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Come si discute in Italia del premio Nobel per la pace



Il premio Nobel per la pace è stato assegnato a migliaia di scienziati che lavorano per 
l'IPCC (organo Onu)
Uno degli SCIENZIATI è italiano e ha meno di 40 anni,
e anche
ad AlGore, probabilmente perchè loro "megafono" con il riuscito documentario che ha vinto 
anche un premio Oscar.

La motivazione del comitato per il Nobel per la pace riporta «gli sforzi per costruire e 
diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall'uomo e per 
porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti».
http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_12/gore_nobel_pace.shtml

Opinabile un premio pacifista ad AlGore per il suo PASSATO: ad esempio i bombardamenti 
sulla Serbia, ma aver premiato l'IPCC è non solo un premio meritato e indiscutibile, ma 
che deve spingere ogni persona a fare il proprio dovere, per mitigare il cambiamento 
climatico in atto.
Perchè è GIA' dimostrato che è in atto, con buona pace dei fantasisti che sui media 
italiani possono parlare in libertà.

Non capire il problema che ci si trova ad affrontare ora e nei prossimi decenni, dove 
milioni di persone dovranno migrare per la carenza di acqua, è non capire che uno dei 
pochi Paesi al mondo dove ancora i NEGAZIONISTI agiscono, è l'Italia. Dove le lobby 
economiche assolutamente bipartisan agiscono indisturbate, ottenendo utili privati con 
denaro pubblico nel silenzioassenso dei media.

Commenti impresentabili a questo riconoscimento, ascoltati in Italia su vari media, sono 
lo specchio fedele di un Paese in declino economico, tecnologico, e ambientale.
Un Paese che per "farcela" deve puntare a una ricerca spietata della qualità e 
dell'efficienza, (nulla è più vantaggioso anche in termini puramente economici) ma ha un 
grosso problema: una classe politica impresentabile, ben lontana dalla consapevolezza 
necessaria ad affrontare i problemi, che straparla sull'utilità (falsa) di centrali a 
carbone e inceneritori.

In Italia si usano ancora gli scaldabagni elettrici invece di pannelli solari per l'acqua 
calda, dal costo assorbibile in tre anni, poi SI GUADAGNA!, e di esempi se ne potrebbero 
fare moltissimi.

Nel "mio" settore:
ogni tonnellata di "rifiuti" compostata e riciclata
equivale a risparmiare 461 kg di Co2 equivalente in atmosfera, dati di provenienza UE.

Il compost in agricoltura, è capace di invertire la desertificazione che il CNR ha 
denunciato per il suolo italiano, in particolar modo la pianura padana.

35 bottiglie di pet per l'acqua minerale sono 2 litri di petrolio, mentre l'acqua del 
rubinetto è controllata e di ottima qualità (e non produce scarti così energivori).

Nulla valgono le favole raccontate in proposito dai vari Bersani e Matteoli che 
infarciscono di sciocchezze i media italiani; media che pubblicano le loro dichiarazioni 
senza verifica alcuna: sarebbe la par condicio, in un Paese che sembra non toccare mai il 
fondo.

Questa è una riflessione che vale la pena di fare sul premio Nobel per la pace, non che 
l'abbia vinto AlGore (con tutto il rispetto per la battaglia che sta conducendo).
In Italia il suo (bel) film non l'ha visto quasi nessuno, e non è certo un caso. Siamo in 
Italia.

Cordiali saluti, Roberto Pirani
Esperto in gestione e riduzione di materiali post consumo (rifiuti)


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IL COMMENTO DI GREENPEACE (che denuncia il cambiamento climatico e non solo da decenni):

12 Ottobre

Italia — “L'assegnazione del Nobel per la Pace ad Al Gore e all'IPCC è il riconoscimento 
del fatto che la questione dei cambiamenti climatici è la priorità del ventunesimo secolo 
– commenta Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace - Per essere 
condotta, questa sfida richiede una vera e propria rivoluzione tecnologica e una 
cooperazione tra i diversi Paesi. Il forte impegno con cui Al Gore ha promosso la 
conoscenza del tema, delle sue implicazioni e delle risposte che richiede viene 
giustamente premiato: si tratta del singolo individuo che ha maggiormente contribuito a 
diffondere i risultati delle analisi scientifiche al grande pubblico.”

“Il riconoscimento all'IPCC – continua Onufrio - sottolinea come questo campo della 
scienza in 20 anni abbia prodotto uno sforzo conoscitivo che ha coinvolto la comunità 
scientifica mondiale: è l'unico caso del genere e dimostra che è possibile trovare un 
ambito tecnico scientifico comune alle diverse aree del pianeta.
Questo è il presupposto per un governo globale che possa rispondere alla sfida dei 
cambiamenti climatici promuovendo la cooperazione tecnologica tra i Paesi e la pace. I 
cambiamenti climatici possono mettere a rischio la stabilità del pianeta e creare gravi 
tensioni e instabilità. Occorre uno sforzo comune e l'impegno sia dei Paesi 
industrializzati che dei Paesi emergenti”.
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