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Fwd: ISDE Italia: Lettera aperta a Ministeri Salute e Ambiente



Ricevo e inoltro
a complemento di ogni discorso sulla prevenzione dei "rifiuti".
Un caro saluto, Roberto Pirani


6 novembre 2006

L'ISDE ITALIA RENDE PUBBLICA LA LETTERA INVIATA ALLE AUTORITA' GOVERNATIVE
ITALIANE

Lettera aperta          Prot. 73/06

Al Ministro della Salute
Lungotevere Ripa, 1 - 00153 Roma

Al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
Via Cristoforo Colombo 44 - 00147 Roma

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Palazzo Chigi - Piazza Colonna 370
00186 Roma - Italy

Al Presidente della Repubblica
Palazzo del Quirinale, 00187 Roma

Illustrissimi Presidenti e Ministri,

Nei giorni 10 e 11 giugno si è svolta ad Arezzo la Conferenza Programmatica
dell' Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Italia.
A voi, che solo da poche settimane siete alla guida del nostro Paese ed in
particolare dei due Ministeri - Salute ed Ambiente - desideriamo fare
giungere innanzi tutto i nostri più sentiti auguri per un impegno di così
grande spessore e responsabilità e che auguriamo sia il più proficuo
possibile nell' interesse dell' intera comunità nazionale.
Salute ed Ambiente rappresentano per noi "Medici per l'Ambiente" beni
inscindibili, la cui tutela e difesa costituiscono il fine assoluto del
nostro impegno. Particolarmente in questo momento di gravi difficoltà
economiche per il nostro Paese, e si fa sentire la necessità di limitare la
spesa Sanitaria crescente, riteniamo doveroso riaffermare con forza che
solo con una seria politica di Prevenzione Primaria, ovvero riducendo
l'esposizione di tutta la popolazione ai rischi derivanti dall'
inquinamento ambientale, e riducendo drasticamente ogni esposizione
occupazionale si potrà ragionevolmente sperare di avere una popolazione più
sana, economicamente più produttiva  e si potranno  arginare i costi
crescenti senza "tagli" impopolari e ricadute negative sui livelli di
assistenza attualmente forniti, perchè - ricordiamo -  " curando l'
ambiente eviteremo di curare noi stessi"!
Entrando più nello specifico, nel manifestare disponibilità, se lo
riterrete opportuno, a inviarvi  gli atti del nostro convegno, vi rendiamo
partecipi  dei sentimenti di profonda preoccupazione - vorremmo dire
sgomento - ma anche di costruttivo impegno che hanno pervaso le nostre
giornate aretine.
I principali motivi di preoccupazione che riteniamo di dovervi segnalare e
sui cui auspichiamo ovviamente la vostra attenzione sono, per chiarezza
espositiva, riassunti brevemente di seguito.

1) Chiediamo che la recente legge delega in tema ambientale n° 152
03/04/2006 venga immediatamente revocata: riteniamo che la sua attuazione
rappresenti un danno incalcolabile per la tutela di settori strategici
quale quello che disciplina i rifiuti tossici e nocivi,  i bacini idrici,
le emissioni di gas serra e che si possano pertanto arrecare danni
incalcolabili per la salute dell' inera nazione..

2) L' accumularsi di conoscenze sugli effetti di numerosi agenti chimici di
sintesi: Composti Organici Volatili (VOC), fra cui si annoverano:
Policlorodibenzodiossine, Policloridibenzofurani, Policlorobilfenili,
Atrazina, ecc., ci preoccupa particolarmente.
Tali sostanze sono persistenti (emivita dai 7 ai 10 anni), liposolubili,
bioaccumulabili, vengono anche definite : "endocrine disruptors" in quanto
interagiscono con molteplici  funzioni cellulari e biologiche, in
particolare hanno mostrato di interferire negativamente con: Sistema
Endocrino, Sistema Nervoso, (in particolare degli organismi in via di
sviluppo), Sistema Immunitario e Riproduttivo, ed esplicano inoltre effetti
cancerogeni. Dati recenti confermano inoltre il sospetto che queste
sostanze possano agire anche sulle cellule germinali estendendo quindi il
loro effetto alle generazioni future.
Chiediamo che venga drasticamente ridotto l'uso di erbicidi e pesticidi,
che venga effettuato un attento monitoraggio di quelli che rimarranno in
uso e venga contemporaneamente valorizzata una agricoltura più rispettosa
della salute umana.

3) L'emergenza legata ai cambiamenti climatici, che già ora stanno
determinando conseguenze drammatiche sulla salute umana  (aumento di
gravità e frequenza di  eventi estremi, desertificazione - alluvioni,
aumento di malattie veicolate da vettori - encefalite, malaria, aumento di
patologie legate ad aumento dei UVA - malattie immunitarie, melanomi,
cataratta) impone una drastica riduzione delle emissioni gassose, nonché l'
adozione di politiche che prevedano l'abolizione degli sprechi, un serio
ridimensionamento dei consumi, l'impiego e lo sviluppo di tecnologie pulite
per la produzione di energia.

4) L' inquinamento atmosferico da particolato delle nostre città : già ora
la stessa OMS ha calcolato in 28 miliardi di EURO la cifra che ogni anno il
nostro paese potrebbe risparmiare riducendo l' inquinamento ambientale, si
fa notare come a tutt'oggi esistano limiti per il PM 10 e non per il
particolato PM 2.5  e tanto meno per quello ultrafine, i cui effetti nocivi
sulla salute umana sono ancora superiori: è indifferibile una diversa
organizzazione della mobilità e chiediamo che si giunga ad un ripensamento
della concezione delle città che devono essere vivibili prima di tutto per
i nostri bambini.

5) La gestione dei rifiuti che vede il proliferare in Italia di  impianti
di incenerimento  che, fra tutte le tecniche è la più costosa e meno
rispettosa dell'ambiente e della salute e su cui la nostra Associazione si
è già chiaramente espressa col documento del 5 gennaio 2006 e che ci
permettiamo di allegare integralmente.
Si chiede che vengano immediatamente  tolti gli incentivi che solo nel
nostro paese vengono dati ai gestori per tali impianti e che venga attuata
seriamente la Politica delle "R" (Riduzione,  Riuso, Recupero, Raccolta
Differenziata), evitando in tal modo le sanzioni da parte della Comunità
Europea.

6)Il problema delle neoplasie: se da un lato siamo assolutamente
consapevoli del ruolo svolto dal fumo di tabacco nell' indurre il cancro -
e riteniamo pertanto una grande conquista la legge che anche in Italia
contrasta drasticamente tale abitudine - dall'altro consideriamo che
l'amplificazione del ruolo che viene attribuito ai fattori dietetici nel
determinare tali patologie possa indurre a trascurare il ruolo che altri
agenti inquinanti chimici e fisici ecc. hanno anche a dosi "molto basse"
nell'induzione di effetti avversi  a breve e lungo termine: il progressivo
aumento della incidenza di neoplasie specie nel sesso femminile e nei
bambini non può essere ascritto, a nostro avviso alle sole abitudini
dietetiche o al fumo, e non può che essere collegato al  progressivo e
generalizzato  degrado del nostro ambiente.

7) I bambini e gli organismi in accrescimento - dall' embrione al feto ed
al neonato- rappresentano gli esseri più delicati e sensibili all'
esposizione di sostanze tossiche od agenti fisici: anche dosi
apparentemente "sicure" possono compromettere il loro futuro sviluppo.
Non dimentichiamo che i "limiti di legge" rappresentano sempre un
compromesso fra conoscenze scientifiche ed interessi  di mercato e sono
sempre riferiti agli organismi  adulti: coloro che dovrebbero essere da noi
maggiormente protetti risultano i più esposti con danni e conseguenze che
spesso non possiamo neanche pienamente ipotizzare (si pensi agli endocrine
disruptors)

8)  Le conoscenze circa gli effetti  sulla salute umana  delle centinaia di
migliaia di sostanze alle quali siamo esposti riguarda solo una minima
parte di quelle oggi in produzione ed ogni anno diverse centinaia di
molecole vengono immesse sul mercato senza che alcuna  verifica a priori
sia richiesta: ci uniamo a tutti coloro che esigono l' attuazione  del
progetto REACH affinché, ancora una volta  interessi commerciali non
prevarichino interessi collettivi.

9) Il Problema dell'accesso ai farmaci essenziali: la tutela dei diritti di
proprietà intellettuale non può andare contro il diritto alla vita di
intere generazioni che, soprattutto in Africa stanno scomparendo per
pandemie, in primo luogo per l' AIDS.
Ci uniamo alle ONG, in particolare a Medici Senza Frontiere,  che da anni
chiedono che vengano rivisitate le regole ed accordi a questo riguardo e
chiediamo alle istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali
d'adoperarsi affinché l'OMS recuperi il ruolo guida che le compete
coerentemente con i principi della Dichiarazione dei   Diritti dell' Uomo
che ne hanno ispirato la nascita.

10) Il Problema dell' acqua: milioni di persone ancora oggi non hanno
accesso all' acqua potabile e la spinta alla privatizzazione di un bene che
riteniamo pubblico e comune ha investito anche il nostro  paese.  Riteniamo
che i danni prodotti da una liberalizzazione del mercato anche rispetto a
beni  assolutamente essenziali sia ormai sotto gli occhi di tutti e che sia
giunto il momento che i governi democraticamente   eletti riprendano il
controllo di settori cruciali per la vita di tutti.

La complessità dei problemi che anche solo così succintamente abbiamo
esposto e che riguardano i fondamenti stessi della nostra società, la
ripartizione delle risorse, l' etica del nostro vivere, non suscita
tuttavia in noi sentimenti di rassegnazione o di disarmante impotenza:
proprio l' amore ed il rispetto per ogni forma di vita e la profonda
consapevolezza che è arrivato un momento cruciale per il futuro del nostro
stesso pianeta ci stimola ad impegnarci in prima persona affinché
riscoprendo il senso più profondo del nostro lavoro, vengano riaffermati i
Diritti espressi nella Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, che
riteniamo il fondamento della società umana e che non può che essere
fondata su equità e giustizia.

Grati per l' attenzione Vogliate accettare i sentimenti della più profonda
stima.

Dr. Roberto Romizi
Presidente - ASSOCIAZIONE MEDICI PER L' AMBIENTE - ISDE ITALIA

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