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Bagarre eolica



Bagarre eolica: appello di Legambiente a Vendola contro la moratoria eolica

Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, si unisce al messaggio inviato al governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, dai membri del Contratto mondiale clima e energia. "La giunta pugliese - sostiene Ferrante - si appresterebbe a prendere una decisione che avrebbe un impatto negativo sul futuro energetico della Puglia. Ci piacerebbe invece partecipare alla costruzione di una "Kyoto dal basso" per dimostrare che scelte politiche più coraggiose sono non solo attuabili ma anche capaci a invertire tendenze che lascerebbero l'Italia nella morsa del carbone, del petrolio o del nucleare. Per questi motivi Legambiente sottoscrive e rilancia l'appello inviato a Nichi Vendola, ribadendo la propria disponibilità a collaborare con la Giunta anche al fine di impedire la realizzazione di impianti eolici devastanti e invece a favorire la promozione di un eolico di qualità". Di seguito il testo completo della lettera aperta inviata al presidente della Regione Puglia:

"Caro Nichi,
guerra, mutamenti climatici e inquinamento, sono i frutti avvelenati di un modello energetico alimentato dai combustibili fossili o dal nucleare. L'assemblea dei movimenti sociali del forum di Porto Alegre, ha per questo deciso di dar vita a un contratto mondiale per il clima e l'energia, attraverso il quale promuovere un nuovo modello, democratico, diffuso sul territorio e basato sul risparmio energetico e le fonti rinnovabili. Come sai l'aumento dell'effetto serra è un problema grave, non solo per il futuro del pianeta, ma già oggi per centinaia di migliaia di uomini e donne. Infatti gli sconvolgimenti climatici, che hanno ormai raggiunto anche l'Europa, in molti paesi poveri, specialmente nell'Africa subsahariana, provocano l'avanzamento della desertificazione e conseguentemente la sete e la fame. Un vero paradosso morale: i poveri che non hanno alcuna responsabilità nelle emissioni dei gas che provocano l'aumento dell'effetto serra, l'anidride carbonica in primo luogo, ne subiscono le conseguenze più devastanti. Nel frattempo noi popoli "ricchi" e noi italiani in particolare non riusciamo nemmeno a rispettare gli impegni presi con il protocollo di Kyoto, che ormai il mondo scientifico giudica insufficienti. L'Italia si era impegnata a ridurre del 6,5% le proprie emissioni entro il 2008-2012, rispetto a quelle del 90 e le abbiamo invece aumentate del 12%. Il nostro governo nazionale non fa nulla per invertire questa tendenza, anzi promuove la riconversione a carbone di grandi centrali termoelettriche. La strada da imboccare invece è solo quella del risparmio energetico e della promozione delle fonti rinnovabili, dell'eolico e del solare in primo luogo, per costruire, a partire proprio dal mezzogiorno un modello energetico nuovo e pulito, più giusto e sostenibile, costruito intorno alle risorse locali capace, come in Germania di produrre decine di migliaia di qualificati posti di lavoro. Per questo ti chiediamo di ripensare l'idea di stabilire una moratoria sull'eolico, che avrebbe preoccupanti effetti politici e di immagine se a prenderla fosse una regione come la Puglia. Sappiamo che questa decisione, che vi apprestereste a prendere, viene dal sacrosanto, da noi condiviso, bisogno di tutelare il paesaggio. Per questo noi, e con noi importanti associazioni ambientaliste, siamo a tua disposizione per studiare insieme le modalità per scongiurare gli impianti più devastanti, compresi quelli in fase di approvazione e per contribuire a definire regole condivise per uno sviluppo dell'eolico in Puglia. Tu che hai fatto della mobilitazione e partecipazione popolare una caratteristica del tuo governare puoi dare ulteriore alimento a questi processi democratici, aprendo un ampio confronto sulla questione dell'energia e dell'eolico. Confronto che in primo luogo coinvolga i tanti sindaci, il cui territorio è ricco di sole e di vento,ma anche il mondo agricolo, i sindacati e le associazioni. Sarebbe uno straordinario esempio di una regione che applica "Kyoto dal basso" che parlerebbe a tutto il paese, che scelte disastrose vogliono incatenare al petrolio, al carbone e al nucleare".