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IL TAR DI LECCE CHIUDE LA STRADA ALLA VIA POSTUMA



LETTERA APERTA

Al Ministro per lo Sviluppo Economico
On.le dr. Pier Luigi BERSANI
Via Veneto, 33 -    00187 Roma
Al Ministro dell'Ambiente
On.le dr. Alfonso Pecoraro Scanio
Via Cristofaro Colombo, 44 -  00145  Roma
Al Presidente della Regione Puglia
On.le Nichi VENDOLA
Lungomare Nazario Sauro, 33- Bari
All'Assessorato regionale all'Ambiente
Michele LOSAPPIO
Lungomare Nazario Sauro, 33- Bari

e p.c.  Al Signor Procuratore della Repubblica
Tribunale di
72100  Brindisi

RIGASSIFICATORE BRINDISI: IL TAR DI LECCE
CHIUDE LA STRADA ALLA VIA POSTUMA
Gli sviluppi della vicenda sulla questione del rigassificatore a Brindisi
continuano a dare ragione a quanto sostenuto dalle nostre associazioni.
Con nota del 6 agosto 2007 il Ministero dello Sviluppo Economico ha
comunicato alla Regione Puglia e al Ministero dell'Ambiente che in data 18
luglio 2007 la Commissione UE, avendo riscontrato il difetto di VIA e la
mancata consultazione delle popolazioni interessate, ha deliberato un
parere motivato sulla procedura d'infrazione relativa al rigassificatore in
corso di realizzazione a cura della Brindisi LNG, assegnando allo Stato
italiano due mesi di tempo, a partire dal 20 luglio, per "adottare misure
conformative al parere stesso". Con la citata nota il Ministero dello
Sviluppo Economico ha fatto presente di aver predisposto uno schema di
decreto di temporanea sospensione dell'autorizzazione alla costruzione del
rigassificatore per evitare che la prosecuzione dei lavori possa alterare
le condizioni ambientali col rischio di pregiudicare eventuali azioni
future "di mitigazione degli impatti" esponendo lo Stato italiano a
sanzioni in sede comunitaria.
Con delibera del 6 settembre 2007 la Giunta regionale ha deliberato di
condividere le conclusioni della Commissione Europea e di "confermare che
la Regione Puglia ritiene che la realizzazione di terminali di
rigassificazione nel proprio territorio sia inderogabilmente soggetta
all'espletamento della procedura di VIA". Ma la Giunta è andata oltre
queste condivisibili ed ovvie decisioni ed ha espresso "parere favorevole
all'attivazione di una procedura di VIA postuma" subordinandola ad alcune
condizioni fra le quali la richiesta della LNG di avviare tale procedura,
la rinuncia da parte della stessa ad ogni contenzioso pendente e futuro e
la sospensione dell'autorizzazione ministeriale.
Dobbiamo al riguardo ribadire che non ci convince la nota del Ministero
dello Sviluppo Economico del 6.8.2007 nella parte in cui parla di eventuale
"mitigazione degli impatti", un'espressione che può evocare inammissibili
convalide ed il "contentino" delle solite prescrizioni cautelative. La
Commissione UE aveva invero chiesto alla Stato italiano "misure
conformative al parere" espresso lasciando ovviamente allo Stato medesimo
la facoltà di scegliere gli strumenti rivolti a realizzare tale
adeguamento. E non vi è dubbio che lo strumento giusto risulta essere
quello dell'annullamento dell'autorizzazione in sede di autotutela. Un tale
annullamento infatti, anche a voler trascurare le tante altre pur rilevanti
considerazioni, è stato deliberato all'unanimità dalla Conferenza dei
Servizi del 28 maggio 2007, che lo stesso Ministero aveva definito
"decisoria": una decisione quindi incontestabilmente documentata dalla
quale non è possibile in alcun modo prescindere.
Quanto poi alla citata deliberazione della Giunta regionale, dobbiamo
rilevare una forzatura ulteriore (dopo quella appena citata del Ministero
dello Sviluppo) e cioè il tentativo di fare apparire il parere in favore di
una VIA postuma come scaturente dal parere della Commissione UE - che si
dice di "condividere" nelle motivazioni e conclusioni - parere che, come
abbiamo già osservato, parla solo di misure conformative senza fare alcun
accenno ad una VIA postuma.
L'eventuale opzione per una VIA postuma trova allora la ferma opposizione
delle nostre associazioni. Una opposizione che trova fondamento negli
allarmanti sviluppi dell'inchiesta penale in corso che hanno disegnato uno
sconcertante scenario di macchinazioni, loschi affari ed abusi: fatti cioè
che hanno certamente deviato la volontà della Pubblica Amministrazione
inducendola a concedere a suo tempo il provvedimento autorizzativo. Un
provvedimento illegittimo non solo per le ormai scontate violazioni di
legge (difetto di VIA e mancata consultazioni delle popolazioni) ma anche e
soprattutto per un vistoso eccesso di potere.
Ma la nostra opposizione ad una VIA postuma trova ulteriore giustificazione
nella lettura della sentenza del TAR  di Lecce pubblicata il 13 agosto
2007. Una pronuncia  che mette una pietra tombale su ipotesi di VIA postuma
dal momento che annulla il verbale della Conferenza dei Servizi decisoria
del 20 giugno 2005 che aveva, tra l'altro, restituito agli usi legittimi
l'area a mare di Capobianco compresa nel "sito inquinato di interesse
nazionale di Brindisi", su cui la LNG ha successivamente eseguito i lavori
di colmata. Quell'area oggi non è più "restituita agli usi legittimi" ed è
conseguentemente sottratta all'utilizzo per la costruzione del
rigassificatore. La Giunta della Regione Puglia non era probabilmente a
conoscenza della citata sentenza del TAR di Lecce al momento della delibera
del 6 settembre scorso, nella quale infatti non risulta in alcun modo
menzionata. Esprimiamo perciò l'auspicio che la Giunta della Regione Puglia
voglia ritornare sulla sua decisione alla luce soprattutto di quanto deciso
dal Tribunale Amministrativo Regionale. Ed un recentissimo comunicato
emesso dall'Assessore regionale all'Ambiente Losappio, il quale si è
pronunciato senza mezzi termini per l'annullamento immediato, ci fa
ritenere che il nostro auspicio ha già trovato piena rispondenza.
Brindisi, 13 settembre 2007
Italia Nostra, Legambiente, WWF, Coldiretti-TerraNostra, Fondazione "Dott.
Antonio Di Giulio", Fondazione "Prof. Franco Rubino", A.I.C.S., ARCI, Forum
ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Comitato per la Tutela
dell'Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino "Mo'
Basta!", Comitato Brindisi Porta d'Oriente.