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Fiera delle Utopie Concrete 2005



Invio di seguito il comunicato stampa giornaliero della Fiera delle Utopie
Concrete "Ponti per un futuro amico" (Città di Castello 13/16 ottobre
2005). Domani mattina si terrà la celebrazione del Premio Alexander Langer
2005. In allegato anche una foto della premiata, la psichiatra e fondatrice
dell'Associazione Tuzlanska Amica, Irfanka Pasagic.


Cordiali saluti
Maria Odoni
stampa at utopieconcrete.it



Comunicato stampa

Comune di Città di Castello - Regione dell'Umbria - Provincia di Perugia -
Camera di Commercio di Perugia - Comunità Montana Altotevere Umbro
FIERA DELLE UTOPIE CONCRETE
Città di Castello (Pg) - 13/16 ottobre 2005

Celebrazione del Premio Alexander Langer 2005 a Irfanka Pasagic




L'appuntamento pomeridiano della Fiera delle Utopie Concrete "Ponti per un
futuro amico" è dedicato al seminario "Elementi per costruire i ponti di
convivenza", moderato da Peter Kammerer dell'Università di Urbino, con la
partecipazione, di Tom Koenigs, Commissario per i diritti umani e l'aiuto
umanitario del Ministero degli Esteri tedesco, Donatella Massai, Direttrice
di Greenpeace Italia, Kostas Moschochoritos, Coordinatore Operazione Medici
Senza Frontiere e Irfanka Pasagic, destinataria del premio Alexander Langer
2005. Proprio quest'ultima sarà domani, domenica 16 ottobre, protagonista
della Celebrazione del Premio Alexander Langer 2005, presso la Sala
consiliare del Comune di Città di Castello. Irfanka Pasagic (Srebrenica) è
psichiatra e fondatrice dell'Associazione Tuzlanska Amica, che opera nella
zona di Tuzla, la città bosniaca dichiarata enclave per tutti i profughi
provenienti dalle zone di Srebrenica, Bratunac e le altre città martoriate
dalla guerra. Tuzlanska Amica è formata da un'équipe di donne, tra cui
psicologi e medici, e offre assistenza alle donne e ai loro bambini,
aiutandoli a superare i traumi subiti durante la guerra. Grazie ad un
progetto di adozioni a distanza fatto da alcune associazioni che operano in
Emilia Romagna e Liguria, Tizlanska Amica è riuscita a dare una famiglia a
circa 900 bambini, diventando ben presto uno dei pochi luoghi dove donne,
bambini, uomini traumatizzati, possono ricevere aiuto psicologico, ma anche
assistenza medica sociale e legale. "L'orrore che i bambini testimoniavano"
ricorda Irfanka "Talvolta era insopportabile. In quei momenti sembrava
impossibile andare avanti, cercare di essere dei "veri professionisti"; in
quei momenti potevamo essere solo persone e soffrire. Insieme a loro". La
celebrazione sarà aperta dai saluti dell'Assessore alle Politiche e
Programmi Sociali della Regione Umbria, Damiano Stufara e dal Sindaco di
Città di Castello, Fernanda Cecchini e il Consigliere Regionale
dell'Umbria, Oliviero Dottorini, introdurrà il colloquio su "Costruzione e
ricostruzione nelle società post-belliche", moderato da Gianni Tamino,
Presidente Comitato Garanzia Fondazione Alexander Langer. Parteciperanno
Russell Ally (Johannesburg), già membro della Commissione per la Verità e
la Riconciliazione del Sudafrica, Karl-Ludwig Schibel, Coordinatore della
Fiera delle Utopie Concrete e Clemente Galbiati, Sindaco di Seveso.
Prosegue anche l'esposizione della Fiera delle Utopie Concrete, che si
propone di presentare i ponti che connettono sponde opposte, i ponti tra la
terra e il cielo, il visibile e l'invisibile, il nord e il sud del mondo,
la storia e la memoria. Il "Progetto Verde" dell'artista berlinese Michael
Müller, presso il Palazzo del Podestà, presenta un'opera artistica che
vuole creare un ponte tra il pensiero scientifico occidentale e la
cosmologia tradizionale dei popoli indigeni del bacino amazzonico, tra la
salvaguardia del clima in Europa e quella delle foreste pluviali in Sud
America, Africa e Asia. L'esposizione presenterà inoltre, presso l'atrio
comunale "Il Ponte come manufatto, simbolo, metafora". Il ponte come atto
sacrilego, i ponti romani e il Pontifex Maximum, i ponti abitati di
Firenze, Venezia e Parigi, il ponte e il mito, lo Stari Mostar il
cosiddetto "Vecchio", simbolo dell'unione tra est musulmano e ovest
cristiano e di una difficile convivenza; i ponti dei record, le grandi
opere e la loro necessità vera o presunta.  La mostra "Il Ponte della
Memoria" in collaborazione con il Comune di Seveso, vuole ricordare il
"caso Seveso". Seveso divenne famosa il 17 luglio 1976, quando, sette
giorni dopo la fuoriuscita della nube tossica, la notizia dell'incidente
apparve su due quotidiani milanesi. L'incidente del 10 luglio 1976
rappresentò per Seveso e per gli altri tre comuni (Meda, Cesano Maderno e
Desio), maggiormente colpiti dalla fuoriuscita della nube tossica, un
momento di rottura: la vita delle quattro comunità cambiò. Le realtà
associative, le parrocchie e i Comitati nati a seguito dell'incidente si
impegnarono con attività sociali e di informazione a mantenere coesa la
comunità locale. A distanza di 30 anni si è posto per il "caso Seveso" la
questione del giudizio storico sull'evento, per offrire alle comunità
locali la possibilità di "coltivare la Memoria dell'incidente".

Per il programma completo e ulteriori informazioni :
Agenzia Utopie Concrete
Via Marconi 8 o 06012 Città di Castello [PG]
Tel./Fax: +39 0758 554 321
segreteria at utopieconcrete.it

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