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[Disarmo] Siglati memorandum Italia-Israele durante i giorni dell'Intifada




15 Ottobre 2015 : AC 2015, firmati tre accordi bilaterali. L’ASI ha formalizzato tre importanti accordi bilaterali a Gerusalemme, nel corso della 66ma edizione dello IAC apertasi lo scorso 12 ottobre. Si tratta di tre diversi Memorandum di Intesa. http://www.asi.it/it/news/firmati-allo-iac-tre-accordi-bilaterali

Perfino Gandhi comprenderebbe la violenza dei palestinesi di Gideon Levy

Attraverso l’annebbiamento dell’arroganza, della propaganda dei media, dell’istigazione, della distrazione, del lavaggio del cervello e del vittimismo, la semplice domanda ritorna con tutta la sua forza: chi ha ragione?

Non ci sono rimasti argomenti validi nell’arsenale di Israele, del tipo che una persona come si deve potrebbe accettare. Perfino il Mahatma Gandhi comprenderebbe i motivi di questa esplosione di violenza palestinese. Perfino coloro che indietreggiano davanti alla violenza, che la considerano immorale e inutile, trovano che sia inevitabile capire come scoppia periodicamente. La domanda è: perché non scoppia più spesso.

Dalla domanda su  chi ha iniziato la violenza  a quella di chi sia da incolpare, il dito è giustamente puntato su Israele e su Israele soltanto. Non è che i palestinesi siano senza colpa, ma la colpa principale è sulle spalle di Israele. Fino a quando Israele non si scrolla di dosso questa colpa, non ha una base neanche per fare uno straccio di richiesta ai palestinesi. Ogni altra cosa è falsa propaganda.

Come ha scritto di recente l’attivista palestinese veterano, Hanan Ashawi, i palestinesi sono l’unico popolo sulla terra a cui si chiede di garantire la sicurezza dell’occupante, mentre Israele è l’unico paese che chiede protezione alle sue vittime. E come possiamo rispondere?

Come ha domandato il presidente  Mahmoud Abbas in un’intervista ad Haaretz: “Come potete aspettarvi che la strada palestinese reagisca dopo che l’adolescente Mohammed Abu Khdeir* è stato bruciato vivo, che la casa della famiglia Dawabsheh*è stata incendiata, dopo l’aggressione dei coloni e il danno alla proprietà sotto gli occhi dei soldati? E che cosa dobbiamo rispondere?

Ai 100 anni di espropriazione e 50 di oppressione possiamo aggiungere gli anni recenti, segnati dall’intollerabile arroganza israeliana che ci sta esplodendo di nuovo in faccia.

Questi erano gli anni durante i quali Israele pensava che potesse fare qualsiasi cosa e non pagare alcun prezzo. Pensava che il ministro della Difesa poteva vantarsi di conoscere l’identità degli assassini dei Dawabsheh e di non arrestarli, e che i palestinesi si sarebbero frenati. Pensava che quasi ogni settimana  un ragazzo o un giovane potessero essere uccisi dai soldati e che i palestinesi sarebbero rimasti tranquilli.

Pensava che i leader politici e militari potessero appoggiare i crimini e che nessuno sarebbe stato perseguito legalmente.  Pensava che le case potessero essere demolite e i pastori espulsi, e che i palestinesi avrebbero accettato tutto umilmente. Pensava che i coloni delinquenti potessero danneggiare, bruciare e agire come se la proprietà palestinese fosse loro e che i palestinesi avrebbero chinato la testa.

Pensava che i soldati israeliani potessero irrompere nelle case ogni notte e terrorizzare, umiliare e arrestare le persone. Che centinaia potessero essere arrestati senza processo, che i servizi di intelligence Shin Bet potesse riprendere a torturare i sospetti con metodi tramandati da Satana.

Pensava che coloro che  facevano lo sciopero della fame e i prigionieri liberati potessero essere arrestati di nuovo, spesso senza alcuna ragione.  Pensava che Israele potesse distruggere ogni due o tre anni e che Gaza                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   si sarebbe arresa e che la Cisgiordania sarebbe rimasta calma. Che l’opinione pubblica israeliana avrebbe applaudito tutto questo con degli evviva  nel migliore dei casi, e con richieste di altro sangue palestinese nel peggiore.  Con una sete che è difficile da capire. E i palestinesi avrebbero perdonato.

Questo potrebbe andare avanti per molti anni ancora. Perché? Perché Israele è più forte che mai e l’Occidente è indifferente e lo lascia scatenare  come non ha mai fatto. I palestinesi, intanto, sono deboli, divisi, isolati e sanguinanti come non sono mai stati fin dalla Nabka.

E quindi questo potrebbe continuare perché Israele può e le persone lo vogliono. Nessuno tenterà di fermarlo tranne che l’opinione pubblica internazionale, che Israele

respinge  considerandola come odio per gli ebrei.

E non abbiamo detto una parola sull’ occupazione e sull’incapacità di terminarla. Siamo stanchi. Non abbiamo detto una parola sull’ingiustizia del 1948, che avrebbe dovuto finire allora e non essere ripresa anche con più forza nel 1967 e continuata senza che se ne veda la fine. Non abbiamo parlato di legge internazionale, di giustizia naturale e di moralità umana, che non possono accettare nulla di questo, in alcun modo.

Quando dei giovani uccidono i coloni, lanciano bombe contro i soldati o tirano sassi agli israeliani, questo è lo sfondo. Ci vuole molta  ottusità.  ignoranza, nazionalismo e arroganza – o tutte queste cose – per ignorarlo.

*http://www.repubblica.it/esteri/2015/07/31/news/territori_incendio_doloso_muore_bimbo_palestinese-120154011/

** http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/06/israele-ragazzo-palestinese-ucciso-autopsia-e-stato-bruciato-vivo/1051229/

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo