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RIGASSIFICATORE: UN FANTOMATICO E DISCUTIBILE PROVVEDIMENTO



RIGASSIFICATORE: UN FANTOMATICO
E DISCUTIBILE PROVVEDIMENTO
Apprendiamo dalla stampa che il Ministro dello Sviluppo Economico, con un
provvedimento che doveva essere adottato «di concerto con il Ministro
dell’Ambiente», avrebbe deciso la sospensione del Decreto 17032 del 21
gennaio 2003 di autorizzazione alla costruzione del rigassificatore a
Brindisi. Usiamo il condizionale perché tale Decreto reca in calce, per
come si può rilevare dalla pubblicazione della foto dell’ultima pagina del
provvedimento, solo la firma del Ministro dello Sviluppo e non quella, pur
prevista nel documento, del Ministro dell’Ambiente. Non sappiamo quindi se
si tratta di un provvedimento che è stato poi completato con la firma del
Ministro dell’Ambiente o se il «concerto» non c’è stato e quindi non c’è
alcun provvedimento definitivo. E l’interrogativo non è di poco conto ove
si consideri che nel provvedimento (o bozza di provvedimento) si legge che
il Ministero dell’Ambiente, sollecitato per ben due volte per il «concerto»
dal Ministero dello Sviluppo Economico, «non si è ancora pronunciato al
riguardo». Insomma il «concerto» c’è o non c’è? Noi riteniamo che non ci
sia e che perciò si è venuta a determinare una situazione che davvero
sconcerta!
Ciò che invece è certo, è che il Ministro dello Sviluppo Economico ritiene
che si debba a procedere ad una VIA postuma e, nell’ambito di essa, alla
consultazione delle popolazioni interessate. Una scelta che non
condividiamo per i seguenti motivi: l’ultima Conferenza dei Servizi
definita “decisoria” dal Ministero che l’aveva convocata si è pronunciata
all’unanimità per l’annullamento immediato; il provvedimento autorizzativo
è illegittimo non solo per le violazioni di legge costituite dal difetto
della VIA e della consultazione delle popolazioni interessate ma anche per
un vistoso eccesso di potere provocato dalle irregolarità e dagli abusi che
hanno deviato la volontà della P.A.; sussiste l’interesse pubblico concreto
ed attuale all’annullamento per come interpretato in numerose delibere e
pronunciamenti degli Enti locali e della Regione Puglia. Un “interesse
pubblico” che scaturisce non solo dal dovere di tutelare la sicurezza dei
cittadini e l’ambiente ma anche dall’esigenza di cancellare radicalmente
una procedura costruita su provvedimenti ritenuti dall’autorità giudiziaria
penale illegittimi e scorretti che hanno già dato luogo a sequestri ed
arresti.
Per quanto poi riguarda la sospensione dei lavori di costruzione,
ricordiamo che un tale provvedimento era stato da noi ripetutamente chiesto
come misura urgente prima dell’avvio della procedura di revisione per
bloccare appunto i lavori poi sospesi nel febbraio scorso dal sequestro
giudiziario. La sospensione è quindi oggi tardiva, appare strumentalmente
collegata ad una VIA postuma assolutamente inutile e risulta
sostanzialmente rivolta a rinviare un provvedimento di annullamento imposto
come doveroso dai fatti e dal comune buon senso. Una Valutazione di Impatto
Ambientale singolare perché avente ad oggetto la costruzione dell’impianto
in una zona non restituita agli usi legittimi, una procedura inattuabile
senza la previa caratterizzazione dell’intera area in questione.
Dispiace dover rilevare che il Ministero dello Sviluppo si è mosso, con un
atto discutibile sotto ogni aspetto, solo dopo l’iniziativa dell’Autorità
giudiziaria penale, l’apertura di un procedimento di infrazione della
Commissione Europea ed alcune importanti sentenze della Giustizia
Amministrativa. Denunciamo questo ritardo e chiediamo che il fantomatico
provvedimento in questione venga ritirato e si proceda subito
all’annullamento dell’autorizzazione. Dobbiamo infine rilevare con amarezza
che la Regione Puglia, pronunciandosi sullo schema del Decreto di
sospensione ad essa trasmesso, ha espresso parere favorevole alla procedura
di VIA, agevolando in questo modo il rinvio del richiesto annullamento. Ed
al riguardo va tenuto presente che la Regione in sede di Conferenza
decisoria si è espressa (superando qualche momento di confusione) per
l’annullamento, che con Delibera della Giunta regionale del 6 settembre si
è invece pronunciata per la VIA postuma e che l’Assessore regionale
all’Ambiente il 12 settembre, a seguito della Sentenza del TAR di Lecce che
annullava la restituzione agli usi legittimi dell’area a mare di
Capobianco, si è espresso nuovamente in favore dell’annullamento immediato.
Si tratta di comportamenti contraddittori che ci auguriamo vengano superati
con il recupero da parte della Regione di quella linea che il Presidente
Vendola aveva indicato annunciando, come fece a Brindisi qualche tempo
addietro, che si sarebbe messo sempre decisamente “di traverso” per
impedire che la nostra città divenisse vittima di un vero e proprio
“crimine contro l’umanità”.
Brindisi, 22 settembre 2007
Italia Nostra, Legambiente, WWF, Coldiretti-TerraNostra, Fondazione “Dott.
Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum
ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Comitato per la Tutela
dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’
Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente.





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