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genova ospedale di vallata molti dubbi qualche certezza



 
 
 
La gestione della salute nella nostra regione è da sempre un grande problema, lo è per diverse ragioni: Innanzitutto la nostra regione è la regione del nord con il maggior tasso di reati ambientali, questo in parole povere nel caso della salute vuol dire che il basso livello di controllo del territorio esercitato dalle amministrazioni locali e dalle agenzie pubbliche ha delle ricedute sul piano della salute e in particolare sui conti pubblici di livello catastrofico.
Tutti insegnano dai nonni ai professori di medicina dell'università che il modo migliore per curarsi è non ammalarsi e per non ammalarsi bisogna fare una vita sana , avere una alimentazione corretta, non vivere e/o convivere con sorgenti pericolose di fattori nocivi:  fumi, liquami, rumori, onde elettromagnetiche e altro ( molto altro ).
In fondo alla filiera ( prima dell'obitorio si intende ) ci sono gli ospedali, presidio tecnico necessario alla tutela della salute , ma appunto l'ultimo, quello per l'urgenza , quello che sancisce la sconfitta della qualità del vivere sacrificata ad altro.
A fronte di una martellante campagna sostenuta in tutta Italia dalle case farmaceutiche e dai progettisti e costruttori di apparecchiature medicali ( a Genova siamo i primi in Italia in questo comparto industriale ) che campano tutti sulle nostre vere e presunte malattie, ogni bravo politico che si rispetti ha lanciato negli anni il solito proclama : nessuno toccherà il tuo ospedale.
A Genova negli anni sono stati costruiti gli ospedali di quartiere con spese di costruzione e di gestione enormi, con doppioni senza senso alla ricerca di un consenso politico e di una redditività per i privati che ha dato sempre buoni frutti ( a loro ).
In questa gara allo spreco destra e sinistra si sono espresse al meglio e senza nessuna apparente differenza hanno promesso un nuovo ospedale di vallata in Val Polcevera ( in cui convivono già tre presidi ospedalieri ).
Così i soldi che potrebbero servire per migliorare la qualità della vita in valle , per la prevenzione, per l'assistenza domiciliare, per il controllo del territorio,  li regaliamo ad una azienda la : Pirelli re, che non ha mai costruito un ospedale, che non ha alcun interesse sulla qualità della vita a Genova , che ha solo il pregio di essere la proprietaria di un'area dismessa di grande importanza per la valle e ha la capacità di far lavorare promotori e avvocati per imporre una scelta insensata alla città.
Già ora il livello stimato di posti letto per acuti è del 40% superiore alla necessità, di posti per riabilitazioni post-acuti per tutto il ponente non ce ne sono abbastanza ( la riabilitazione te la fai a casa o a pagamento ), diciamo che ne servirebbero 250-300 ( per tutto il ponente non solo per la Val Polcevera ).
In più i soldi per adeguare l'unico presidio ospedaliero completo del ponente ( Sampierdarena ) non ci sono , servirebbero 100 milioni di euro che non ci sono nel bilancio.
E allora cosa si fa? Si investono soldi ( che non ci sono ) per un ospedale da 220 letti che costerà 70 milioni di euro all'anno ( a dir poco ) per la gestione , profitti certi ( per i privati),  costi sicuri ( per i cittadini ), ma avete un'idea di quanta prevenzione si potrebbe fare con 70 milioni di euro all'anno senza far spostare da casa nessuno?
In più in questa città dove tutto è possbile, ma la variante è una certezza ( se a contrattare sono i poteri forti ) ecco che i nostri valenti urbanisti dovrebbero spiegarci alcune cose. Come hanno fatto a prevedere per il sito dell'ospedale in vallata un'area che è manifestamente ambientalmente incompatibile.
In attesa che Berlusconi ( e magari Prodi , se ben "consigliato") promulghi una legge ad oc, la legge dice che un ospedale non può essere costruito ex novo accanto a una ferrovia , accanto a un centro logistico , si , fanno rumore , molto rumore, troppo rumore: O, certo, i validi costruttori potrebbero dire: ma noi costruiremo con materiali fonoassorbeti, mettiamo una galleria , erigiamo una palizzata , i fonometri delle agenzie pubbliche potranno verificare che la pace e il silenzio dei nostri malati non sarà scalfita ne da un fischio di treno ne da un container caricato su un camion. Anche questa è una verità per chi se la vuole trangugiare ( ma chi paga ? ).
Poi c'è un altro esempio luminoso nella quale i nostri amministratori pubblici si sono distinti in maniera fulgida.
Sulla strada dell'operazione Fiumara tutti hanno guardato dall'altra parte e si sono ( vedi il caso ) dimenticati di fare un attento studio sulla viabilità della zona ( che non è roba da architetti, si sa , che ci pensino i vigili ), il disastro è sotto gli occhi di tutti ( e anche i costi economici e ambientali che la città deve sopportare ), a Rivarolo per l'ospedale siamo nella stessa situazione, l'urbanista con leggiadria ha disegnato un bel quadretto, fatto una bella piantina , al traffico ( l'ospedale è notoriamente uno dei più terrificanti attrattori di traffico ), al rumore ci pensino i vigli.
Magari sono gli stessi che hanno girato la testa per Fiumara e si preparano a fare altrettanto per i grattacieli di Renzo Piano agli Erzelli, ma noi dobbiamo beccarci sempre gli stessi ?
Ci sarà un urbanista che seguendo le lezioni dei grandi maestri ( a Genova l'unico che ha cercato di lavorare Astengo lo abbiamo mandato sotto processo ) abbia uno scatto di orgoglio e faccia il suo lavoro nell'interesse di chi gli paga lo stipendio ( noi ) e non di chi vende fumo nell'interesse degli amici del quartierino , dei principi della rendita fondiaria, del conflitto di interessi?
Questo noi ambientalisti chiediamo ai tecnici, di fare onestamente il loro lavoro, questo noi ambientalisti chiediamo ai politici di fare onestamente il loro lavoro.
Sembra una richiesta semplice, le risposte latitano. Come mai ?
 
adrea agostini