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Lettera aperta ai sindaci della Val Susa



Care/i,
spero di fare cosa gradita nell'inviarvi la mia lettera aperta ai sindaci della Val Susa 
pubblicata oggi dal bisettimanale Luna Nuova.
Saluti solidali,
Vittorio Agnoletto
 
 
LETTERA APERTA AI SINDACI DELLA VAL SUSA
 
Cari amici,
ho esitato molto prima di scrivere questa lettera nel timore che qualcuno di voi la 
potesse interpretare come un'ingerenza nel proprio ruolo istituzionale. Ho superato i 
miei timori ritenendo che la comune militanza nel movimento NO TAV e la collaborazione 
che, in diverse occasioni, ci ha unito verso obiettivi comuni, fossero tali da 
scongiurare quel rischio. Ovviamente questo dialogo parte dalla piena consapevolezza dei 
differenti ruoli istituzionali che ricopriamo e delle diverse responsabilità alle quali 
siamo chiamati a rispondere.
 
Le pressioni delle lobby e le carte truccate
 
Siamo tutti assolutamente consapevoli che il governo italiano non ha alcuna possibilità 
di rispettare i vincoli del bando europeo. Infatti siamo di fronte: ad una semplice bozza 
di progetto ancora ampiamente indefinito e senza alcuna approvazione; all'assenza sia 
della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), sia della Valutazione Ambientale 
Strategica (VAS); alla mancanza di qualunque requisito tecnico ed economico-finanziario 
previsto dalle norme comunitarie.
Ma noi tutti sappiamo anche che vi è il forte rischio che le normative vengano aggirate. 
É facile supporre che l'ottimismo, manifestato da significative componenti del governo, 
nasconda un accordo già pattuito tra la lobby bipartisan economica-finanziaria e 
referenti politici, altrettanto bipartisan, che garantirebbero l'appoggio della 
Commissione Europea a prescindere dal rispetto dei procedimenti formalmente previsti.
Che qualcuno cerchi di truccare le carte mi pare ovvio. Come poteva infatti Rainer 
Masera, il presidente della Cig, la Commissione intergovernativa per la linea ferroviaria 
Torino-Lione, dichiarare il 20 giugno, al termine dell'incontro con la delegazione 
francese, che la riunione si era svolta in modo positivo e raccogliere l'assenso dei 
colleghi d'Oltralpe attorno al progetto presentato? Ma quale progetto ha presentato 
Masera? A nome di chi? Ma il governo, e quindi anche Masera, non dovrebbe attenersi a ciò 
che ancora sta discutendo l'Osservatorio? A questo si aggiunge che Popolari e Socialisti 
hanno accettato di ridimensionare il ruolo del Parlamento Europeo nella fase finale di 
tutto l'iter, in modo tale che all'aula di Strasburgo spetti solo un parere consultivo, e 
non vincolante, sulle proposte di finanziamento provenienti dalla Commissione Europea. 
Credo che qualche dubbio sul rispetto della legalità nel percorso avviato con il bando 
europeo sia bene averlo.
 
Gli scenari dopo il 20 luglio
 
Gli scenari che potranno dischiudersi in seguito al pronunciamento della commissione 
giudicatrice del bando sono due, l'uno opposto all'altro.
Nel caso in cui l'UE decida di non finanziare la Torino-Lione  diventerà molto più 
semplice ottenere dal governo se non la cancellazione definitiva, almeno  
l'accantonamento del progetto fino al nuovo programma pluriennale europeo 2013-2019 e vi 
sarà tutto il tempo di dimostrare la correttezza delle previsioni fatte dai tecnici 
scelti dalla valle: sulle enormi potenzialità che ancora ha l'attuale linea ferroviaria, 
sui reali ritmi di crescita del trasporto merci in questa zona d'Italia e per verificare 
effettivamente la volontà del governo di assumere iniziative tese a penalizzare il 
trasporto pesante su gomma.
Se invece l'UE deciderà di destinare delle risorse economiche alla Torino-Lione potremo 
ancora  esprimere tutta la nostra opposizione, ma avremo sempre meno orecchie disponibili 
ad ascoltarci e ripartirà una fortissima campagna politico-mediatica che con grande 
demagogia ci accuserà di voler far perdere allo Stato italiano fondi comunitari già 
assegnati. Saremo costretti in difesa, il confronto diventerà molto più difficile e 
dall'esito molto incerto.
Per tutte queste ragioni sono convinto esattamente del contrario di quanto in più 
occasioni ha espresso Mario Virano che, non a caso, continua a declassare l'importanza 
della scadenza del 20 luglio: sa molto bene che, una volta ottenuto un finanziamento 
dalla UE, la discussione sarà solo su come realizzare la TAV, ma non più sul se 
realizzarla.
Siamo quindi davanti ad uno snodo fondamentale della battaglia anti TAV, uno snodo che si 
giocherà in pochi giorni.
 
L'importanza del prossimo voto dei consigli comunali
 
E qui vengo al punto. Per le norme dell'UE è importante che i progetti da finanziare 
abbiano il consenso delle comunità locali, istituzionalmente rappresentate, o che 
comunque non vi sia una loro netta opposizione.
Comprendo, sul piano formale, le ragioni della mozione che vi apprestate a votare tra 
pochi giorni nella quale vengono rivendicati con orgoglio i risultati ottenuti. Ma vedo 
un rischio; temo possa essere utilizzata dalla Commissione giudicatrice del bando in 
senso opposto a quello che voi auspicate. Voi infatti ribadite l'assoluta non 
condivisione di un dossier di cui non si conosce il contenuto, ma prendete atto della 
volontà del governo di presentare il dossier medesimo e ribadite la vostra disponibilità 
a continuare il lavoro dell'Osservatorio.
Il mio timore è che la commissione giudicatrice possa dire (ovviamente strumentalmente ed 
in presenza delle sopracitate pressioni lobbistiche) "Certo fino ad ora non hanno 
raggiunto un accordo tra governo e comunità locale, ma lo troveranno comunque all'interno 
dell'Osservatorio dentro il quale continuerà la discussione,come ambedue le parti hanno 
dichiarato. Tanto é vero che nelle delibere comunali recentemente votate è scomparso un 
netto e chiaro rifiuto senza se e senza ma della TAV. In questa situazione - potrà 
affermare la Commissione - è possibile approvare il finanziamento."
 
Se la TAV era inutile e dannosa prima lo è anche ora
 
Voi, e tutto il movimento valsusino, mi avete insegnato in questi anni che la TAV è 
assolutamente inutile, oltre che dannosa, per la salute umana e per la tutela 
dell'ambiente. Credo che questo fosse vero nel 2004 con il governo Berlusconi così come 
continua ad essere vero oggi con il governo Prodi.
Va certamente riconosciuto che i metodi usati sono diversi; l'attuale governo ha 
accettato il confronto e non ha militarizzato la valle e questo è importante.
Credo però che sia fra noi comune l'opinione  che la TAV continui, anche oggi, ad essere 
inutile e potenzialmente dannosa. Ed allora penso sia bene scriverlo in modo chiaro e 
incontrovertibile sulle risoluzioni che saranno votate ed inviate a Bruxelles per 
togliere ogni alibi alla Commissione Europea. Prima che sia troppo tardi e che la nostra 
battaglia rischi di trasformarsi in pura testimonianza.
Certo, non ho una sfera di cristallo per prevedere il futuro e posso sbagliarmi. Quella 
illustrata è solo un'ipotesi, ma deriva da ciò che riesco a vedere e a capire dal mio 
specifico punto d'osservazione a Bruxelles.
Scusate la franchezza, ma se i miei timori un domani dovessero, anche solo parzialmente, 
dimostrarsi fondati, non mi sarei mai perdonato di non averli preventivamente condivisi 
con voi.
Per questo vi chiedo di prendere in considerazione queste mie valutazioni nelle decisioni 
che vi apprestate a prendere, anche per evitare che l'esito di una lotta che dura da 
numerosi anni rischi di essere compromesso proprio quando si è giunti a pochi giorni, 
dalla possibilità di raggiungere l'obiettivo.
 
Con stima e amicizia
Vittorio Agnoletto