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Le città contro l'effetto serra



Estratti dal volume "Le città contro l´effetto serra"


Introduzione 

L´entrata in vigore del Protocollo di Kyoto costringe finalmente i governi
nazionali a uscire dall´inerzia per attuare misure efficaci che contrastino
l´effetto serra, nel rispetto degli impegni sottoscritti.
Finora pochi sono stati i paesi che hanno intrapreso con coerenza la strada
della riduzione delle emissioni dei gas serra, ma se si allarga lo sguardo
al di fuori delle politiche centrali il quadro risulta molto diverso. In
Italia, come in Europa, sono stati infatti soprattutto i Comuni ad aver
preso l´iniziativa, sperimentando con coraggio misure concrete a favore
della sostenibilità.
In molte città sono già stati realizzati efficaci progetti che vanno in
questa direzione, il che dimostra che "si può fare", che questi progetti
non sono frutto di poetiche utopie, e che per iniziare un cammino virtuoso
nel campo della difesa dell´ambiente non è sempre necessario partire da
zero.
Iniziative promettenti sono state assunte anche da Amministrazioni
regionali e provinciali, definendo così un quadro decisamente dinamico.
Le città contro l´effetto serra si propone di descrivere e discutere questi
progetti sotto forma di 100 schede dettagliate "pronte all´uso", a formare
una sorta di ricettario di buone pratiche che hanno già dimostrato la loro
efficacia. Per tutte le principali tematiche vengono illustrate le
soluzioni sperimentate con successo in Italia e in Europa: dalla mobilità
sostenibile al risparmio d´acqua, dall´uso delle fonti rinnovabili alla
certificazione energetica, alla pianificazione urbanistica, alle politiche
per gli "acquisti verdi" nell´amministrazione pubblica, alla gestione dei
rifiuti, all´efficienza energetica, fino all´educazione ambientale.
Soluzioni che vengono analizzate sotto tutti gli aspetti - tecnici,
finanziari e di costruzione del consenso - evidenziando tanto i risultati
positivi quanto i problemi riscontrati.

Karl-Ludwig Schibel, sociologo, coordina dal 1989 la realizzazione della
"Fiera delle utopie concrete". Dal 1992 è membro del CdA dell´"Alleanza per
il clima delle città europee" di cui coordina le iniziative in Italia.
Silvia Zamboni, giornalista, è stata redattrice del mensile La Nuova
Ecologia per il quale nel ´97 ha pubblicato il manuale di ecologia
domestica Ecogalateo. Nel ´98 è stata nominata membro del "Consultive Forum
on Environment and Sustainable Development" della Commissione europea.

Le città contro l´effetto serra Perché questo libro?

L´effetto serra minaccia la sopravvivenza del genere umano sul nostro
pianeta. Per contrastarlo sono necessarie politiche locali che invertano la
tendenza all´aumento delle emissioni dei gas climalteranti (anidride
carbonica e metano in primo luogo). In varie cittadine e città europee sono
già stati realizzati efficaci progetti che vanno in questa direzione, il
che dimostra che "si può fare", ovvero che questi progetti non sono frutto
di poetiche utopie e che per iniziare un cammino virtuoso nel campo della
difesa dell´ambiente, dal momento che esistono già esempi collaudati in
materia, non è sempre necessario partire da zero.
Abbiamo quindi pensato fosse utile raccogliere e documentare questi
progetti sotto forma di schede dettagliate, per realizzare una sorta di
"ricettario di buone pratiche" pronte all´uso a fine di "nobile
imitazione". Si tratta del primo strumento del genere in Italia, pensato
soprattutto per gli amministratori dei Comuni medi e medio-grandi in prima
linea sulle questioni trattate nel volume, ma anche per essere utile a chi,
da ambientalista o da cittadino attivo, voglia stimolare i propri
amministratori a fare qualcosa in difesa del clima. Per consentirne la
lettura ai non addetti ai lavori, il testo è corredato da un sintetico ma
esauriente glossario ragionato.
I criteri di base che abbiamo adottato nel selezionare i progetti sono
stati la rilevanza delle ricadute positive in termini di riduzione delle
emissioni; la continuità e il radicamento del progetto; l´ampiezza e la
varietà tipologica dei soggetti e partner coinvolti; l´originalità; la
trasferibilità; la trasparente e accurata documentazione anche sui problemi
affrontati nella realizzazione e, infine, l´economicità.

Le sezioni che compongono il manuale sono dieci:
- Uso e gestione razionale dell´energia
- Energie rinnovabili
- Mobilità sostenibile
- Risparmio idrico
- Pianificazione integrata, ecourbanistica
- Bilanci, benchmarking, certificazione
- Collaborazione pubblico-privato
- Acquisti verdi
- Gestione integrata dei rifiuti
- Comunicazione ed educazione ambientale alla sostenibilità.

Le conseguenze dell´effetto serra

Il fenomeno di surriscaldamento del pianeta non viene negato (quasi) più da
nessuno e non è più solo un soggetto adatto a film del genere
"catastrofismo fantascientifico". Negli ultimi trent´anni le temperature
della calotta polare artica sono infatti aumentate di oltre 2 gradi
centigradi, mentre dagli anni 70 lo spessore del ghiaccio è diminuito del
40%; il che vuol dire che a questo ritmo di scioglimento il ghiaccio estivo
andrà perduto entro il 2040. Per parte sua, la calotta polare antartica
negli ultimi cinquant´anni ha visto salire la temperatura di 2,5 gradi, e
fra il 1973 e il 1993 il ghiaccio marino al Polo sud è diminuito del 20%. I
ghiacciai del pianeta stanno riducendosi letteralmente a vista d´occhio:
secondo gli scienziati dell´IPCC (Intergovernmental Panel on Climate
Change) attivato dall´Onu, entro il 2050 sparirà un quarto dei ghiacciai
montani. Nel frattempo aumenta la temperatura degli oceani.
Tra le conseguenze prevedibili dell´effetto serra balzano in primo piano i
cambiamenti climatici su scala mondiale, con incremento delle
precipitazioni, primavere anticipate, aumento delle ondate di calore e
della siccità; l´innalzamento del livello degli oceani con allagamento
delle aree costiere, che verrebbero sommerse, e sparizione di arcipelaghi
(le Maldive, per fare un esempio); l´incremento del fenomeno della
desertificazione e degli incendi nelle foreste; la diffusione di malattie
tropicali; l´aumento dei disastri collegati al clima. Già tra 1990 e 1998
le compagnie di assicurazione e riassicurazione hanno versato 91,8 miliardi
di dollari per risarcimenti dovuti a disastri naturali collegati ai
cambiamenti climatici.

Perché sono necessarie politiche efficaci a livello locale

Nel dicembre 1997 a Kyoto è stato firmato un protocollo che impegna i paesi
sottoscrittori a diminuire le emissioni di anidride carbonica (principale
gas serra) del 5,2% entro il 2012 rispetto ai livelli di emissione del
1990. Un obiettivo di gran lunga al di sotto delle richieste degli
scienziati che si occupano del fenomeno. Tuttavia - a cominciare dagli
Stati Uniti, che non hanno firmato il protocollo - nemmeno questo obiettivo
viene condiviso e perseguito con politiche efficaci. Poche le eccezioni,
tra cui Inghilterra e Germania. Quest´ultima, in particolare, si è data un
obiettivo di riduzione molto più marcato.
Il 17 febbraio 2005, con la sottoscrizione degli accordi anche da parte
della Russia, il protocollo è entrato in vigore. Per l´Italia, che non ha
ancora messo in campo misure adeguate a raggiungere gli obiettivi di
riduzione per i quali si è impegnata, si prefigura il rischio certo di
ingenti "multe" da pagare sotto forma di diritti di emissione di anidride
carbonica da acquistare dai paesi che emettono quantitativi di CO2
inferiori al tetto massimo a loro disposizione.
Se i gas serra (anidride carbonica e metano in primis) sono riconducibili
ai luoghi dove si coltiva e si produce, dove c´è alta mobilità motorizzata,
dove si riscaldano e illuminano abitazioni e uffici, dove si consuma e si
producono i rifiuti solidi urbani; se un terzo dei consumi energetici è
legato agli usi domestici; se il trasporto è responsabile per un quinto
delle emissioni di gas serra con una tendenza di forte crescita e la metà
degli spostamenti avviene nelle aree urbane, allora è proprio lì, a livello
locale, che si può e si deve agire per ottenere una consistente mitigazione
dell´effetto serra. A partire dalle politiche di gestione dell´offerta e
della domanda di energia, dei trasporti, dell´urbanistica e dell´uso del
suolo. E senza trascurare il comportamento dell´ente locale come
consumatore (di riscaldamento, elettricità, di beni di consumo, parco
auto...), come proprietario e/o azionista di riferimento delle aziende che
gestiscono lo smaltimento dei rifiuti, la produzione di energia e i
trasporti locali, come promotore di campagne di educazione ambientale
all´uso efficiente dell´energia nella vita quotidiana e, infine, come
consulente energetico.
Il funzionamento del nostro apparato produttivo - delle abitazioni, del
sistema dei trasporti e del terziario - si basa oggi sull´uso di fonti
energetiche fossili, ovvero sulla combustione di petrolio, carbone e metano
per ottenere elettricità o carburanti da trazione. Mitigare l´effetto serra
significa, dunque, uscire dall´epoca del fossile. Si tratta certamente di
una scelta complessa, che coinvolge l´economia internazionale, nazionale,
locale, domestica e le abitudini quotidiane consolidate, ma che apre anche
interessanti scenari all´innovazione tecnologica, agli investimenti, alla
partecipazione civica nelle scelte per il governo del territorio. D´altra
parte, con il petrolio ormai stabilmente e abbondantemente oltre i 60
dollari al barile, un´inversione di tendenza in direzione della
riconversione dell´industria energetica dovrebbe diventare una necessità
economica e non solo ambientale, un´opportunità. "Dovrebbe", perché è
incredibile constatare la velocità con la quale è stato metabolizzato
l´aumento del costo del greggio (che finora non si può certo dire abbia
funzionato da stimolo per lo sviluppo delle energie del futuro). Alla fine
di giugno 2005 il superamento della barriera dei 50 dollari aveva allarmato
i mercati mondiali, occupando le prime pagine dei quotidiani; poi, in soli
due mesi, a inizio settembre, quando si sono superati i 70 dollari e New
Orleans sprofondava in un mare di acqua e fango a causa della disastrosa
violenza dell´uragano Katrina, le proteste da noi si sono concentrate...
sulla mancata diminuzione del prezzo della benzina alla pompa pur in
presenza degli aumentati introiti da parte dello Stato attraverso le accise
sul carburante! Per tacere dell´Enel, il colosso energetico italiano, che
ha in programma la costruzione di nuove centrali a... carbone "pulito"!
Uscire dal fossile per salvare il clima deve diventare l´asse attorno al
quale far ruotare il funzionamento quotidiano delle cose. Una seria
politica del clima a livello locale cercherà dunque di fare in modo diverso
le cose che da sempre sono compito istituzionale degli enti locali, con
ricadute positive anche a livello territoriale. Se nella politica per la
salvaguardia del clima l´obiettivo globale trova una sua espressione
concreta con le azioni locali, il contributo locale alla soluzione del
problema globale implica un approccio coerente con lo sviluppo sostenibile
a livello territoriale. Per cui ridurre il traffico motorizzato individuale
e il consumo energetico, aumentare l´impiego delle fonti di energia
rinnovabili, adottare una gestione intelligente di una sempre minore
produzione di rifiuti, pianificare un uso dei suoli il più vicino possibile
ai cicli naturali, sono azioni che migliorano anche la vivibilità e
l´economia locali.

Dalle buone idee alle buone pratiche

Dalla padella al serbatoio: i Comuni di Graz (Austria) e di Valencia
(Spagna) riciclano gli oli di frittura dei ristoranti per produrre il
biodiesel con cui fanno marciare gli autobus. Sempre Graz, nell´ambito del
programma "Ecoprofit" diffuso oggi in molti altri comuni europei, promuove
interventi win-win (ovvero in cui tutte le parti coinvolte traggono solo
benefici) che sostengono l´economia locale e migliorano la vivibilità: sono
oltre cento le imprese della città austriaca che collaborano con il Comune
sottoponendosi a una certificazione ambientale biennale. A Berlino lo
standard energetico degli edifici pubblici supera quello nazionale del 30%,
e il 15% dell´energia proviene da fonti rinnovabili. I Comuni di Barcellona
e di Carugate (Milano) sostengono l´installazione di pannelli solari
termici per la produzione di acqua calda con regolamenti edilizi e
incentivi. Risultato di Barcellona: 19.593 metri quadrati di collettori
installati, più che in tutti i capoluoghi di provincia italiani messi
insieme.
A Heidelberg (Germania) il 25% del fabbisogno elettrico è coperto da fonti
rinnovabili (solare, biomassa, idroelettrico). Il sovrapprezzo termico
incassato dalla municipalizzata che produce l´eco-elettricità viene
reinvestito in impianti che utilizzano fonti rinnovabili per alimentare
scuole e strutture sportive pubbliche. A Brescia più di un quarto delle
case sono riscaldate tramite teleriscaldamento. Grazie alla
bioarchitettura, nel quartiere Kronsberg di Hannover (tremila appartamenti)
le emissioni di CO2 sono state ridotte del 75%.
La cittadina tedesca di Engelskirchen soddisfa l´intero fabbisogno di
energia elettrica del ginnasio Aggertal con il sole, grazie a una centrale
fotovoltaica progettata in collaborazione con l´ente elettrico locale e con
il Comune, finanziata - e qui sta la novità civica del progetto - da
insegnanti e genitori degli allievi. Il rendimento dell´impianto ammortizza
il capitale investito.
Molti enti locali dimostrano inoltre che nuove forme di collaborazione tra
pubblico e privato riescono a rafforzare il tessuto economico del
territorio. A partire dalla certificazione delle prestazioni energetiche
per l´edilizia privata offerta dalla Provincia autonoma di Bolzano, che -
oltre a essere economicamente conveniente - rende gli immobili meglio
vendibili e affittabili, riduce l´inquinamento atmosferico e fa bene al
clima. I proprietari di immobili a uso abitativo possono richiedere alla
Provincia il certificato "CasaClima" che fornisce informazioni sul profilo
energetico dello stabile. Nel documento vengono descritti in modo
trasparente i costi energetici, il che produce un impulso concreto a
investire nell´efficienza energetica.
Di tutti questi, e di molti altri progetti, il manuale offre una sintetica
descrizione, insieme ai riferimenti telefonici e/o di posta elettronica per
approfondirne la conoscenza direttamente con gli attuatori. Il comune
denominatore delle buone pratiche qui selezionate è la quotidianità, il
riferimento all´andamento ordinario delle cose. Molte si sono diffuse anche
al di fuori della città che le ha viste nascere. Dalla scuola di
Engelskirchen, per esempio, è nato un movimento ("Solarsave") che ha dato
vita a numerosi progetti nel Land Nord Reno-Westfalia e in altre parti
d´Europa; la certificazione energetica degli edifici si sta estendendo
rapidamente a partire da "CasaClima" (Bolzano) e parecchi sono ormai i
regolamenti edilizi in elaborazione che prevedono l´obbligo di usare il
termosolare per la produzione di acqua calda sanitaria. In altre parole,
sono passati i tempi delle singole azioni spettacolari a favore di un
modello generalizzato di produrre, distribuire, consumare e smaltire in
modo sostenibile. In questo contesto assumono una particolare rilevanza i
metodi di monitoraggio, dei bilanci ambientali e sociali preventivi e
consuntivi, come CLEAR - City and Local Environmental Accounting and
Reporting, per guidare i processi in atto e controllarne i risultati.

Italia: che fare?

Non ci sfugge il quadro di difficoltà in cui si muovono le amministrazioni
locali oggi in Italia: finanziarie in primo luogo, ma anche legislative. Ci
preme tuttavia sottolineare che molti dei progetti qui illustrati si
riferiscono a città italiane, e dunque dimostrano che anche da noi è
possibile fare qualcosa; parecchi di essi, inoltre, sono contengono le
premesse per autoripagarsi. Quindi, in molti casi basta volere...
Starà comunque anche ai cittadini premere perché le amministrazioni locali
intraprendano la strada dello sviluppo locale sostenibile in difesa del
clima. Dal ministero dell´Ambiente, infine, ci aspettiamo che metta a
disposizione finanziamenti per la ricerca e normative adeguate per
promuovere la sostenibilità locale. Non meno essenziale è però lo sviluppo
di una altrettanto adeguata sensibilità ad affrontare nelle varie sedi e
istituzioni il problema intersettoriale e culturale del raggiungimento
degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, in termini che siano all´altezza
del quinto paese industrializzato al mondo quale si fregia di essere
l´Italia.
Con la speranza - scevra da ogni sia pur minima presunzione - che anche
questo nostro lavoro possa portare il suo piccolo contributo al comune
sforzo e impegno in difesa del clima. Lo sforzo nostro e di quei figli,
nipoti e pronipoti dai quali abbiamo avuto in prestito la Terra.
Karl -Ludwig Schibel e Silvia Zamboni

Ökodrive: dalla padella al serbatoio


Città
Graz (Austria), 240.000.
Obiettivi
- raccolta differenziata nei ristoranti e riciclo dell´olio da cucina usato
per ricavarne biodiesel;
- riduzione delle emissioni di CO2 e di altri inquinanti atmosferici
attraverso l´utilizzo del biodiesel ricavato dall´olio riciclato sugli
autobus di Graz.
Tempistica
Progetto avviato nel 1999 e tuttora in corso.
Descrizione
All´insegna dello slogan "Dalla padella al serbatoio", l´Ufficio per
l´ambiente di Graz ha sviluppato un sistema gratuito di raccolta
differenziata dell´olio da cucina usato nei ristoranti della città per
trasformarlo in biodiesel da trazione. Sono oltre 1200 i locali pubblici
che hanno aderito all´iniziativa.
La raccolta viene fatta dalla Öko-Service GmbH, una srl che svolge attività
di formazione e crea posti di lavoro socialmente utili nel campo dei
servizi ecologici destinandoli a persone disoccupate e disabili.
La trasformazione dell´olio usato in biodiesel avviene a Mureck, a sud di
Graz, presso l´impianto (Biodiesel International BDI) di proprietà
dell´azienda per l´energia Südsteirischen Energie und Eiweissgenossenschaft
(SEEG), che gode di fama mondiale nel campo della produzione di biodiesel
da materie prime oleose, in particolare da olio e grassi usati. Il
biodiesel così ottenuto viene utilizzato come carburante sugli autobus in
circolazione a Graz.
L´obiettivo è quello di convertire a biodiesel l´intera flotta cittadina.
Per questo sono stati acquistati 41 nuovi bus dotati di aria condizionata e
accessibili anche alle sedie a rotelle. I motori dei bus convenzionali che
rimarranno in servizio verranno trasformati per poter funzionare a
biodiesel. In questo modo si evita che l´olio usato finisca nella catena
alimentare sotto forma di mangime per animali da allevamento, o negli
impianti di canalizzazione o di depurazione delle acque di scarico; questi
ultimi vengono così preservati dai danni prodotti dallo smaltimento
incontrollato delle materie oleose di scarto, con conseguenti notevoli
benefici anche di ordine economico per i mancati costi di manutenzione e
riparazione. Si è quindi risolto un problema ambientale ottenendone una
prziosa risorsa, che fa risparmiare sui costi di acquisto del carburante
per la rete degli autobus. Sono stati anche creati nuovi posti di lavoro, e
si sono sviluppati un know-how e una tecnologia esportabili. Le emissioni
annuali in atmosfera risparmiate sono stimate nell´ordine di 2500
tonnellate di anidride carbonica, 2,9 tonnellate di ossido di carbonio, 1
tonnellata di particolato, 2,7 tonnellate di anidride solforosa, 3
tonnellate di idrocarburi incombusti.

Promotore
L´Ufficio ambiente del Comune di Graz (das Grazer Umweltamt).

Partnership
I ristoratori, l´azienda di trasporto pubblico Grazer Verkehrsbetriebe
(GVB), l´azienda Südsteirischen Energie und Eiweissgenossenschaft.

Costi e provenienza dei fondi
L´importo dell´investimento finalizzato all´acquisto di beni durevoli
ammonta a 590.000 euro, spesi rispettivamente per:
- la realizzazione di una stazione di rifornimento per biodiesel a
disposizione dei bus municipali e di altre vetture di servizio;
- l´adattamento al biodiesel dei motori di 56 bus;
- l´acquisto di 41 nuovi mezzi accessibili anche ai disabili.
A ciò va aggiunto il costo delle campagne informative e promozionali. Per
lo sviluppo e la valutazione del progetto, Comune e GVB hanno messo a
disposizione 11 mesi-uomo.

Target
Ristoratori, aziende per la raccolta e il trattamento dei rifiuti, aziende
di trasporto pubblico, aziende per la depurazione e la potabilizzazione
dell´acqua.

Note aggiuntive
A determinare il successo del progetto sono stati la positiva
collaborazione tra l´amministrazione pubblica e l´imprenditoria privata,
l´alto livello di sensibilità per l´ambiente, il buon rapporto
costo/benefici. Un altro progetto mira adesso a convertire al biodiesel il
60% della flotta di taxi dell´azienda Taxi 878. Per risolvere i problemi
tecnici - maggiori nel caso della conversione delle auto rispetto ai bus -
è stata coinvolta anche l´Università di Graz.

Contatti
Peter Gspalt, Grazer Umweltamt, Kaiserfeldgasse 1, A - 8010 Graz (Austria)
tel. 0043-(0)316-8724303 (fax -4309)
agenda21 at stadt.graz.at

Per informazioni sul progetto relativo ai taxi:
Gerhard Ablasser, Stadt Graz, 0043-316-8724203
gerhard.ablasser at stadt.graz.at

Pedibus

Città
Losanna (Svizzera), 120.000 abitanti.

Obiettivi
- garantire la sicurezza dei bambini nel percorso casa/scuola;
- migliorare la qualità dell´area intorno alle scuole;
- ridurre il traffico motorizzato individuale;
- creare un´atmosfera conviviale;
- promuovere la salute e l´autonomia dei bambini;
- insegnare ai bambini la sicurezza stradale.

Tempistica
Inizio del progetto 1998; tuttora in corso.

Descrizione
Il Pedibus offre un´alternativa sicura e divertente al trasporto in auto
dei bambini a scuola: i bambini e i loro accompagnatori si incontrano in
punti prestabiliti (delle vere e proprie fermate) e poi percorrono insieme
a piedi il percorso casa/scuola. Il Pedibus quindi è, come dice il nome, un
autobus che cammina o in altre parole un sistema per accompagnare i ragazzi
nei loro spostamenti tra casa e scuola.
Il modello è quello del trasporto pubblico: i ragazzi aspettano il Pedibus
alle"fermate", contrassegnate da apposita segnaletica e dove sono anche
riportatigli orari e le indicazioni su chi sono i genitori volontari nelle
determinate fasce orarie. I bambini vengono accompagnati da genitori
volontari che portano un segno identificativo.

Il Pedibus funziona quindi grazie all´impegno dei genitori. A Losanna
infatti l´iniziativa è partita da genitori degli allievi del quartiere
Sous-Gare nel 1998 e in seguito ha ricevuto il sostegno dell´Ufficio
all´Infanzia del Comune.
Il comune di Losanna ha una politica molto attiva nel campo
dell´organizzazione del trasporto dei cittadini: esiste un piano del
traffico che incoraggia gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con i
mezzi pubblici. L´iniziativa del Pedibus è stata inserita nell´Agenda 21
Locale.
Oggi le "linee" del Pedibus sono 16 con una lunghezza media di 450 mt;
quella più breve misura 160 metri, quella più lunga 880.

Promotore
Il Comune di Losanna - Ufficio all´Infanzia.

Partnership
Gruppi di genitori.

Target group
I bambini in età scolare e la cittadinanza in generale.

Costi
I costi (per la segnaletica e una segretaria part-time, in particolare
all´inizio dell´anno scolastico) sono estremamente limitati.

Contatto
Catherine Zaccaria, Comune di Losanna, via Beau-Séjour 8
CH-1002 Losanna, Svizzera
catherine.zaccaria at lausanne.ch
www.lausanne.ch 

Mobiility manager d´area industriale

Città
Prato (180.000 abitanti).

Obiettivi
- riduzione dell´uso individuale dell´auto nei percorsi casa-lavoro e del
traffico di merci tramite la promozione di servizi centralizzati;
- riduzione dell´inquinamento atmosferico e delle emissioni di gas
climalteranti;
- riduzione dei costi di trasporto per lavoratori e imprese.

Tempistica
Progetto nato nel 2002 e attualmente in fase di sviluppo.

Descrizione
Con i suoi 150 ettari di superficie (con oltre 300 piccole e medie aziende
presenti, per un totale di 3.000 addetti) il Macrolotto 1 di Prato è la più
grande lottizzazione industriale realizzata in Europa da privati. Già
all´avanguardia per l´impianto di riciclo dell´acqua (riutilizzata per le
attività produttive, per l´antincendio, per usi igienici e per torri di
raffreddamento in sostituzione di quella potabilizzata), per l´impianto di
cogenerazione finalizzato alla produzione centralizzata di energia termica
ed elettrica e per la progettazione di un asilo-nido interaziendale
energeticamente autosufficiente, il macrolotto si è anche dotato di un
ufficio di "mobility manager d´area industriale".
In mancanza di imprese con più di 300 dipendenti, e tenute per questo a
dotarsi di mobility manager, si è considerata l´area del macrolotto alla
stregua di un´unica azienda. La prima fase di attività dell´ufficio ha
prodotto un´indagine finalizzata a conoscere il numero degli spostamenti
giornalieri di merci e persone indotti da ciascuna azienda, le
destinazioni, i mezzi di trasporto impiegati, le lacune dei servizi di
trasporto pubblico che costringono all´uso del mezzo privato.
Si è così evidenziato che quasi tutti i dipendenti abitano in un raggio
massimo di 50 chilometri di distanza, che l´89% (circa 2.500 persone)
raggiungevano il Macrolotto con la propria auto e che durante il tragitto
casa-lavoro-casa effettuavano commissioni per sé o per l´azienda.
Verificata la scarsa probabilità di un miglioramento del servizio di
trasporto pubblico verso l´area industriale, il Conser ha stipulato una
convenzione con il Comune di Prato in base alla quale ha ricevuto in
comodato gratuito una flotta di mezzi per diffondere l´abitudine del car
pooling e il ricorso al car sharing. Della flotta - 15 veicoli in tutto -
fanno parte 10 veicoli elettrici in grado di trasportare 6 persone ognuno;
2 automezzi elettrici per il trasporto di merci; 3 a metano per il
trasporto di 7 persone ognuno. Il servizio è gratuito.
Il servizio - anch´esso gratuito - di car sharing è offerto alle aziende
per lo svolgimento di commissioni nelle ore di lavoro, quando questi mezzi
non sono utilizzati dai pendolari, con il vantaggio di poter accedere alle
Ztl, percorrere le corsie preferenziali e parcheggiare gratuitamente. Sul
fronte delle merci, a seguito di una seconda rilevazione effettuata nel
2004 Conser ha organizzato un servizio centralizzato di raccolta e
distribuzione delle merci per le case di spedizione presenti nel macrolotto
per ridurre il relativo traffico indotto e per sostituire con mezzi
elettrici e a metano quelli attualmente utilizzati.
Dall´indagine è emersa anche la richiesta di servizi di spesa e lavanderia
centralizzata e di asili nido. Dal primo giugno 2004 al 31 dicembre 2004
l´uso della flotta di veicoli a impatto zero ha evitato emissioni in
atmosfera pari a 1,7 tonnellate di CO2 (per l´esattezza 1.719.564,22
grammi) e 386,57 grammi diPM10, con un risparmio sul fronte economico di
18.283,19 euro. Per il 2005 si prevedono 7,2 tonnellate in meno di
emissioni di CO2 e 1618,93 grammi in meno di PM10, con un risparmio di
76.568,80 euro (pro capite sono 1417, 94 euro/anno).

Promotore
Conser, il consorzio di servizi senza fini di lucro che rappresenta e
coordina le aziende presenti nel macrolotto.

Partnership
Comune di Prato, Regione Toscana.

Costi e provenienza dei fondi
Costo complessivo 201.934,65 euro, dei quali la metà circa (102.268 euro) a
carico di Conser e l´altra metà (99.676,2 euro) a carico della Regione
Toscana sul fondo ex Lr 41/98 tramite un finanziamento a fondo perduto
dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Target
Dipendenti e aziende del macrolotto.

Note aggiuntive
Nel 2004 l´Unione europea ha inserito Conser tra i 24 progetti eccellenti
di sistemi ambientali rivolti alle piccole e medie imprese.
Nel settembre 2004 è stato firmato un accordo tra Comune di Prato, Conser,
Cgil-Cisl-Uil, Legambiente, Wwf, Unione commercianti, Confartigianato,
Unione industriali, Cna e Confersercenti, a cui l´Amministrazione comunale
ha deciso di aderire con iniziative e progetti diretti a decongestionare il
traffico, aumentare l´offerta del trasporto pubblico locale e ridurre
l´inquinamento indotto dai macrolotti industriali 1 e 2, ai quali
afferiscono oltre 4500 dipendenti. Le soluzioni a cui si lavora, già in
parte sperimentate al macrolotto 1, sono un più efficiente servizio di bus,
servizi a chiamata, car pooling e car sharing gratuito per i dipendenti.

Contatto
Lorenzo Chiappini, Conser, via di Baciacavallo 44, 59100 Prato
tel. 0574.730305, fax 667094
servizialleimprese at ui.prato.it
www.conser-prato.com 


BedZED, quartiere a zero emissioni

Città
Londra (7.000.000 di abitanti).

Obiettivo
Realizzare il primo insediamento abitativo e commerciale su larga scala a
"zeroemissioni" di CO2.

Descrizione
L´insediamento-pilota noto come BedZED (Beddington Zero Energy
Development), realizzato nel quartiere londinese di Sutton, è
energeticamente autosufficiente e rappresenta il primo insediamento a
bilancio zero di emissioni di anidride carbonica (carbon neutral) su larga
scala sorto nel Regno Unito. È costituito da un centinaio di alloggi, in
affitto o in proprietà, da 1600 metri quadrati di uffici, vari negozi,
impianti sportivi, una caffetteria, un centro medico-sociale e un asilo
nido. Il sito è servito anche da un ufficio postale.
L´insediamento è stato realizzato adottando gli accorgimenti più avanzati
nel campo dello sviluppo ambientalmente sostenibile. BedZED utilizza
esclusivamente energia prodotta in loco da fonti rinnovabili. Il fabbisogno
termico per il riscaldamento e quello elettrico sono assicurati da un
impianto di cogenerazione alimentato da cippato che viene trasformato in
gas da un apparecchio per la gassificazione a corrente d´aria invertita.
L´orientamento degli edifici a sud, ispirato ai criteri della bioclimatica,
permette di sfruttare al massimo il calore solare; l´installazione di
pannelli fotovoltaici, gli altissimi livelli di isolamento termico, i
tripli vetri e l´adozione delle più avanzate apparecchiature elettriche a
basso consumo contribuiscono a mantenere bassa la domanda energetica.
I materiali da costruzione sono stati scelti tra quelli di origine
naturale, riciclati o ottenuti da fonti rinnovabili, tutti prodotti a una
distanza non superiore ai 35 chilometri dal sito.
In tema di risparmio idrico, il sistema di recupero dell´acqua piovana e di
riciclaggio di quella di scarico riduce di un terzo il consumo dell´acqua
potabile di rete.
Per quanto riguarda la mobilità, si è puntato innanzitutto a ridurre la
necessità di spostamento (per esempio promuovendo lo shopping via internet
e realizzando in loco strutture di interesse commerciale, sociale e
ricreativo) e si sono rese disponibili alternative all´uso privato
dell´automobile, come un parco di auto gestite in car sharing. Infine, ogni
appartamento è dotato di speciali contenitori per la raccolta differenziata
dei rifiuti.

Promotore
Il Peabody Trust (la più grande e antica fondazione per l´edilizia
abitativa) e l´Amministrazione comunale di Sutton.

Partnership
Il BioRegional Development Group e l´architetto Bill Dunster per
l´elaborazione del progetto "zero emissioni di CO2".

Target group
Cittadini, esercizi commerciali, istituzioni pubbliche.

Contatti
contact.thecouncil at croydon.gov.uk
ww.bedzed.org.uk
www.peabody.org.uk 

Proklima

Città
Hannover (Germania), 518.000 abitanti.

Obiettivi
Diffusione delle possibili misure per la protezione del clima nell´ambito
del costruito esistente e delle nuove costruzioni, costruire una rete tra i
progetti territoriali per la protezione del clima, formazione
dell´artigianato e diffusione di standard ambiziosi di qualità nelle misure.

Tempistica
Il progetto è nato nel 1998 ed è tuttora in corso.

Descrizione
Proklima è nato nel 1998 da un accordo tra sei città e l´azienda
municipalizzata di Hannover, Stadtwerke Hannover Spa.
I partner hanno istituito un fondo di circa 5 milioni di euro annui per
sostenere la protezione del clima presso i privati, nelle aziende e negli
enti pubblici, finora il primo e unico fondo per la protezione del clima in
Germania e in Europa.
Un altro campo d´attività è la diffusione di standard elevati di qualità
nel riscaldamento termico degli edifici, l´installazione e la regolazione
di caldaie ad alto rendimento, di impianti di aerazione e di impianti
solari. Il sostegno finanziario per le misure finalizzate al contenimento
dei consumi di energia per il riscaldamento nelle nuove costruzioni è
rivolto a edifici che rispettino gli standard "basso consumo energetico
plus" e "casa passiva".
Per quanto riguarda l´esistente, i contributi sono finalizzati alla
certificazione energetica, al raggiungimento di standard elevati di
isolamento termico, all´isolamento termico del sottotetto per la creazione
di ulteriore spazio abitativo (e quindi incrementare la densità abitativa),
all´istallazione di finestre con tripli vetri, alla modernizzazione
dell´impianto di riscaldamento con il controllo di qualità e, più in
generale, al controllo di qualità nell´ambito dell´isolamento termico e
dell´impiantistica per riscaldamento e di aerazione. Negli edifici pubblici
viene incentivata l´adozione di impianti termici solari e fotovoltaici con
pannelli informativi sul funzionamento in tempo reale. Per il solare
termico, in aggiunta al programma di incentivazione del Governo Federale,
Proklima incentiva gli installatori in modo da riuscire ad avere sul
mercato - a prezzi più economici - collettori piani, collettori sottovuoto
e i pacchetti di controllo qualità per impianti solari.

Promotore
Proklima con le città di Hannover, Laatzen, Langenhagen, Seelze,
Ronnenberge Hemmingen, nonché l´azienda municipalizzata Stadtwerke Hannover
Spa.

Partner
La Confederazione dell´artigianato di Hannover, l´Associazione federale dei
consumatori di energia, la Centrale dei consumatori della Bassa Sassonia,
l´iniziativa civica "Protezione dell´Ambiente", E.ON Ruhrgas Spae Thüga Spa.

Target
I proprietari di edifici residenziali, di edifici pubblici o sedi di
associazioni, i costruttori, le associazioni di categoria
nell´impiantistica per caldaie, collettori solari termici e fotovoltaici e
impianti di aerazione.

Costi
Il programma è dotato di un fondo di 5 milioni di euro l´anno circa.

Note aggiuntive
Proklima è frutto di una collaborazione innovativa tra enti locali,
l´azienda municipalizzata e i produttori di energia per promuovere standard
elevati nelle misure per la protezione del clima. Mentre molte delle misure
sono economicamente valide (come l´installazione di caldaie ad alto
rendimento o di impiantsolari termici) e la consapevolezza dell´esistenza
di queste tecnologie e della loro convenienza economica è diffusa, manca in
larga misura un processo continuo di controllo e verifica della qualità,
come è stato sperimentato ampiamente nel nuovo quartiere Am Kronsberg
(...). I finanziamenti vengono utilizzati in modo mirato per rendere un
controllo continuo della qualità parte normale del processo di
installazione di impianti di riscaldamento, di collettori solari e di
impianti di aerazione. Proklima si è dimostrato anche un valido partner per
l´industria nel concordare gli standard di rendimento dei prodotti,
promuovendoli quindi in appositi tavoli di concertazione. Sono stati anche
sviluppati programmi di formazione e consulenza per gli operatori nel
settore, al fine di garantire la qualità del loro lavoro.
In base a un´esperienza ormai ampia si può affermare che Proklima è un
esempio avanzato di collaborazione pubblico/privato finalizzata a garantire
la qualità delle misure di protezione del clima.

Contatto
Proklima, c/o Stadtwerke Hannover Spa
Glockseestraße 33, D-30169 Hannover
Casella Postale 5747, D-30057 Hannover
tel. +49-511-4301970, fax +49-511-4302170
proklima at enercity.de
www.proklima-hannover.de
www.proklima-projekte.de
www.klimaschutz-hannover.de 

Green Public Procurement network

Provincia
Provincia di Cremona (346.000 abitanti).

Obiettivi
- ridurre il consumo di risorse energetiche e la produzione di rifiuti;
- utilizzare materiali e tecnologie ambientalmente compatibili;
- incrementare l´uso delle fonti di energia rinnovabili;
- incentivare il risparmio energetico.

Tempistica
Il progetto è iniziato alla fine del 2003 e durerà 24 mesi.

Descrizione
La rete degli acquisti pubblici verdi è un progetto della Provincia di
Cremona che viene attuato in collaborazione con 13 amministrazioni
comunali. Questa rete svolge un´attività di istruzione e informazione sulle
possibilità e le procedure amministrative per il Green Public Procurement
(GPP), in modo da giungere alla stesura di bandi di gara che comprendano
requisiti ambientali. La sostituzione degli acquisti attuali con prodotti e
servizi a "impatto ambientale ridotto" richiede una conoscenza approfondita
del peso ambientale dei prodotti e servizi che gli enti pubblici comprano,
ma soprattutto richiede conoscenze su come impostare i bandi in modo
corretto in vista della legislazione europea a favore di un mercato libero.

Promotore
Provincia di Cremona.

Partnership
Comuni di Casalmaggiore, Castelleone, Crema, Gerre De Caprioli, Pescarolo,
Piadena, Pizzighettone, Soresina, Spineda, Stagno Lombardo, Vescovato,
Motta Baluffi, San Bassano.

Costi e provenienza dei fondi
Il progetto ha un volume di 852.000 euro ed è cofinanziato dall´Unione
Europea nell´ambito del programma Life Ambiente.

Target
Amministrazioni pubbliche e, in un secondo momento, le imprese che dovranno
essere incentivate verso una riconversione su posizioni più compatibili.

Note aggiuntive
Gli acquisti "verdi" degli enti pubblici si limitano finora a voci
relativamente marginali del bilancio. Di solito si tratta di carta
riciclata, detersivi per le pulizie biodegradabili, di caffè e tè
provenienti dal commercio equosolidale e simili. La vera sfida dei prossimi
anni - e qui il GPPNET, la rete degli acquisti pubblici verdi, assume una
grande importanza in Italia - sarà di estendere i requisiti ambientali (e
il più possibile anche sociali) ai beni e servizi sostanziali che i comuni
e altri enti pubblici acquistano. Ciò richiede una considerevole competenza
nella valutazione del bilancio ecologico o sociale dei prodotti e servizi e
una buona conoscenza relativamente a come inserire i criteri nei bandi, che
diventano tanto più importanti quando si tratta di opere rilevanti nei
settori dei lavori pubblici, delle misure infrastrutturali, delle spese
sostanziali dell´ente. Qui le esperienze sono solo all´inizio e la vera
sfida sarà di promuovere una riconversione ecologica e sociale delle
imprese anche attraverso una domanda degli enti pubblici per prodotti e
servizi a impatto ambientale ridotto e socialmente accettabile.

Contatto
Mara Pesaro, Dirigente Settore Ambiente della Provincia di Cremona
via Dante 134, 26100 Cremona, tel. 0372-406672, fax 0372- 406461
ambiente.provincia at rccr.cremona.it
<mailto:agenda21 at provincia.cremona.it>agenda21 at provincia.cremona.it


Da reteambiente.it  - giovedi 27 ottobre 2005