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Re: [ecologia] Iniziative NO TAV a Grosseto



On 10/07/06 at 19.15 ARCI Grosseto wrote:

>QUELLI CHE UNISCONO LE GENERAZIONI  NON POSSONO ESSERE VINTI.
>QUELLI CHE SI SPOSTANO PER IL MONDO, CAMMINANDO A PIEDI,
>NON POSSONO ESSERE FERMATI
>
>"A VELOCITA' D'UOMO - LA CAROVANA NO TAV APPRODA A GROSSETO"
>


apprezzo oltremodo ed aderisco alla vostra iniziativa che ritengo davvero di grande 
esempio e notevole valore

non a caso penso a tutti quei "turisti responsabili", i quali invece di percorrere a 
piedi, conoscere e quindi amare il loro proprio territorio, se ne vanno in giro per il 
mondo sugli aerei, contribuendo a provocare ogni genere di terrificante mutamento della 
biosfera, e triste trasformazione sociale nei territori che vanno ad impestare.

lode a voi, perché la vostra lotta è anche la nostra e quella di tutti

i migliori saluti,

Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonìa
Via Fonte Regina, 23
64100 Teramo - Italy




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Nell'esprimere tutta la nostra solidarietà
ai Territori sotto pesante attacco del sistema,
vi preghiamo, umilmente, vivamente,
di considerare quanto segue:


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 La risposta definitiva da dare al TAV
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Quanto sta accadendo in Val di Susa dimostra la comune, complessiva difficoltà di fare un 
pur piccolo, microscopico passo avanti in relazione alla comprensione reale di un 
problema ed al reperimento di una soluzione ottimale.

Da una parte c'è un governo che vuole ad ogni costo il TAV, dall'altra vi è un grande, 
ormai manifestamente enorme, movimento di persone che non lo vuole. Ebbene: perché non 
farsi domande appropriate, che non contemplino il caso specifico, d'interesse locale, 
bensì un'ampia, organica visione delle cose, per darsi risposte sufficientemente 
chiarificatrici e di conseguenza finalmente risolutive?

La domanda principe, diremmo imperativa, è: perchè il TAV?

La risposta, probabilmente almeno in parte in buona fede, è: perché il TAV è un'opera 
importante ai fini della ricerca del mantenimento del nostro Paese ai primi posti nel 
complessivo ordine economico mondiale.

La successiva domanda a questo punto dovrebbe essere: e con ciò? Ammesso e non concesso 
che sia davvero così, non possiamo retrocedere, magari dando un buon esempio di come la 
nostra economia possa decrescere felicemente?

La relativa, probabilmente per lo più sincera, risposta sarebbe: NO! Altrimenti facciamo 
una brutta fine. Il buon esempio lo si potrebbe forse provare a dare se la situazione 
globale non fosse grave, così come in effetti è. Se indugiamo anche un solo momento, se 
lasciamo che gli altri Paesi acquistino un vantaggio economico rispetto a noi, ci 
ritroveremo nei guai più seri, e non si tratterà solo di minor lussi per i più ricchi, 
bensì avremo in breve tempo da patir tutti tristi, molto tristi, conseguenze.

Trovate che questo ipotetico dialogo potrebbe realmente avvenire? Trovate che abbia una 
qualche ragion d'essere? Se sì, perchè non fare allora un ulteriore piccolo sforzo 
mentale e concepire una risposta appropriata da dare ad un governo che, tutto sommato, 
pur male che si sta comportando come sua pessima tradizione, pur incapace di avere una 
sola idea buona, sta cercando in fin dei conti, come meglio sa e può, e cioè nel modo 
peggiore possibile, di preservarci da un futuro ben più brutto del presente?

Quale potrebbe essere la risposta?

Come si può fare a risolvere
questo problema planetario,
in cui tutti i Paesi
si ritrovano ad essere al contempo
vittime e carnefici?

Di risposta, probabilmente, ce n'è una sola: il problema, quello vero, effettivo, che 
genera tutti gli altri problemi, anche quello del TAV, del Ponte, della Murgia devastata, 
etc. etc., di qualsiasi altra tragica situazione ambientale, o di altro tipo ancora, è 
globale, affligge e condiziona un intero Pianeta. E la risposta a questo problema non può 
quindi che essere globale, planetaria anch'essa.

I Governi dei Paesi più sviluppati hanno il dovere di concentrare le proprie energie 
nella stipulazione di patti indissolubili, patti che ci conducano ad una pace di 
concezione e livello di molto superiori a quella che finora abbiamo potuto immaginare e 
perseguire. Tali patti dovranno necessariamente comprendere norme di autocontenimento 
economico, demografico e tecnologico.

Occorre adoprarsi affinchè ogni Paese, di concerto, si doti di mezzi costituzionali per 
autodisciplinarsi in modo da mantenere entro livelli moderati ciò che altrimenti, 
inevitabilmente, condurrebbe ad uno straripamento massiccio, foss'anche dapprima solo 
commerciale o culturale, nei territori altrui, per finire prima o poi, una volta 
compromessi gli equilibri, in una invasione fisica, materiale, devastatrice.

Occorre istituire, con estrema urgenza, apposite norme e commissioni internazionali che 
stabiliscano i livelli dei vari tipi di sviluppo raggiungibili di volta in volta da ogni 
Paese e con obiettività tengano sotto controllo i livelli raggiunti.

Perchè la pace,
così come oggi concepita,
non è più sufficiente nè sicura,
ed occorre immaginare i modi
per raggiungere una pace
più profonda, più solida e tenace. 

Ve la sentite, amici Progressisti, amici che dichiarate ad ogni istante di desiderare e 
perseguire un mondo diverso, un mondo migliore, di fare questo piccolo salto di paradigma?

E voi governi ottusi, che dichiarate di perseguire il bene dei vostri popoli, ve la 
sentite di accettare e dichiarare la situazione per quella che è, nella sua semplice e 
tragica realtà?

Ve la sentite tutti di impegnarvi nella concretizzazione di quell'unica misura di 
sicurezza che può farci uscire definitivamente, con un successo garantito su tutti i 
fronti (perchè si tratta di una questione fondamentale, alla base di ogni altro 
problema), dalla situazione per ora di stallo ma presto di scacco matto globale in cui ci 
siamo cacciati ed in cui stiamo, ahinoi, per finire?

Faccio appello agli esperti in tecniche per la risoluzione dei conflitti perché si 
occupino alacremente della questione TAV e di tutte le altre come questa, in maniera 
creativa ed olistica, ed in generale ad ogni progressista, ad ogni persona con un 
briciolo di buon senso, perché si dia da fare per far affiorare alla pubblica attenzione 
la necessità di patti internazionali di autocontenimento.

E' l'opportunità più grande della nostra vita, perché, altrimenti, la maggior parte di 
noi potrebbe non averne altre!


Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonìa
Via Fonte Regina, 23
64100 Teramo - Italy


Alla ricerca dei fondamentali
http://fondamentali.hyperlinker.org

P I L  contro  P I L
http://PIL-contro-PIL.hyperlinker.org

Per patti di autocontenimento
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La risposta definitiva al TAV
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NOTAV V1.3 - 37/01/25