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Piani di lottizzazione a Siracusa



Da: siracusa at entefaunasiciliana.it
[mailto:siracusa at entefaunasiciliana.it] 

Il Ponte sabato 23 luglio 2005

Siracusa. Al quarto piano di palazzo Vermexio si sanano ancora vecchi
provvedimenti
I PIANI DI LOTTIZZAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE
LA GIUNTA PERDE LE COMPETENZA A LUNGO VANTATE
Giuseppe Palermo: "Una vittoria per la trasparenza"

Giuseppe Palermo, Segretario dell'Associazione per la Difesa delle
Coste,
fondata per iniziativa di un gruppo di Siracusani tra cui Enzo Maiorca,
Paolo
Giansiracusa, Corrado Piccione, Davide Bruno.

Come giudica la vicenda del voto in Consiglio del piano di lottizzazione
di
Asparano?

Non si tratta solo di Asparano, ma di altri sei piani, per limitarsi a
quelli
che finora sono stati portati in Consiglio. È un avvenimento importante.
Si
tratta, al di là della singola vicenda, della riappropriazione da parte
dei
cittadini tutti di un fondamentale diritto alla trasparenza, negato
pertinacemente e a lungo dall'Amministrazione, la quale alla fine si è
dovuta
piegare. Da adesso si volta pagina: la competenza per l'approvazione dei
piani
di lottizzazione è del Consiglio e non della Giunta.

Come si è arrivati a questo?

Tutto ha avuto inizio con una diffida presentata dall'Ente Fauna
Siciliana nel giugno 2003, nella quale si richiamava un parere del
Consiglio di Giustizia Amministrativa dove, appunto, si era statuito che
"anche per i piani attuativi degli strumenti urbanistici generali resta
ferma la competenza del Consiglio Comunale". In quella diffida si
invitava l'Amministrazione ad annullare l'atto
illegittimo con cui nel febbraio 2002 era stata approvata la
lottizzazione di Asparano.

Cosa rispose il Comune?

Alla prima diffida non rispose. Ad una seconda, dell'ottobre,
accompagnata da un ricorso con cui si impugnava il silenzio, dichiarò
con una nota dell'Assessore Reale di non condividere (!)
l'interpretazione del CGA, e di attendere "ulteriori approfondimenti".
Nell'aprile 2004 però l'Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente,
evidentemente di diverso avviso, impose
all'Amministrazione "di adottare i necessari provvedimenti in
autotutela,
finalizzati alla regolarizzazione degli atti approvativi dei piani di
lottizzazione in argomento, dandone immediata comunicazione a questo
assessorato".

E il Comune?

Ancora niente. L'Ufficio Urbanistica approntò bensì una proposta di
delibera,
che però non fu trasmessa al Consiglio. Fu necessaria, nel novembre
successivo,
una nuova diffida dell'Ente Fauna, mandata per conoscenza anche alla
Procura
della Repubblica. A questa fece seguito una nuova ingiunzione
dell'Assessorato
Regionale (29 novembre 2004), in cui si diffidò il Comune a procedere
"celermente" (!) alla convocazione del Consiglio e a trasmettere copia
degli
atti approvati.

E allora?

Finalmente il 21 febbraio, salvo errore, i piani sono stati messi
all'ordine del giorno del Consiglio. Ma quanto al loro esame, si è resa
necessaria un'ennesima
diffida dell'Ente Fauna, poche settimane fa, e  solo il 14 di questo
mese sono stati approvati.

Come spiega il fatto che l'Amministrazione, che ha sempre avuto la
maggioranza
anche in Consiglio, l'abbia portata così per le lunghe, per oltre due
anni,
quando avrebbe potuto provvedere subito e senza problemi alla convalida
dei
piani, eliminando ogni contenzioso?

Questo lo chieda a loro. È un fatto che sulla base di piani che lo
stesso
Assessorato regionale ha dichiarato illegittimi sono state rilasciate
concessioni ed erogati contributi. Non si tratta di bazzecole.

E sulle modalità di approvazione?

C'è molto da ridire. Trovo assai grave, per limitarmi ad Asparano, che
un piano
di lottizzazione su cui è pendente un ricorso amministrativo (Tar
Catania, n°
1135/2003 del Registro Generale) sia stato esaminato senza che il
Consiglio
abbia potuto avere visione del ricorso stesso. Si badi, il Consiglio non
doveva
decidere nel merito del progetto, ma appunto sulla legittimità del piano
attuativo, oltre che sulla sua congruità con le previsioni di prg: era
diritto
e dovere dei consiglieri, perciò, prendere visione di quel ricorso. Si
tratta
dell'ennesima manifestazione di arroganza di cui, su questa vicenda, ha
dato
prova l'Amministrazione. Ancora più grave è che, assieme al piano di
lottizzazione relativo all'area C12, non sia stato portato in Consiglio
quello
relativo all'area antistante ex F2C, per la quale pure è stata
rilasciata
concessione edilizia (n° 4628 del 17 dicembre 2003). Perché questa
omissione?
Cosa si vuole nascondere?

Ritiene che l'opposizione abbia fatto la sua parte?

Non so spiegarmi il "profilo basso" tenuto su una questione così
importante, che va molto al di là del caso specifico: è un fatto che
l'opinione pubblica non ne sa niente. Credo che su tutto ciò occorra
riflettere.

Marina De Michele