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"una bomba ad orologeria che sta per scoppiare"



Message: 3
Date: Tue, 22 Feb 2005 20:16:23 +0100
From: "FFF Fiale"
Subject: [vegan-it] ...Qualcuno pensa alla pensione?...

...E ancora mi si dice di fare programmi per il futuro....
Leggete, e pensate a che livello di destabilizzazione e di guerre per le
risorse tutto cio' puo' portare
(per non parlare di cataclismi quali uragani ed altre piacevolezze...
Qualcuno ha visto una puntata di Gaia dedicata ai mutamenti climatici?)
...A quanto pare, ci sara' da divertirsi...
LA SPECIE UMANA E' UNA MERDA
mi dispiace solo che non sara' l'unica ad estinguersi....



Conto alla rovescia per una catastrofe mondiale. Mutamento climatico: un
rapporto mette in guardia sul pericolo per il mondo di raggiungere il punto
di non ritorno in 10 anni, con conseguenze catastrofiche quali siccità,
crisi dell'agricoltura e scarsità d'acqua!

Fonte: PEACELINK http://www.peacelink.it

Michael McCarthy

Fonte primaria: www.disinformazione.it



Un rapporto internazionale pubblicato il 25 gennaio mette in luce
chiaramente per la prima volta il punto di non ritorno del riscaldamento
globale, e la cattiva notizia è che il mondo ha quasi già raggiunto questa
soglia di pericolo.
Una task force internazionale di politici, business leaders e ricercatori
spiega molto dettagliatamente che il conto alla rovescia prima di arrivare
ad una catastrofe mondiale dovuta al cambiamento climatico è notevolmente
breve. La loro relazione indica che il punto di non ritorno del
riscaldamento globale potrà essere raggiunto in soli 10 anni, o persino
meno.
Il rapporto, dal titolo Meeting The Climate Challenge ("Affrontare la sfida
del clima", NdT), è rivolto a policymakers di tutti i paesi, a cominciare
dai leaders nazionali, ed è stato calcolato in modo da coincidere con le
promesse del primo ministro britannico Tony Blair, il quale, in qualità di
presidente di turno del G8 e dell'Unione Europea, dovrà impegnarsi ad
avviare, nel corso del 2005, azioni efficaci per far fronte al problema del
cambiamento climatico. È la prima volta che in un documento di così alto
livello vengono analizzate importanti scoperte sul pericolo di questo punto
di non ritorno del riscaldamento globale, ossia l'aumento della temperatura
oltre la quale i danni per il mondo sarebbero irreparabilmente disastrosi.
Questi potrebbero comprendere: danni di vaste proporzioni all'agricoltura,
scarsità d'acqua e gravi siccità, aumento di malattie, innalzamento del
livello del mare e scomparsa delle foreste, con l'ulteriore possibilità di
bruschi eventi catastrofici, come per esempio, riscaldamento globale
"incontrollato", scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, o
blocco della corrente del Golfo.
Il rapporto afferma che questo punto di non ritorno si trova a 2°C sopra la
temperatura media prevalente nel 1750, prima della Rivoluzione Industriale,
quando, cioè, le attività umane per prime cominciarono ad avere effetti sul
clima, in particolar modo la produzione di gas a effetto serra, come il
biossido di carbonio (CO2), il quale trattiene il calore del sole
nell'atmosfera. Tuttavia, lo studio mette in evidenza che da allora la
temperatura globale media è già aumentata di 0.8 gradi, con aumenti maggiori
in corso: quindi, il pianeta ha poco più che un singolo grado di temperatura
prima di raggiungere il punto cruciale.
La relazione, inoltre, stima che la concentrazione di biossido di carbonio
nell'atmosfera, oltrepassata la quale l'aumento di 2°C diventerebbe
inevitabile, è di 400 ppm (parti per milione) di volume.
Il livello attuale di CO2 nell'atmosfera è di 379 ppm, ma tale valore
aumenta al ritmo di più di 2 ppm all'anno, quindi, è probabile che la soglia
di 400 ppm venga oltrepassata in soli 10 anni, o persino meno (sebbene
l'aumento di 2°C della temperatura possa richiedere più tempo).
"Per l'ecologia si tratta di una bomba ad orologeria che sta per scoppiare",
ha detto Stephen Byers, l'ex ministro dei trasporti britannico, il quale è
stato co-direttore della task force che ha elaborato il rapporto assieme al
senatore repubblicano degli Stati Uniti Olympia Snowe. Lo studio è stato
condotto dall'Institute for Public Policy Research britannico, dal Centre
for American Progress americano e dal The Australian Institute. Consulente
scientifico del gruppo di lavoro è il Dr. Rajendra K. Pachauri, presidente
dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) delle Nazioni Unite.
Il rapporto invita tutti i paesi facenti parte del G8 affinché acconsentano
a generare un quarto della loro elettricità da fonti rinnovabili entro il
2025 e a raddoppiare gli investimenti per la ricerca su tecnologie a bassa
emissione di CO2 entro il 2010. Incoraggia anche il G8 a formare un gruppo
che si occupi di problemi climatici con a capo nazioni leader in via di
sviluppo, come per esempio, l'India e la Cina, paesi con alte e crescenti
percentuali di emissioni di CO2 nell'aria.
"Quello che si è voluto sottolineare è che si potrà raggiungere un clima
stabile solo grazie a ciò in cui investiamo oggi e nei prossimi 20 anni, non
con ciò che facciamo a metà del secolo o dopo", ha affermato Tom Burke, un
ex consigliere del governo che si occupa di questioni ambientali, ora
consulente ambientale in ambito aziendale.
Il rapporto mostra chiaramente le potenziali conseguenze catastrofiche del
superamento della soglia. Riporta: "Se si oltrepassa il livello di 2°C, i
rischi per le società umane e gli ecosistemi aumentano significativamente".
"E' probabile, per esempio, che incrementi anche maggiori della temperatura
media comportino considerevoli perdite per l'agricoltura, un numero di gran
lunga maggiore di popolazioni a rischio di mancanza d'acqua e impatti
negativi sulla salute di vaste proporzioni. Aumenti della temperatura media
potrebbero anche compromettere una proporzione molto elevata delle barriere
coralline nel mondo e causare danni irreversibili ad importanti ecosistemi
terrestri, inclusa la foresta pluviale amazzonica".
Il rapporto continua: "Oltrepassare il livello di 2°C significa aumentare
anche i rischi di un cambiamento climatico brusco, accelerato o
incontrollato. Si potrebbero raggiungere punti critici climatici, portando,
per esempio, alla perdita dell'Antartico e delle calotte glaciali della
Groenlandia (con conseguente innalzamento del livello del mare di più di 10
metri nel giro di qualche secolo), il blocco della circolazione termica
degli oceani (assieme alla corrente del Golfo) e la trasformazione delle
foreste del pianeta e dei terreni da depositi di carbonio a vere e proprie
fonti di carbonio."

Fabrizio Fulvio Fausto Fiale
(Italy) (Mother Gaia) (solar system) (milky way) (Universe)(..?..)
http://web.tiscali.it/fiale

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(Digest di vegan-it, Volume 11, Numero 38)