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SIAMO ANCORA IN UNO "STATO DI DIRITTO"?



RIGASSIFICATORE: SIAMO ANCORA IN UNO "STATO DI DIRITTO"?
Sulla vicenda del rigassificatore a Brindisi tutte le autorità
istituzionali interessate a livello locale, regionale, nazionale ed europeo
rilevano in atti ufficiali che l'autorizzazione è stata concessa senza la
doverosa Valutazione d'Impatto Ambientale e con altre violazioni di legge
ma nulla succede e tutto è fermo tranne l'attività preparatoria di
costruzione della LNG alias Britsh Gas a Capobianco. Sono nostre gratuite
affermazioni? Assolutamente no perché sono i fatti che parlano dal momento
che, oltre la arcinota e ferma posizione politica degli Enti locali e della
Regione, il 27 dicembre scorso i Ministri dello Sviluppo e dell'Ambiente
hanno ufficialmente annunciato che sarà riconvocata la Conferenza dei
Servizi motivando tale decisione col rilievo che l'autorizzazione è stata
concessa senza la prescritta VIA e senza la consultazione delle popolazioni
interessate.
Ed inoltre il 9 gennaio successivo la rappresentanza permanente per
l'Italia presso l'Unione Europea ha informato le autorità italiane che la
Commissione Europea ha formalizzato l'apertura della procedura di
infrazione nei confronti del nostro Paese per il caso del rigassificatore a
Brindisi osservando che vi è stata una "non corretta applicazione" delle
direttive sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti con riferimento
ad alcune opere accessorie dell'impianto (molo di carico e scarico,
serbatoi di stoccaggio gas, gasdotti e colmata). E non basta dal momento
che il 20 gennaio l'Assessore regionale dell'Ambiente, Michele Losappio, ha
fatto carico alla British Gas di sospendere immediatamente i lavori della
colmata a Capobianco, per il grave inquinamento della falda acquifera
rilevato dall'ARPA (Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente).
Ed ancora il 1° febbraio, in una Conferenza dei Servizi per gli interventi
di bonifica della zona industriale di Brindisi  durate la quale si è
discusso anche del caso-rigassificatore, il Direttore generale per la
Qualità della Vita del Ministero dell'Ambiente, Gianfranco Mascazzini, ha
prescritto la realizzazione di "barriere" per impedire alla falda acquifera
inquinata di raggiungere il mare. Ed infine il Presidente della Provincia
di Brindisi ha presentato al Ministero dell'Ambiente una memoria definendo
"inderogabile" l'immediata sospensione dei lavori per il rigassificatore
rilevando, tra l'altro, che "l'elevata concentrazione delle sostanze
inquinanti riscontrate nella falda sottostante l'area di passaggio e
proveniente dall'adiacente stabilimento petrolchimico potrebbe determinare
un fenomeno di accumulo nei materiali che si stanno depositando a mare per
la realizzazione della colmata con conseguenze facilmente prevedibili". E
tutto ciò mentre la stampa locale da ripetutamente notizie sugli sviluppi
della inchiesta che sta svolgendo la Procura della Repubblica per accertare
se nel procedimento che ha portato all'autorizzazione del rigassificatore
vi siano state o meno interferenze illegittime di rilevanza penale.
A fronte di tutto questo e nell'imminenza - se il buon senso eviterà
ulteriori attese - della convocazione della Conferenza dei Servizi, i
lavori a Capobianco proseguono e nessuna autorità interviene per fermarli.
Ma Brindisi è fuori dallo "stato di diritto"? In questo nostro territorio
le leggi che valgono per tutti i cittadini perché non trovano applicazione
dinanzi ai poteri forti? E' mai possibile che i Ministeri interessati
dichiarino la illegittimità delle procedure e poi non muovano un dito per
impedire che quanto è accaduto venga portato a conseguenze ulteriori? Che
cosa impedisce ai poteri istituzionali di trarre, da quanto essi stessi
affermano, le necessarie e doverose conseguenze? In questa situazione
veramente paradossale le nostre associazioni continuano a fare appello al
Governo perché, dando prova di responsabilità e di coerenza, dia subito
corso alle annunciate misure procedendo immediatamente alla sospensione dei
lavori. Per parte nostra porteremo avanti tutte le possibili iniziative di
vigilanza e di sensibilizzazione e segnaliamo anche alla competente
autorità giudiziaria quanto incredibilmente sta accadendo per tutte le
valutazioni e gli eventuali interventi di sua competenza.
Brindisi, 4 febbraio 2007

Italia Nostra, Legambiente, WWF, Coldiretti-TerraNostra, Fondazione "dott.
Antonio Di Giulio", Fondazione "Prof. Franco Rubino", A.I.C.S., ARCI, Forum
ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Comitato per la Tutela
dell'Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino "Mo'
Basta!", Comitato Brindisi Porta d'Oriente.




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