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Re: [Disarmo] “Invasione della base militare” del MUOS del 9 agosto 2013: la Procura ha notificato 129 avvisi di conclusione indagini - Re: «Muos abusivo». La Cassazione rigetta il ricorso e conferma il sequestro





“Invasione della base”: con questa motivazione sono indagati dalla Procura di Gela 129 persone. [...] Notificati i 129 avvisi di conclusione indagini. Per 34 di loro è stato anche chiesto il rinvio a giudizio per violenza e minaccia a pubblico ufficiale.
I fatti contestati sono relativi alle due manifestazioni del 9 agosto 2013, quando un gruppo di attivisti si arrampicò sulle antenne e, al termine della manifestazione ci fu l’invasione della base; e del 25 aprile 2014, quando ci fu l’occupazione simbolica di un pozzo, situato dentro la base.
I media nazionali diedero un resoconto allarmato della manifestazione No Muos del 9 agosto 2013, parlando di scontri al corteo No-Muos, di un finanziere ferito e di un bengala sparato contro un elicottero della Polizia.
Crocetta, che alla manifestazione non c’era stato, dichiarò a «Repubblica» che anche la mafia si era infiltrata nella protesta e che le tensioni «erano prevedibili. Avevo avvertito – disse – dei pericoli, nei mesi e nelle settimane scorse, i ministri degli Interni: prima la Cancellieri, poi Alfano». Cronaca di violenze annunciate, dunque, secondo il Presidente della regione siciliana.
La manifestazione si svolse in realtà in un clima pacifico: c’erano i sindaci di Niscemi, Pozzallo, Caltagirone, Acate, Ragusa, Modica, Piazza Armerina, Messina con la fascia tricolore, gli amministratori, i rappresentanti delle istituzioni. Più un popolo variegato ma composto di 1.500/2.000 persone. Ci furono alcuni momenti di tensione quando il corteo arrivò alla recinzione. Ma poi prevalse il buon senso. Fu un’invasione assolutamente pacifica quella che animò il tramonto di mezza estate nella base americana. [...]

http://www.ilsettemezzomagazine.it/2016/08/23/muos-indagati-129-attivisti-i-no-muos-un-maxiprocesso-che-neanche-la-mafia/
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Aggiungo io: il suolo militare "invaso" ricade nella zona B della riserva naturale della Sughereta di Niscemi. Una trentina d'anni fa recintarono la zona, rasero al suolo le querce, e, in barba all'Art. 80 Cost., in virtù di accordi segreti o mai ratificati han lasciato costruire man mano 46 antenne inquinanti a una potenza straniera, e, come se non bastasse, vi hanno costruito 3 tra le più potenti parabole radar al mondo, per guidare a destinazione i bombardieri senza pilota (i cosidetti droni) di eserciti stranieri, anche per missioni offensive.
Ricordo che tra i 1.500 invasori di suolo militare c'erano anche il presidente di una delle commissioni permanenti dell'Assemblea Regionale Siciliana (un deputato regionale del M5S), nonchè il segretario regionale di SEL e almeno 4 consiglieri comunali tra Palermo e Messina; decine di ragazzi dell'oratorio salesiano di Piazza Armerina; e credo un bel po' di scout. Invasori di suolo militare anche loro?
Nè, a mia memoria, alcun distinguo o presa di distanze dall'invasione di suolo militare fu fatta allora dai numerosi sindaci che avevano partecipato al corteo nella sughereta.
m.


-------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto: [Bulk] [Disarmo] «Muos abusivo». La Cassazione rigetta il ricorso e conferma il sequestro
Data: Tue, 26 Jan 2016 14:16
A: disarmo at peacelink.it



La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del ministero della Difesa confermando il sequestro del Muos, il sistema militare di comunicazioni satellitari Usa realizzato nella riserva del Sughereto di Niscemi (Caltanissetta), secondo procura e Tribunale del riesame sottoposta a vincolo di assoluta inedificabilità. Per l’impianto di telecomunicazioni ad alta frequenza arriva dunque un nuovo stop dopo le polemiche dei giorni scorsi relative alle verifiche sull’impatto delle onde elettromagnetiche emesse dall’impianto. Verifiche rinviate perché dopo un rimpallo di comunicazioni tra prefetto nisseno e autorità locali è risultato impossibile garantire misure di tutela tali da prevenire eventuali danni alla salute dei cittadini di Niscemi nel corso dei test.

Resta dunque in vigore il fermo dei lavori di ultimazione dell’impianto, disposto con ordinanza il primo aprile dello scorso anno dal Gip di Caltagirone, che aveva giudicato illegittime le autorizzazioni concesse dalla Regione Siciliana, e confermato dal Tribunale del Riesame di Catania. Nei giorni scorsi il Comitato NoMuos ha confermato la preoccupazione per le procedure di verificazione disposte dal Consiglio di Giustizia amministrativa (Cga) per la Regione Siciliana, che dovrebbe pronunciarsi entro il 3 febbraio alla luce della relazione di cinque esperti le cui verifiche, però, sono state rinviate.

L’attenzione del comitato si appunta, tra l’altro, sulla documentazione antisismica relativa all’impianto, sugli strumenti di misurazione dell’Arpa «inviati per taratura alla ditta» e sulle incertezze relative alla sua potenza massima: inizialmente i documenti prodotti dalla Difesa Usa parlavano di 1.600 watt, ma l’ambasciata statunitense ha poi fatto sapere che la potenza «da considerare» è di 200 watt. Il combinato disposto di questi dati non chiari e dell’impossibilità di proteggere la popolazione – spiega i NoMuos – rende evidente un dato: nessuno può misurare l’impatto dell’impianto. A sostegno della loro tesi, i comitati ricordano le conclusioni dell’Istituto superiore di sanità nel rapporto del settembre 2013, che ha negato l’impatto negativo dell’opera ma auspicando una «costante sorveglianza sanitaria» sulla popolazione residente attorno all’impianto «in considerazione della natura necessariamente teorica delle valutazioni effettuate».

http://www.left.it/2016/01/25/muos-cassazione-sequestro/