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Re: NEOTUTTO



Ciao JOE , è da poco che mi sono iscritto, e ho trovato lo stesso clima su altri SITI, non ti offendere se ti faccio un piccolo rimbrotto, ma il tuo linguaggio non è recepibile da tutti. Ti consiglio per il bene di tutti, di usare un linguaggio più terra-terra , anche perchè molte espressioni non tutti le comprendono,me compreso. Cerca di capire anche gli altri che non hanno avuto un' istruzione da comprendere tutto il tuo se pur buono linguaggio. Questo è solo un consiglio, per evitare che molti dei tuoi messaggi vengano cestinati. Ti ripeto di scusarmi per la mia piccola critica, " potrei sbagliarmi " ma per evitare usa parole comprensibili da tutti.
HASTA SIEMPRE !!!  LEO



----- Original Message ----- From: "Joe" <flespa at tiscali.it>
To: <ecologia at peacelink.it>
Sent: Sunday, February 06, 2005 6:44 PM
Subject: NEOTUTTO


Sempre meglio, sideralmente, le parole di un Veronesi che quelle di
qualunque altro suo collega conformista, tuttavia lo scritto che segue ha,
ai miei occhi, un grave difetto - inevitabile, dal momento che il suo autore
non è certo un rivoluzionario. Egli, si sa, accanto alla dieta vegetariana
sostiene l'introduzione in agricoltura degli "OGM", in grado, a suo dire,
persino di sconfiggere la fame nel mondo. Ora qui ce ne vorrebbe spiegare
l'auspicabilità-necessità, per via dell'inquinamento, facendo l'esempio del
mais che, "geneticamente modificato riesce a difendersi dal parassita
piralide e dalle microtossine prodotte dalle muffe che si insediano dove la
piralide scava i suoi buchi, e una delle quali è la temibile aflatossina."
Il problema è che poco più su ci aveva spiegato (in un italiano
effettivamente alieno), a proposito della carne, come: "dall'atmosfera
queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi sull'erba che, mangiata dal
bestiame, si accumulano nei suoi depositi adiposi, e infine arrivano sul
nostro piatto quando mangiamo la carne. Una sostanza tossica è più
pericolosa se viene ingerita piuttosto che se viene respirata". Se questo è
vero per la carne (altroché!), a maggior ragione lo è per i vegetali.
Ritiene forse il professore che ogni cereale e ogni verdura commestibile
debbano essere via via sostituiti da una qualche chimera alimentare
"equivalente" capace di "difendersi" contro ogni vecchia e nuova polluzione
- in implacabile aumento costante?... Neograno, neoriso, neocarota,
neolattuga... e poi neo-neograno, neo-neoriso, neo-neocarota,
neo-neolattuga... NEOTUTTO, all'infinito?... Di combattere alla radice la
causa del disastro, vale a dire l'attuale modo di produzione, di
distribuzione e di "vita" che impesta il mondo, ovviamente non se ne parla. Eppure sarebbe l'unica cosa razionale e davvero "scientifica" da fare. Prima
che sia troppo tardi.

J.



°°°°°°°°



Da: "caterina"
Oggetto: L'Espresso - Veronesi vegetariano
Rinvio da: animali at peacelink.it
Data rinvio: Thu, 27 Jan 2005 20:14:38 +0100

cati at cuccefelici.com
www.cuccefelici.com

L'Espresso  N. 3 27 gennaio 2005

La mia dieta anti-cancro

Ne uccide più la gola che la spada: questo antichissimo proverbio mi viene
quasi automaticamente alla memoria quando si affronta il problema di come ci troviamo a vivere. Perché tutti siamo convinti che la minaccia maggiore alla nostra salute arrivi da ciò che respiriamo, ma questo è vero solo in minima parte. Siamo tutti in psicosi da smog e da effetto-serra (due situazioni che
non sono certo da sottovalutare), ma pochi sanno che è l'alimentazione il
più grande determinante della salute. La salute dipende molto più da ciò che
mangiamo che da ciò che respiriamo. E questo vale soprattutto in campo
oncologico.
Se fumiamo, la nicotina, il catrame e le altre sostanze nocive sviluppate
dalla combustione del tabacco possono procurarci il carcinoma del polmone e
altri tumori, ma anche un'alimentazione non sana può essere cancerogena.
Basta ricordare che i tumori dello stomaco sono diventati sempre più rari da
quando è stato inventato il frigorifero, e io sono convintissimo di un
ragionamento che ripeto spesso: si sarebbe dovuto conferire un premio a chi
ha inventato il frigorifero e la lavatrice. Sono due strumenti che hanno
accompagnato lo sviluppo di oltre la metà del mondo, e che hanno migliorato
la salute. Il frigorifero ha portato praticamente a zero le intossicazioni
alimentari e ha ridotto al minimo i tumori dello stomaco; la lavatrice ha
liberato le donne dal peso del bucato ( risparmiandone le forze, e quindi la
salute) e ha permesso di arrivare a un'igiene del vestire che i secoli
precedenti non avevano mai conosciuto.
Il cibo è necessario per vivere, come a tutti gli esseri viventi, ma la
quantità, la qualità e la natura di questo cibo sono come l'antiva statua di
Giano bifronte, che aveva un volto per la guerra e un altro per la pace.
L'alimentazione ci può aiutare a conservare la salute, oppure al contrario
può comprometterla, perché il cibo può diventare un veicolo di sostanze
nocive, tossiche per l'apparato cardiocircolatorio e per il sistema
digerente, e talvolta potenzialmente in grado di provocare tumori. Il
filosofo Ludwig Feuerbach, che criticò la filosofia hegeliana, aveva
postulato che l'uomo dovesse avere l'obiettivo di passare dalla religione
(l'uomo che pone al di là di sé l'amore, il senso d'infinito e la
perfezione) all'antropologia, riconoscendo l'origine naturale della
religione nelle aspirazioni dell'uomo stesso.. Nello sviluppare questa
filosofia che correla strettamente gli uomini fra di loro, nel 1850
Feuerbach recensì favorevolemte uno scritto del fisiologo Jakob Moleschott
sull'alimentazione, interpretata come la base che rende possibile il
costituirsi e perfezionarsi della cultura umana: un popolo può migliorare
migliorando l'alimentazione. Nel 1862, Feuerbach scrisse il saggio: "Il
mistero del sacrificio o l'omo è ciò che mangia". Il filosofo tedesco
sosteneva che esiste un'identificazione dell'anima con la psiche, e che per
pensare meglio dobbiamo alimentarci meglio. Ora, io credo che una buona
alimentazione faccia una buona salute, ivi compreso il buon funzionamento
del cervello.
Nella buona alimentazione, caposaldo della prevenzione, devono entrare molti
vegetali e poca o nulla carne. Io sono un vegetariano convinto per ragioni
etiche (non mi va di soddisfare la gola a spese del dolore e della morte di
altri animali), ma nel fare queste affermazioni mi baso su ragioni
scientifiche più che accertate. Noi siamo circondati da sostanze inquinanti,
che la sensibilità collettiva ritiene ormai un rischio per la nostra vita.
Sono sostanze nocive se le respiriamo, ma lo sono molto di più se le
ingeriamo. Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione,
perché dall'atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi
sull'erba che, mangiata dal bestiame, si accumulano nei suoi depositi
adiposi, e infine arrivano sul nostro piatto quando mangiamo la carne. Una
sostanza tossica è più pericolosa se viene ingerita piuttosto che se viene
respirata. Io porto sempre l'esempio del gatto, che è l'animale più colpito dal cancro. I ricercatori che hanno indagato su questo fatto, hanno scoperto
una ragione che ci deve trovare molto attenti: il gatto infatti ha per sua
abitudine quella di lavarsi leccandosi il pelo, che è impregnato di sostanze tossiche e cancerogene cadute sul terreno. Con il suo continuo leccarsi, il
povero micio introduce queste sostanze nel suo organismo, rimanendone
vittima. L'inquinamento ambientale è un rischio soprattutto per le sue
conseguenze sulla catena alimentare, e ogni tanto ci sono notizie alle quali
bisognerebbe prestare molta più attenzione. Una recentissima, viene dal
Dipartimento di alimentazione umana dell'Università di Pavia: in una ricerca
su 230 puerpere, è stato trovato che nell'80 per cento dei casi il latte
conteneva l'ochratoxina A, che è un possibile agente tossico, e che nel
latte di una di queste mamme, intenzionata ad allattare la sua creatura,
c'era addirittura l'aflatossina, la potentissima sostanza cancerogena che si
trova a volte anche nel mais. Non posso qui non ricordare che il mais
geneticamente modificato riesce a difendersi dal parassita piralide e dalle microtossine prodotte dalle muffe che si insediano dove la piralide scava i
suoi buchi, e una delle quali è la temibile aflatossina.
A novembre 2004, quando ho presentato il "Manifesto biotech", 18 società
scientifiche l'hanno sottoscritto, affermando: "Non ci sono prove di danni
in chi consuma prodotti derivati da coltivazioni geneticamente modificate".
Si sono levate molte contestazioni, e tuttavia io sono convinto che
l'agricoltura tecnologica contribuirà a risolvere il problema della fame nel
mondo, che riguarda 800 milioni di persone. Siamo già sei miliardi di
individui, nel 2020 saremo otto miliardi. Procediamo con cautela, ma
procediamo. Non penso che sia utile, umano e intelligente opporsi alla
ricerca. Le grandi questioni dell'umanità e del nostro futuro non si
risolveranno con meno ricerca, ma con più ricerca, più conoscenza e cultura. Inun mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco economico
enorme, e l'ascoltato economista e sociologo Jeremy Rifkin ne ha dato una
dimostrazione in cifre: se nel mondo ci sono 800 milioni di persone che
soffrono la fame è perché gran parte del terreno coltivabile viene dedicato
a farvi nascere foraggio e cibo per animali da carne. Ogni anno sono
destinati a bovini, suini e polli circa 150 milioni di tonnellate di
cereali. Con uno spreco finale enorme, perché se facciamo un bilancio tra
quanto nutrimento s'impiega per allevare un animale da carne e quanta resa
se ne ha ai fini dell'alimentazione umana, vediamo che il conto non torna.
E' molto più conveniente impiegare direttamente nell'alimentazione umana un
chilo di cereali (può nutrire più persone in un giorno, e non ha sprechi)
che impiegarne la stessa quantità per nutrire un animale da macello.
Non è vero che la carne è necessaria al nostro sostentamento. Non solo i
vegetali ci mettono a disposizione tutto quanto occorre alla vita, ma in
essi si trovano anche le proteine, contrariamente a quanto la gente crede.
Del resto, in termini evoluzionistici l'uomo discende dalla scimmia, è un
primate. Proprio la recentissima mappatura del genoma ci ha permesso la
prova scientifica dell'intuizione di Darwin. Il 99 per cento del nostro Dna
è esattamente identico a quello dello scimpanzé, e noi siamo uguali a lui
per le nostre funzioni di ogni tipo. Abbiamo in più il gene del linguaggio,
e questo ci differenzia. Senza linguaggio non c'è civiltà, come senza la
scrittura non ci sarebbe la storia del genere umano. Per il resto, il nostro metabolismo è quello dei primati, che non sono carnivori e che si nutrono di
bacche, cereali, legumi, frutti.
Il nostro organismo, come quello delle scimmie, è programmato proprio per il
consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci
indebolirebbe certamente: pensiamo alla potenza fisica del gorilla. E
pensiamo al neonato, che nei primi mesi di vita quadruplica il suo peso
nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di frutta e verdura ci farebbe
ben, ma servirebbe proprio a tenere lontane le malattie. Solo tre anni fa,
il Rapporto dell'Organizzazione mondiale della Sanità sulla salute nel mondo
attribuiva a un insufficiente consumo di frutta e legumi quasi tre milioni
di decessi.
Umberto Veronesi


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