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[Disarmo] Venezuela, ritrovato l’elicottero, ricercato il poliziotto attentatore



Venezuela, ritrovato l’elicottero, ricercato il poliziotto attentatore

Caracas. Silenzio dell'Europa. Gli Usa: «No alla repressione e all’Assemblea Costituente»

 

Venezuela, l'attentatore Oscar Pérez

 © Reuters

Geraldina ColottiIl Manifesto

Ordine di cattura internazionale per Oscar Pérez e allarme rosso in Venezuela. Il super poliziotto della Scientifica (Cicpc), attore e integralista religioso, ha rubato un elicottero per sparare e lanciare granate sul Ministero degli Interni e sul Tribunal Supremo de Justicia (Tsj), rivendicando il gesto a nome dei Guerreros de Dio. L’elicottero è stato ritrovato in una zona selvatica vicino alla località di Osma, nello stato Vargas, a nord della capitale. L’attentatore, però, è latitante. Secondo alcune ipotesi potrebbe riparare in Messico, dove la famiglia possiede un’impresa di sicurezza privata.

UNO SCENARIO destabilizzante nel quadro di violenza crescente organizzata da aprile dall’opposizione oltranzista. Una regia decisa a Washington dopo l’arrivo di Trump – sostiene il governo, e punta il dito sull’ex ministro degli Interni Miguel Rodriguez Torres, ritenendolo uomo della Cia. «Il terrorista fanatico Oscar Pérez – ha detto il vicepresidente Tareck El Aissami – fa parte di una cospirazione ordita insieme alle agenzie internazionali di intelligence per sovvertire lo Stato democratico venezuelano».

PER IL GOVERNO, Pérez sarebbe stato uno stretto collaboratore di Rodriguez Torres. L’ex ministro ha però smentito, sostenendo di aver sempre viaggiato con il Sebin (Servicio Bolivariano de Inteligencia Nacional) e con un pilota di cognome Pérez, ma di nome Pedro. I rapporti con la Cia? Torres ha ammesso di averli avuti, ma per ragioni di Stato, ai tempi di Chavez. L’ex ministro degli Interni ha definito l’attentatore uno spostato e ha preso le distanze «da ogni violenza».

L’EPISODIO ha suscitato molte reazioni internazionali: nette e solidali quelle dell’America latina progressista riunita nell’Alba. «L’Osa è la complice silente degli attacchi che subisce il Venezuela», ha detto il Ministero degli Esteri cubano in un comunicato, condannando quei governi e quelle figure politiche che «presentano questi atti terroristi come una presunta ribellione militare per provocare fratture nell’unione civico-militare». Il neo ministro degli Esteri venezuelano, Samuel Moncada ha accusato i paesi latinoamericani che simpatizzano con l’opposizione, e l’Europa «di proteggere uno psicopatico e di rendersi complici dei criminali».

IL DEPUTATO di estrema destra, Luis Florido, ha però dichiarato di voler continuare a premere per ottenere azioni internazionali e frenare l’Assemblea nazionale Costituente (Anc), che eleggerà i propri candidati il 30 luglio e che, per Maduro, è l’unica proposta all’altezza di evitare un bagno di sangue. Anche per gli Usa occorre impedire l’Anc, che rilancerebbe su nuove basi il controllo popolare sulle immense risorse del Venezuela. Al generico rifiuto della violenza, il Dipartimento di Stato ha fatto seguire la condanna «della repressione criminale e le violazioni flagranti dei diritti umani» attribuite al governo. Il ministro degli Esteri spagnolo, Alfonso Dastis, ha chiesto al Segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, di aumentare le pressioni su Maduro. E anche Israele si è fatto sentire sullo stesso tenore.

WASHINGTON gioca su più tavoli. Lo scontro di poteri in corso lascia intravvedere diversi scenari: quello del golpe strisciante e del «modello siriano», ma anche quello «nicaraguense», gestito da personaggi ora graditi come la Procuratrice generale Luisa Ortega Diaz in veste di Violeta Chamorro e da Rodriguez Torres. Il Tsj ha disposto il blocco dei beni della Procuratrice, che non può lasciare il paese in attesa di un’udienza sul suo operato fissata per il 4 luglio. Intanto, il Tsj ha affiancato nelle funzioni del Ministerio Pubblico anche il Potere Morale, diretto dal Defensor del Pueblo, Tareck Saab.

IL VICEPRESIDENTE del Psuv, Diosdado Cabello, ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di voler provocare lo stesso fanatismo che ha portato all’Isis: «Non c’è da stupirsi – ha detto – che i guarimberos usino simboli dell’estremismo religioso cattolico: scudi, croci e che vadano in giro a bruciare asili con i bambini dentro o giovani afrovenezuelani sentendosi i nuovi Templari se hanno la benedizione dei vescovi». Sovente, infatti, si sono visti sacerdoti e porporati spronare e benedire gli incappucciati.

E LA VIOLENZA fascista non si ferma. Il ministro degli Interni, Giustizia e Pace, Nestor Reverol ha detto che nella zona di La Castellana è stato pugnalato e bruciato un altro giovane, Giovanny Gonzalez, di 24 anni: con modalità simili a quelle con cui è stato ammazzato ad Altamira il ventunenne Orlando Figuera, il 20 maggio. Nello stesso quartiere, una coppia che tornava a casa in moto è stata uccisa da una trappola posta dai «guarimberos» da un lato all’altro della via José Angel Lama. Ieri, le destre sono tornate a manifestare a Caracas con l’obiettivo di recarsi al Consejo Nacional Electoral (Cne), il cui edificio è stato transennato. Le destre hanno annunciato di voler impedire con la forza alle persone di recarsi alle urne il 30 luglio.

A MARACAY, nello stato Aragua, l’intera zona è stata messa in quarantena dopo il saccheggio dei laboratori dell’Instituto Nacional de Investigaciones Agricolas (Inia), da cui è stato sottratto pericoloso materiale batteriologico.