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[Disarmo] Il Segretario alla Difesa di Trump aveva diretto il massacro dei civili a Fallujah



Di Marjorie Cohn 4 dicembre 2016

Il presidente eletto Donald Trump ha scelto il Generale dei Marines James Mattis, ora in pensione, per esercitare il controllo civile al Dipartimento della Difesa. Originalmente noto come Dipartimento della Guerra, nel 1949 fu ribattezzato: Dipartimento della Difesa, ma la guerra è proprio ciò che Mattis, noto come “cane pazzo”, ha fatto con entusiasmo in tutta la sua carriera.

Nel 2005 Mattis dichiarò: “E’ divertente sparare ad alcune persone.” Questo è avvenuto un anno dopo che aveva diretto la Battaglia di Falluja in Iraq che iniziò nell’aprile 2004 dopo che 4 mercenari della Blackwater Consulting furono uccisi e i loro corpi furono mutilati. Come rappresaglia, le forze americane attaccarono la città e uccisero 736 persone. Almeno il 60% di loro erano donne e bambini, secondo il giornalista Dahr Jamail, che intervistò i medici dell’Ospedale Generale di Fallujah e in altri ambulatori più piccoli in città sia prima che dopo l’assedio di aprile.

Nel novembre 2004, il corrispondente la rete televisiva statunitense NBC News, Kevin Sites, che lavorava al seguito dei Marines americani, sentì il Sergente Maggiore Sam Mortimer trasmettere via radio che “ogni cosa a ovest è weapons free.” Questa espressione, spiegò Sites, “significa che i Marines possono sparare a qualsiasi cosa vedono – tutto è considerato ostile.” Le regole di ingaggio arrivano dall’alto e Mattis era il responsabile.

La punizione collettiva contro una popolazione occupata costituisce una violazione della Quarta Convenzione di Ginevra. Tuttavia secondo il Centro Studi per i Diritti Umani e la Democrazia, l’attacco statunitense a Fallujah del novembre 2004, uccise un numero di civili compreso tra 4.000 e 5.000. Prendere di mira i civili è un crimine di guerra.

L’entusiasmo di Mattis per le battaglie ci può portare a una guerra con l’Iran. Critico energico del patto nucleare con l’Iran, in un discorso dell’aprile 2016 fatto al Centro per gli Studi strategici e internazionali, aveva detto che il regime iraniano è “la sola minaccia più duratura alla stabilità e alla pace in Medio Oriente.” Ha aggiunto, tuttavia, che “non si può tornare indietro” riguardo all’accordo e che sarebbe stato un problema del prossimo presidente.

Di recente, il direttore della CIA, John Brennan, ha avvertito dei pericoli di cancellare il patto con l’Iran, dicendo che sarebbe “disastroso” e “il culmine della follia.” In un’intervista alla BBC, Brennan ha spiegato che smantellare il patto avvierebbe una corsa agli armamenti in Medio Oriente e incoraggerebbe gli intransigenti nel governo iraniano.

Va detto a suo merito, che Mattis è stato perspicace riguardo al contraccolpo che può esseri a causa della politica statunitense per Israele. Ha notato che gli Stati Uniti stanno pagando un “prezzo per la sicurezza” in Medio Oriente, perché sono considerati parziali in favore di Israele, e Israele di diventare uno stato dove vige la segregazione razziale.

“Ho pagato un prezzo in termini di sicurezza militare come in quanto comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) perché noi americani eravamo considerati sbilanciati in favore di Israele,” ha detto Mattis al Forum sulla Sicurezza tenutosi ad Aspen, in Colorado, nel 2013; ha aggiunto che questa percezione indebolisce l’appoggio di ”tutti gli arabi moderati che vogliono stare con noi, perché non potevano dichiararsi pubblicamente a favore di persone che non mostrano rispetto per gli arabi palestinesi.”

Mattis ha criticato Israele per aver costruito gli insediamenti nella Cisgiordania occupata, dicendo che “renderanno impossibile mantenere l’opzione dei due stati.” Ha aggiunto che gli insediamenti potrebbero indebolire Israele in quanto stato ebraico e democratico e potrebbero portare all’apartheid.

“Se Gerusalemme mette 500 coloni ebrei a est, dove ci sono già 10.000 coloni arabi qui, e poi traccia la linea di confine per includerli, o Israele non è più uno stato ebraico o dice che gli arabi non devono andare a votare e questa è apartheid,” ha detto Mattis.

Va anche detto a suo merito che Mattis è contrario alla tortura perché, secondo lui, non funziona. Durante la campagna presidenziale, Trump ha promesso di ripristinare il waterboarding* , dicendo che avrebbe “reintrodotto un sacco di punizioni peggiori del waterboarding” perché le persone sospettate di terrorismo “se lo meritano comunque per quello che stanno facendo.”

Il waterboarding è da lungo tempo considerato una forma di tortura, cioè un crimine di guerra. In effetti, dopo la II Guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno processato, condannato e impiccato i capi militari giapponesi per aver usato il waterboarding.

Forse Trump ha cambiato idea sulla tortura dopo aver conferito con Mattis. Trump

ha detto al New York Times che quando aveva chiesto a Mattis quale era l’opinione generale del waterboarding, Mattis aveva risposto: “Non l’ho mai trovato utile, ho sempre pensato che un pacchetto di sigarette e due birre danno migliori risultati che la tortura.” Trump ha detto che era stato “molto colpito da quella risposta. Ero sorpreso, perché Mattis è noto per essere il tipo più “tosto”.

In effetti, gli ex interrogatori di alto livello dell’FBI, compresi Ali Soufan e Dan Coleman, sostengono che una persona che vene torturata dirà qualsiasi cosa per far fermare la tortura, anche fornendo informazioni false. I risultati migliori, dicono gli interrogatori, si ottengono con metodi umani.

Inoltre, il Comitato Speciale per l’Intelligence ha concluso che “l’uso delle tecniche potenziate di interrogatorio della CIA, non è stato un mezzo efficace per ottenere informazioni precise o per avere la collaborazione del detenuto.”

“Se c’è una qualsiasi preoccupazione riguardo a Mattis, è il principio del controllo civile sui militari. Questo ruolo non è stato mai inteso come una specie di Capi di Stato Maggiore Riuniti all’ennesima potenza, e questo è l’unico grosso rischio collegato a Mattis”, un ex alto funzionario del Pentagono ha detto al Washington Post. Gli estensori della Costituzione erano diffidenti riguardo alla decisione di rendere responsabili i militari di fare politica estera, che spetta esplicitamente al ramo esecutivo; cioè, il presidente come comandante in capo e il suo segretario della Difesa.

Trump ha anche scelto i “falchi” tristemente noti Michael Flynn come Consigliere alla Sicurezza Nazionale e Mike Pompeo come Direttore della CIA.

Il presidente eletto ha, però, affermato: “Useremo la forza militare soltanto in casi di vitale necessità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Metteremo fine ai tentativi di imporre la democrazia e di rovesciare i regimi stranieri e anche di coinvolgerci in situazioni in cui non abbiamo alcun diritto di intervenire.”

Speriamo che Trump possa mantenere questa posizione davanti a inevitabili consigli militaristi da parte di Mattis, Flynn e Pompeo. Trump spesso fa dichiarazioni contradditorie riguardo alla politica estera. Durante la campagna elettorale, ha insistito che si era opposto alla Guerra in Iraq e al cambiamento di regime in Libia, quando, di fatto, ha appoggiato entrambe le decisioni. Infatti Trump ha chiesto a tutte le truppe americane in Medio Oriente di rovesciare il presidente libico Muammar Gheddafi.

E’ una sfida tenere sotto pressione Trump in ogni modo possibile, facendo sentire la nostra voce, scrivendo, protestando e facendo pressioni sul Congresso e sulla Casa Bianca. Non possiamo avere tregua nel domandare la pace.

*https://it.wikipedia.org/wiki/Waterboarding

Nella foto: il Generale Mattis in Iraq con il Generale iracheno Mohammed Latif.

Marjorie Cohn è professoressa emerita presso la Scuola di Giurisprudenza Thomas Jefferson, ex presidente della Corporazione Nazionale degli Avvocati e vice segretaria generale della Associazione Internazionale degli Avvocati Democratici Tra i suoi libri ci sono: “Cowboy Republic: Six Ways the Bush Gang Has Defied the Law” and “The United States and Torture: Interrogation, Incarceration, and Abuse”. Visitate il suo sito web su http://marjoriecohn.com e seguitela su Twitter su https://twitter.com/marjoriecohn

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo


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