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LATINOAMERICA - Alex Zanotelli sull'emergenza rifiuti



 

Diamo voce all'appello di Alex Zanotelli sull'emergenza rifiuti in Campania.  

 

Ho paura, ho una grande paura, ho sempre più paura che il problema dei rifiuti in 
Campania continui ad essere affrontato sull'onda emotiva dell'emergenza, la cui 
risoluzione, o presunta tale, risulta sempre più influenzata da aspetti di natura 
economico-finanziaria.Risolvere l'emergenza si, ma senza pregiudicare il nostro futuro e 
il diritto delle generazioni future, senza far credere che gli inceneritori possano 
rappresentare la panacea di tutti i mali.

Apriamo dunque, ma subito, con le istituzioni un grande dibattito, non si tollerino più 
scelte che possano pregiudicare definitivamente il territorio campano, costituendo, dal 
punto di vista sanitario-ambientale, un punto di non ritorno.

Voglio essere più esplicito: se si ritiene che il problema della spazzatura in strada e 
delle balle disseminate sul territorio campano possa risolversi con la realizzazione 
degli inceneritori, magari mutuando il modello emiliano o quello di Brescia, aree che 
registrano il più alto tasso di malati di cancro in Europa, a pari merito soltanto con la 
Ruhr, allora bisogna reagire.

E MOBILITARSI, così come fu fatto due anni fa per fronteggiare le speculazioni 
sull'acqua. Ma proprio memore di questa esperienza, vorrei provare a interloquire con chi 
in questo momento è titolare del potere di decidere. Bisogna dire, e ad alta voce, quello 
che stanno dicendo da mesi in convegni, seminari, congressi in tutta Europa i più famosi 
chimici e medici di provata autonomia e indipendenza dal potere politico ed economico. 
Evitiamo un'altra catastrofe ambientale e sanitaria come quella dell'amianto, quando già 
dagli anni Sessanta si sapeva che conteneva sostanze cancerogene.

Diciamo chiaramente che l'unica possibilità per risolvere il problema rifiuti in Campania 
è la differenziata, ma una vera differenziata, associata a processi biologici "a 
freddo"di smaltimento quali la biossidazione; una raccolta differenziata, intesa quale 
fonte di risparmio energetico, va anche intesa quale risorsa per l'occupazione generale.

Bisogna che tutta la cittadinanza sappia, ed è un suo sacrosanto diritto, che tutti gli 
impianti di smaltimento a caldo quali gli inceneritori e i gassificatori sono 
estremamente dannosi per l'ambiente e per la salute delle popolazioni esposte 
direttamente ma anche indirettamente tramite la catena alimentare. Da almeno un decennio, 
infatti, è noto che, nei territori in cui sono presenti gli inceneritori, il tasso di 
diossine e metalli pesanti nei latticini, nei grassi animali e in molti tessuti umani, 
con particolare riferimento a neonati e feti, è molto più alto che in popolazioni non 
esposte. Ma ancora più grave è quanto la letteratura scientifica più recente ha 
dimostrato, ovvero che gli inceneritori sono tra i massimi produttori di nanoparticolato, 
sostanza che penetra direttamente nelle vie aeree inferiori e negli alveoli polmonari, 
passa rapidamente nel sangue, penetra all'interno delle cellule e del nucleo, 
danneggiando il cervello e lo stesso DNA.

Dobbiamo dunque evitare una vera catastrofe ambientale ed è per questo che io imploro le 
istituzioni responsabili di organizzare un incontro aperto, durante il quale tutta la 
cittadinanza sia messa in condizione di sapere quali sono le conseguenze dello 
smaltimento dei rifiuti attraverso gli inceneritori. Possiamo ancora evitare una 
possibile imminente catastrofe sanitaria e ambientale, ma il tempo è ormai agli 
sgoccioli. Credo in uno scatto di orgoglio e di responsabilità da parte del nostro 
presidente della Regione Campania. A nome anche del comitato civico allarme rifiuti 
tossici che da mesi sta lavorando sul territorio senza essere ascoltato.

Per questo ho deciso di iniziare da oggi a digiunare. Altri seguiranno. Il nostro digiuno 
è un appello accorato ai nostri amministratori

Alex Zanotelli

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