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Dichiarazione di presa coscienza sul Senso della Crescita




           B O Z Z A  di
           
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  Dichiarazione di presa coscienza
      sul Senso della Crescita
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          Proposta per le
     Autorità di Governo Locale
     



Analizzate le informazioni raccolte, considerate le nostre personali osservazioni,

dichiariamo che esiste una questione importante ed urgente che è rimasta finora ignorata 
dai mezzi di informazione e disattesa dalle autorità centrali di Governo. 

Dichiariamo che è richiesta una sua considerazione urgente e che il firmare questa 
dichiarazione è il nostro primo passo. 


Noi verifichiamo che

- esiste una generalizzata ed incessante pulsione alla crescita da parte delle autorità 
di Governo centrale del nostro come degli altri Paesi del mondo;

- tale pulsione conduce al mantenimento di una elevata densità demografica e ad una 
abnorme crescita economica, nonché ad una frenetica e pericolosa rincorsa tecnologica;

- questa crescita ipertrofica, questo sviluppo forsennato, spinti artificiosamente oltre 
misura, stanno conducendo a distruzione individui, società ed ambiente naturale.


Verifichiamo infatti che

- l?elevata densità demografica che ad esempio caratterizza l'Italia (ogni italiano, 
ripartendo idealmente il nostro territorio, dispone di una area di sole 0,50 parti di 
ettaro dalla quale trarre il fabbisogno alla sua vita e sulla quale godere della sua 
individualità ed esprimere il suo potere creativo) affligge tanto l?ecosistema quanto 
ogni persona che vi vive (la qualità, oltre che il costo stesso, della vita venendo 
entrambi pesantemente affetti dallo sfavorevole rapporto tra territorio e popolazione), e 
così pure il nostro organismo sociale, che vede indebolita la sua stabilità e forza, e 
compromessa la sua sicurezza.

- l'incessante crescita economica sta anch'essa velocemente rovinando ogni angolo del 
nostro Paese, del territorio stesso che ci permette la vita, e deteriora la salute 
psicofisica delle persone nonchè la nostra coesione sociale, in quanto la competizione 
spinta agli attuali livelli non fa che schierare ogni individuo e gruppo apertamente 
l'uno contro l'altro, allo stesso tempo essendo ampiamente evidente che scopo ed effetto 
primario di tale economia non è quello della soddisfazione dei reali bisogni della 
società.

- la frenetica rincorsa per la supremazia tecnologica non ci permette di discernere ciò 
che è bene da ciò che è male ricercare e produrre, e spesso le conseguenze negative 
sovrastano ed annullano i benefici che se ne ottengono, la scienza venendo ridotta a mera 
furbizia per cercare di truffare la natura e ad accondiscendente schiava di interessi di 
parte.


Al contempo riconosciamo che

- esiste effettivamente una ed una sola ragione realmente valida per continuare lungo la 
strada di una crescita demografica, economica e tecnologica ad oltranza, e questa ragione 
consiste nel fatto che occorre scongiurare il pericolo reale di una invasione foss'anche 
dapprima solo commerciale e di una successiva sopraffazione totale del nostro Paese, o 
della nostra confederazione di Paesi, da parte di qualsiasi altro, od altra 
confederazione, del mondo che sia in grado di crescere maggiormente e più velocemente.

- trattasi di un pericolo concreto, estremamente attuale, che proviene tanto 
dall'Occidente quanto dall'Oriente, che spiega perfettamente il perchè di questo caparbio 
perseguire una crescita di stampo tradizionale, numerica e non qualitativa, ben oltre il 
limite che sarebbe consigliabile, trovandoci presi da un vero e proprio conflitto 
globale, non dichiarato ma già da tempo serratamente in corso.


Parimenti riconosciamo che

i nostri ed altrui problemi locali sono causati in larga misura da questo stato di cose a 
livello globale, non da fatti contingenti locali o nazionali, e non sono quindi 
realmente, definitivamente risolvibili senza un preliminare mutamento della situazione 
globale, quest'ultima trovandosi a disciplinare a suo piacere, ad ordinare a suo barbaro 
modo, a sottomettere totalmente alle sue esigenze, ogni singola realtà locale.


Per tutto ciò, noi decidiamo di impegnarci

- affinché si diffonda la consapevolezza del vero senso, del reale significato e scopo 
della nostra crescita: il dover far fronte alla situazione di conflitto globale in cui ci 
troviamo tutti invischiati;

- affinché si diffonda la consapevolezza della necessità di nuovi patti di responsabilità 
sociale, tra individui di uno stesso popolo, e globale, tra Paesi e confederazioni di 
Paesi, patti che siano quindi tesi all'autocontenimento della propria crescita 
demografica, economica e tecnologica.


Ci dichiariamo favorevoli riguardo al fatto che

- il nostro ed ogni altro Paese del mondo, di concerto, si doti di mezzi costituzionali 
per autodisciplinarsi in modo che venga impedito, il proprio potenziale straripamento, di 
qualsiasi tipo, nei territori altrui.

- vengano istituite apposite norme e commissioni internazionali che con obiettività ed 
efficacia sorveglino e tengano sotto controllo i livelli dei vari tipi di crescita 
raggiunti e raggiungibili da ogni Paese e confederazione del mondo. 

- si attui un generale ridimensionamento, una decrescita, tanto in ambito demografico 
quanto economico, e che lo sviluppo tecnologico divenga stabilmente un fatto di 
cooperazione e non di competizione, nè commerciale e tantomeno militare, con una 
revisione del nostro progetto di evoluzione locale, nazionale e globale in tutte e tre 
queste fondamentali espressioni umane.


Noi dichiariamo che questa è la nostra visione e volontà. 

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La proposta è presentata da

Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonìa
Via Fonte Regina, 23
64100 Teramo - Italy


DPCSC Versione 0.2 - 08/06/37


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