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R: [ecologia] vedi Brescia e poi muori



Vi mando questo mio articolo pubblicato sul Corriere del Veneto a 
proposito di inceneritori e Napoli.  Corrado Poli

Corrado Poli 
(Docente di Economia ed Etica dell'Ambiente)
PRODUCIAMO TROPPI RIFIUTI, 
TUTTO IL RESTO CONSEGUE

L’emergenza rifiuti della Campania non ha, per 
fortuna, nulla a che vedere con la situazione del Veneto e del Nord in 
generale. Da noi si sta meglio dal punto di vista tecnico, cioè in 
relazione alla capacità di smaltimento e alla partecipazione dei 
cittadini alla raccolta differenziata. Soprattutto non esistono le 
stesse tensioni politiche e sociali che hanno portato all’attenzione 
nazionale la questione dei rifiuti. Così succede che sui media è tutto 
un susseguirsi di interviste a Sindaci e Presidenti settentrionali che 
celebrano le loro efficaci soluzioni. 

Eppure nessuno solleva la 
questione principale e originaria: produciamo troppi rifiuti! Ovvia l’
obiezione: ma ora c’è l’emergenza, occorre smaltire. Questo vale per 
Napoli, ma non nel Veneto di oggi! Dove, grazie a una situazione meno 
drammatica (ma nemmeno qui del tutto tranquilla), si potrebbe 
cominciare a pensare a provvedimenti seri di lungo termine. Invece, nel 
cercare di non perdere l’occasione di autocelebrarsi per i successi 
ottenuti – peraltro non in assoluto, ma in rapporto alla disperata 
situazione napoletana – si perde l’opportunità di ripensare 
approfonditamente alla questione rifiuti.

Tutto il dibattito 
napoletano ruota su due perni: la mancanza dei termovalorizzatori 
(meglio chiamarli meno ipocritamente inceneritori) e l’interesse della 
camorra nel business dei rifiuti. Nessun cenno, invece, sulla questione 
che produciamo troppi inutili rifiuti, che con un comportamento appena 
più responsabile se ne potrebbe ridurre immediatamente la produzione 
alla metà e questa metà, a sua volta, potrebbe essere raccolta in modo 
differenziato e riciclata. Così che quella che resta finirebbe smaltita 
negli impianti già esistenti senza doverne realizzare di nuovi. E se 
proprio qualche altro inceneritore o discarica saranno necessari nell’
emergenza, i cittadini saranno più inclini ad accettarli sapendo che ci 
si sta muovendo nella direzione giusta. Che si sta facendo una cosa 
politicamente ed eticamente corretta. È assurdo o velleitario pensare 
in questo modo? Si può certamente essere più o meno convinti della 
nocività degli inceneritori, ma non credo che si possa onestamente 
dissentire sull’opportunità di ridurre la produzione dei rifiuti! 

Ma 
per cambiare questa impostazione occorrono investimenti e un impegno da 
stornare dagli inceneritori per concentrarlo su sistemi e politiche più 
ambientaliste. Questa è la vera difficoltà, perché, se la camorra ha 
interessi economici nei rifiuti, quelli relativi agli inceneritori sono 
di gran lunga maggiori. Certo i primi sono criminali e i secondi sono 
assolutamente legittimi. Ma questo non elimina la considerazione che 
molti approfittino della crisi napoletana per spianare la via alla 
realizzazione di grandi affari con gli inceneritori trascurando le 
soluzioni alternative perché non convenienti ai pochi influenti gruppi 
in grado di realizzare inceneritori. Anche con denaro pubblico. In 
questa situazione gli ex ambientalisti, oggi in Parlamento e nel PD, 
non hanno detto una parola se non per sostenere gli inceneritori. 


----Messaggio originale----
Da: m.cerani at tele2.it
Data: 15-gen-2008 
12.00
A: "ecologia at peacelink.it"<ecologia at peacelink.it>
Ogg: [ecologia] 
vedi Brescia e poi muori

*Brescia* è il luogo santo dei piazzisti 
degli *inceneritori*. Vi si 
recano in pellegrinaggio per respirare 
l'aria salubre direttamente dal 
camino. Bevono il *latte locale* e 
fanno un giro in bicicletta nei 
dintorni. E' la vittoria della scienza 
contro le tenebre.
Per saperne di più su questo miracolo 
dell'innovazione ho deciso di 
aprire *una piccola inchiesta*. Oggi 
pubblico la prima parte del viaggio 
nell'inceneritore. Tenetevi forte.

"A Brescia vi sono inquietanti analogie con la Campania: nel *latte* 
di 
aziende dei dintorni della città si è recentemente scoperta una 
presenza 
di *diossine fuori norma*; si nota inoltre un'elevatissima 
incidenza di 
*tumori al fegato*.
Ma il Registro tumori dell'Asl, 
rassicurante, sostiene, senza dati 
verificabili, che ciò è imputabile 
all'eccesso di epatiti e di consumi 
di alcol (Giornale di Brescia, 10 
novembre 2007). Va segnalato che 
l'*ing. Renzo Capra*, presidente di 
Asm, fa parte del Comitato 
scientifico del Registro tumori dell'Asl, 
di cui è anche finanziatore.
Si sostiene che vengono risparmiate 470 
mila tonnellate l'anno di 
emissioni di CO2. ma non si dice che il 
confronto viene fatto con la 
discarica e non con il riciclaggio, che 
consente risparmi di emissioni 
di CO2 tre volte superiori (AEA 
Technology. Waste management options and 
climate change, European 
Commission, 2001).
A Brescia *si finge* di fare *la raccolta 
differenziata*. Ma questa 
viene annullata dal continuo aumento dell 
produzione dei rifiuti, 
assimilando gli speciali. In 10 anni, da 
quando funziona l'inceneritore, 
il *rifiuto indifferenziato *da 
smaltire è sempre rimasto pari a *1,1 
Kg/giorno/pro capite*, 
esattamente come la Campania, 5-6 volte superiore 
a quello 
indifferenziato dove si fa la RD "porta a porta" con tariffa 
puntuale 
(es. Consorzio Priula Treviso). L'inceneritore del resto ha 
bisogno di 
rifiuti ed Asm è riuscita a compiere il "miracolo" di 
mantenere le 
stesse quantità in 10 anni!
Per gonfiare i risultati Asm dà *i numeri 
in chilowattora* ( 570 milioni 
), facendo finta di non sapere che 
l'unità di misura, fuori dal 
domicilio privato, è il gigawattora 
(milioni di KWh) o il terawattora 
(miliardi di KWh). In verità il 
megaimpianto di Brescia ( 800.000 
tonnellate/anno ) ha una potenza 
pari ad un *decimo di una normale 
centrale turbogas*; il costo 
impiantistico per MW installato è 5-6 volte 
quello di una centrale 
turbogas; la resa è di circa 20% del potere 
calorifico presente nei 
rifiuti contro un 55% di una centrale turbogas; 
la poca energia 
ricavata è annullata dallo spreco di altri materiali 
preziosi ( 5-6 
mila tonnellate di ferro; 6 mila tonnellate di alluminio; 
centinaia di 
tonnellate di rame, ogni anno nelle ceneri, nel caso di 
Brescia ). 
Insomma nell'inceneritorista Lombardia, con 13 impianti, il 
contributo 
di questi alla produzione di energia elettrica è *pari al 2%*!
E' una 
macchina dello spreco e antieconomica che si regge solo sugli 
scandalosi contributi _Cip6 (leggi il post)_ 
<http://www.beppegrillo.
it/2006/12/reset_incenerit.html> - per 
l'inceneritore di Brescia, 
oltre *60 milioni di euro l'anno*, per 8 
anni, il *doppio 
dell'investimento impiantistico*!.
Nel 2006 l'inceneritore Asm è 
proclamato "campione del mondo", avendo 
vinto il "Wtert 2006 Industry 
Award". Sennonché l'Ente premiatore, 
Wtert, della Columbia University 
ha tra gli sponsor la *Martin GmbH*, 
Germany, produttrice dello stesso 
impianto Asm." /Marino Ruzzenenti, 
_www.ambientebrescia_.it <http:
//www.ambientebrescia.it>/

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