioattive prodotte in Italia sono concentrate a
>Saluggia, Trino vercellese e Bosco Marengo. Dopo quasi trent’anni 
dalla
>chiusura delle centrali nucleari italiane la questione delle scorie 
non è
>stata risolta. E non lo sarà mai, perché le scorie restano 
pericolosissime
>per la salute umana e per l’ambiente per decine di migliaia di anni.
>In primavera il governo aveva annunciato la pubblicazione delle 
località
>candidate al ruolo di deposito nazionale per le scorie, ma non lo ha
>fatto. Le elezioni imminenti hanno consigliato un prudente silenzio.
>In nessun altro paese al mondo c’è un sito per lo stoccaggio. Costi
>altissimi e l’opposizione delle popolazioni coinvolte ha fatto sì che 
le
>scorie rimanessero nei pressi delle centrali.
>
>I trasporti che stanno facendo a nostra insaputa sono diretti all’
impianto
>di La Hague, dove le scorie vengono “riprocessate” e poi rimandate in
>Piemonte. Radioattive e pericolose come prima, perché a La Hague si
>limitano estrarre il Mox, un combustibile per le centrali, e il 
plutonio.
>Il plutonio serve ad una sola cosa: fare le bombe atomiche.
>
>Il sito di Saluggia non è sicuro: nell’ultima alluvione le falde sono
>state contaminate. Solo l’incidente di Fukushima ha bloccato il 
governo
>dall’intraprendere una nuova avventura nucleare nel nostro paese.
>Qualcuno racconta la favola che l’energia nucleare costa meno. 
Mentono.
>Non calcolano i costi di smaltimento delle scorie, la “messa in 
sicurezza”
>delle vecchie centrali, i militari e poliziotti che sorvegliano 
impianti
>che sono come bombe atomiche.
>Se uno dei treni diretti in Francia deragliasse, se qualcuno lo 
scegliesse
>come obiettivo e lo facesse saltare, se ci fosse una scossa di 
terremoto –
>anche lieve – mentre attraversa il Piemonte e la Francia sino in
>Normandia, migliaia di persone dovrebbero essere evacuate e tutti
>rischieremmo la vita.
>
>I No Nuke sono decisi a mettersi in mezzo. Per il futuro dei propri 
figli,
>per un mondo senza sfruttati né sfruttatori, per farla finita con la
>devastazione del territorio, per essere liberi di decidere.
>
>Questi trasporti sono inutili e pericolosi. E’ tempo che smettano. In
>questi anni le lotte antinucleari hanno rallentato i trasporti. Tocca 
a
>ciascuno lottare perché cessino.
>
>Info e foto:
>www.anarresinfo.noblogs.org
>
>__._,_.___
>
>Inviato da: "Federazione Anarchica Torinese" <fat at inrete.it>
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