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legambiente puglia eldorado dei veleni - rifiuti -



da repubblica
martedi 25 gennaio 2005


La regione maglia nera nel dossier che sarà diffuso oggi
Il commissario straordinario "ha garantito solo il business"
In Puglia 100mila tonnellate di veleni
Legambiente: Fitto ha fallito, siamo l´Eldorado delle ecomafie

solvic Chiusa da una settimana e il titolare è stato arrestato
nucleare Secondo un pentito a Trani sono seppelliti resti radioattivi
amianto La Sacra corona gestisce discariche pirata nel Salento
cemento La Puglia è terza nella classifica delle opere abusive
cave Molti impianti dismessi vengono utilizzati come discariche
murgia Quintali di rifiuti tossici sono stati versati nei campi
tersan È stata accusata di aver smaltito compost in modo illegale
bleu Sotto sequestro dal 2003 stipava rifiuti giunti da tutta Italia
GIULIANO FOSCHINI

Cronache (puzzolenti) da Eldorado: «Ogni anno vengono smaltite illecitamente
in Puglia quasi 100mila tonnellate di rifiuti speciali. Questo dato, il
secondo in Italia dopo la Campania, conferma ancora una volta il nostro
allarme: la Puglia continua a essere l´Eldorado dei rifiuti». La denuncia
arriva ancora una volta da Legambiente: «Stando alle nostre elaborazioni-
spiega Nunzio Cirino Groccia, coordinatore nazionale dell´ "Osservatorio
ambiente e legalità" dell´associazione ambientalista- dei dati riportati nel
Rapporto 2004 dell´Apat (l´Agenzia nazionale di protezione dell´ambiente) e
dell´Osservatorio nazionale sui rifiuti, delle oltre 153.000 tonnellate di
rifiuti speciali pericolosi smaltiti in Puglia, soltanto 62.000 risultano
smaltite tra discariche autorizzate (38.000), inceneritori (16.000) e
impianti di trattamento (7.000). Le oltre 91.000 tonnellate rimanenti
vengono smaltite illegalmente». Dove? «Nelle cave abbandonate. In capannoni
affittati da trafficanti di rifiuti. Come sia possibile tutto questo bisogna
però chiederlo al commissario straordinario per l´emergenza ambientale -
dice Cirino Groccia- da quando si è insediato, il presidente della Regione,
Raffaele Fitto, non ha fatto nulla per il buon vivere dei pugliesi».
Legambiente presenterà oggi a Roma, in collaborazione con l´Arma dei
carabinieri, "Rifiuti S.p.A, radiografia dei traffici illeciti", un dossier
che racconta e sintetizza, nel decimo anniversario del primo rapporto sulle
ecomafie, 120 mesi di eco-criminalità all´italiana. La Puglia, purtroppo, ha
il suo buon spazio. Come ha scritto la Direzione investigativa antimafia nel
contributo inviato a Legambiente per il dossier "Ecomafia 2004", la Puglia
«è interessata al fenomeno sia come territorio di partenza che di
destinazione dei traffici illeciti in materia di produzione e gestione dei
rifiuti urbani e speciali». Un ruolo cardine, dunque. Ben testimoniato dai
numeri. Dalla entrata in vigore (2002) del 53 bis del decreto Ronchi (la
legge che punisce l´organizzazione di traffico illecito di rifiuti) la
Puglia è stata coinvolta in sette inchieste (record in Italia) avviate da
tre procure diverse: Bari, Trani e Taranto. «L´incidenza nel settore è
maggiormente collocabile in alcune aree- sostiene la Dia- come quella della
Murgia barese dove sono state individuate numerose discariche abusive, anche
di rifiuti tossici. L´obiettivo dei sodalizi criminali in questo settore è
volto soprattutto a garantirsi appalti, gestire direttamente aziende che si
occupano dello smaltimento e taglieggiarne altre, controllando le discariche
abusive».
Ce n´è anche per il Salento dove, secondo l´antimafia, alcune discariche
sarebbero gestite direttamente dalla Sacra Corona Unita. Legambiente ha
contato nel 2003 1.737 infrazioni accertate e 1.717 persone denunciate,
sesto posto in Italia. I sequestri sono stati invece 1.116, secondi per una
decina di operazioni soltanto al Lazio. «Questo dato - dicono da
Legambiente - può però essere visto da due punti di vista diversi. I tanti
sequestri significano anche un ottimo lavoro delle forze dell´ordine. Che fa
il pari però, purtroppo, con un immobilismo amministrativo».
Stefano Ciafani ha curato personalmente il dossier sulle ecomafie: «Il
commissariamento della Regione sui rifiuti - accusa - è stato un vero
disastro. In dieci anni, la metà dei quali sotto la giunta Fitto, non è
stato fatto nulla, se non azioni legate al business». Il riferimento è alle
gare d´appalto sui termovalorizzatori: «Come si può pensare a un
inceneritore quando la Puglia è agli ultimi posti nella raccolta
differenziata? Fitto dovrebbe impegnarsi a creare, per esempio, dei veri
impianti di compostaggio, e non fabbriche di veleno sparse per la regione».
Per Legambiente i numeri parlano da soli: «Troppe volte la Puglia è stata
coinvolta in indagini sul traffico illecito di rifiuti. Arrivano immondizie
e scorie pericolose da tutta Italia, altrimenti 100mila tonnellate di
surplus di rifiuti sarebbero inspiegabili».
Questo allarme non è nuovo: «Il fenomeno delle ecomafie costituisce un
paradigma della strategia della moderna criminalità organizzata» aveva detto
per esempio, durante l´inaugurazione dell´anno giudiziario dello scorso
anno, il procuratore generale della Corte d´appello di Bari, Riccardo
Dibitonto, ricordando come «la presenza delle organizzazioni delinquenziali
non si manifesta più unicamente attraverso il compimento di delitti di
sangue. I crimini strutturali di queste organizzazioni sono quelli
silenziosi della penetrazione nell´economia e nel mercato, come il ciclo dei
rifiuti».
Gli esempi pugliesi che Legambiente citerà oggi durante la tavola rotonda
romana non sono pochi: «Il caso della Murgia- dice Sebastiano Venneri del
direttivo nazionale- è clamoroso: è impensabile che per anni sia stato
consentito a privati di scaricare tonnellate di rifiuti pericolosissimi
accanto ai campi e alle case». Sintomatico anche il caso della Bleu e della
Solvic, le due discariche di Canosa distanti pochi metri una dall´altra,
entrambe sotto sequestro. Gli inquirenti sostengono che la Bleu dal 1997
abbia accumulato senza autorizzazione centinaia di migliaia di tonnellate di
rifiuti, in gran parte pericolosi, provenienti da tutta Italia: Legambiente
parla di 5 milioni e 300mila chili di rifiuti nel 2000 e altri 2 milioni e
250mila nel 2002. Oggi a Roma si parlerà anche, pur essendo fresca di appena
una settimana (partiranno oggi davanti al gip Nardi gli interrogatori delle
cinque persone arrestate), dell´operazione "Casper", dal nome del fantasmino
del cartone animato. Come ectoplasmi, sembrerebbe che siano sparite dalla
Solvic tonnellate e tonnellate di rifiuti pericolosi, in particolare oli
esausti. Secondo gli inquirenti per anni quelle sostanze velenose sono state
buttate nel Locone, il torrente che scorre lì accanto e dalle cui fonti
l´Acquedotto pugliese prende l´acqua per i rubinetti.
«La Puglia, però, non è soltanto rifiuti» avverte però Francesco Tarantini,
vicepresidente regionale di Legambiente. Dal rapporto ambientalista,
infatti, la regione risulta al terzo posto (4.958 costruzioni) nella
classifica dell´Italia abusiva (il dato è da rivedere: è del 2003, non tiene
conto del condono), mentre si attesta in quinta posizione nell´"illegalità
nel ciclo del cemento": 530 infrazioni accertate (il 7,4 per cento del
totale italiano) e 122 sequestri.