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ENNESIMO APPELLO DEL F.A.I. E DEL WWF ITALIA CONTRO LE TRIVELLAZIONI GAS-PETROLIFERE



ENNESIMO APPELLO DEL F.A.I.  E DEL WWF ITALIA CONTRO LE TRIVELLAZIONI
GAS-PETROLIFERE





Trivellazioni nel Val di Noto: parole (molte) e fatti (pochi)
di Giulia Maria Mozzoni Crespi e Fulco Pratesi

Il TAR Sicilia annulla un tardivo provvedimento in difesa dell’ambiente:
via libera ai petrolieri. In una lettera al direttore di “Repubblica” WWF e
FAI denunciano l’inerzia della Regione siciliana
<http://www.step1magazine.it/open_page.php?id=3670>- Rileggi l'appello
inascoltato di Andrea Camilleri


Caro direttore,



Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano e WWF Italia hanno, fin da subito,
seguito con estrema attenzione la tormentata vicenda delle trivellazioni
per la ricerca di idrocarburi nel Val di Noto. Lo abbiamo fatto con
l’obiettivo di tenere alta l’attenzione su una vicenda sulla quale si
correva il rischio che cadesse il silenzio. Un rischio scongiurato anche
grazie al prezioso aiuto venuto dal suo giornale che, con numerosi
articoli, ha evidenziato l’ennesimo episodio di cattiva tutela del
paesaggio e dei beni culturali.



E’ notizia di questi giorni che il Tar Sicilia ha annullato, a causa della
sopravvenuta formazione del silenzio assenso, il tardivo provvedimento
della Regione Sicilia che obbligava a sottoporre il progetto per le
trivellazioni alla valutazione di impatto ambientale. Questo significa che
d’ora in avanti non ci saranno più margini per impedire le trivellazioni
nel Val di Noto.



Subito dopo la decisione dei giudici amministrativi, il presidente della
regione Cuffaro ha promesso di attivarsi per scongiurare il pericolo delle
trivellazioni nel Val di Noto. Non è la prima volta che il governatore
siciliano si schiera, a parole, dalla parte di chi vuole vedere rispettata
l’integrità del sito Unesco. Purtroppo a queste dichiarazioni di intenti
non hanno mai corrisposto concreti provvedimenti. Ci piacerebbe essere
smentiti e vedere dunque l’amministrazione regionale revocare in autotutela
i permessi di ricerca in precedenza concessi, così da riscattarsi dal
pessimo episodio di inefficienza rappresentato dalla positiva valutazione
di impatto ambientale formatasi attraverso il silenzio assenso.



Sempre per passare dalle parole (molte) ai fatti (pochi), sarebbe altresì
auspicabile che la Sicilia si attivasse per l’abrogazione, o quanto meno
per la revisione, della legge regionale del 2000 sulle ricerche di
idrocarburi. Solo così si potrà finalmente liberare la Sicilia dal rischio
di vederla trasformata in una Texas in mezzo al Mediterraneo.



(23 settembre 2007)

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