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trento indagine della procura su smog e tumori



dal corriere.it
domenica 30 gennaio 2005

Trento, indagine sul legame tra smog e tumori

Aperto un fascicolo per verificare se le autorità hanno tutelato la salute
dei cittadini

TRENTO - In Trentino lo smog finisce sotto inchiesta e la magistratura cerca
di capire se esiste un legame tra l'inquinamento record e il boom di tumori.
Il procuratore capo di Trento Stefano Dragone ha aperto un fascicolo, al
momento senza indagati, sulla situazione dell'aria nelle ultime settimane e
sulle misure d'intervento adottate dalla Provincia e da trenta Comuni.
«Omissione di atti d'ufficio» è l'ipotesi di reato formulata dai pm che
vogliono verificare se da parte delle autorità pubbliche sia stato fatto
tutto il possibile per tutelare la salute dei cittadini. Il procuratore capo
ha inoltre chiesto all'Azienda provinciale per i servizi sanitari i dati
sull'incidenza tumorale in Trentino negli ultimi 4-5 anni. Obiettivo:
accertare l'eventuale relazione di causa-effetto tra decessi per cancro alle
vie respiratorie e polveri sottili. A far scattare le indagini è stato un
esposto-denuncia depositato la scorsa settimana da Claudio Taverna, ex
consigliere provinciale di An e presidente dell'associazione «Trentino
libero». Una denuncia arrivata dopo giorni di polemiche sul piano anti-smog
messo a punto dalla Provincia. La Procura non ha perso tempo: oltre al
procuratore capo, indagano sul caso smog anche i sostituti Giuseppe De
Benedetto e Carmine Russo. All'Azienda provinciale per i servizi sanitari
sono state richieste immediatamente le cifre sull'incidenza tumorale in
provincia negli ultimi anni. E i dati non sono confortanti: in 13 anni,
infatti, i decessi per tumore sono passati da 1.266 a 1.425. Stesso quadro
per i tumori alle vie respiratorie (trachea, bronchi, polmoni): dal 1990 al
2003 sono aumentati del 6,3% (da 237 a 252). Ora si tratterà di stabilire se
tra questi numeri e l'inquinamento da polveri sottili esista davvero una
correlazione. In tal senso, si guarda anche alle statistiche nazionali:
secondo lo studio Misa-2 (coordinato dalle Università di Firenze, Padova e
Torino) ogni anno, in quindici città italiane, il monossido di azoto uccide
2.000 persone, il monossido di carbonio 1.900 e le pm10 900.
Ma non è tutto. La magistratura di Trento ha disposto anche l'acquisizione
dei dati sulle emissioni atmosferiche delle polveri sottili registrati in
provincia negli ultimi due anni, oltre che delle ordinanze anti-smog emesse
dai trenta sindaci coinvolti nel piano provinciale e inclusi nella fascia di
competenza della Procura di Trento. «Sono assolutamente tranquillo e certo
di aver fatto fino in fondo quanto era in mio dovere» è il commento di Mauro
Gilmozzi, assessore provinciale all'Ambiente.

Marika Giovannini