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La moda dell'ecologia



La moda dell'ecologia

Il satellite solare "ecologico" di 24 miglia quadrate di Nathan Glazer, le astronavi "ecologiche" di O'Neill e i giganteschi mulini a vento "ecologici" del DOE (tanto per citare gli esempi più macroscopici della mentalità ambientalista) non sono in realtà più "ecologici" delle centrali nucleari o dell'industrializzazione dell'agricoltura. Anzi, le loro pretese "ecologiche" sono più dannose, perché ingannano e disorientano la gente.
La mistificazione consiste nel "distorcere intenzionalmente la realtà", col fine di ingannare qualcuno. È molto usata nella propaganda e nella teoria dei giochi (per ingannare gli avversari).
Nell'ambito dei mass media un caso tipico di utilizzo della tecnica di distrazione si ha quando viene dato grande spazio ad una notizia poco importante, ma che magari è d'impatto verso il pubblico, per evitare di parlare di altre notizie considerate "scomode".
Quel che ritengo opportuno mostrare, dal mio modesto punto di vista, è che l'ecologia è una scienza coerente che cerca di trovare un terreno comune per le tematiche ambientaliste, femministe, classiste, urbane e rurali.
Fu dal dominio di uomini su altri esseri viventi tanto tempo or sono che si sviluppò l'idea del dominio sulla natura. Da ciò derivano il patriarcato, le gerarchie razziali, della città sulla campagna e tanti altri: un sistema di comando - obbedienza.
Siamo in una società basata sulla crescita in nome della crescita: economica, militare, quel che sia. Da qui mi riconduco alla teoria del complotto : «chi ne trae beneficio diretto?».
Altri progressi tecnologici “futuristici” progettano l’emergere di un’Era Solare e di un’Era dell’Idrogeno — con la prospettiva di guerre basate su questi combustibili. L’industria capitalistica si è accaparrata tutto ciò che ha trovato utile in una misura che solo poche generazioni fa non poteva essere immaginata — e lo stesso ha fatto con le guerre che nessuno ormai crede possano essere evitate fintanto che continuano a sussistere relazioni sociali di tipo capitalistico.
Ma l’uso di una base di risorse tanto diversificata è incompatibile con un’economia che vive di competizione — ovvero per la crescita in nome della crescita stessa. Il capitalismo non soltanto ricostruisce se stesso continuamente, ma si ricostruisce su una base in continua espansione . E non solo espande la propria base di risorse ma si diversifica ulteriormente ad una velocità straordinaria. Ciò che oggi può solo essere immaginato diventerà quasi certamente una realtà in futuro, in modo così malleabile e creativo che non si vedono limitazioni capaci di contenere i peggiori orrori.
Tutto si base su concetti e sistemi economici, difatti si ha un ottimo paretiano quando non è possibile alcuna riorganizzazione della produzione che migliori le condizioni di tutti. In tale situazione, l'utilità di una persona può essere aumentata soltanto da una diminuzione dell'utilità di qualcun altro; vale a dire che nessuna persona può migliorare la propria condizione senza che qualcun altro peggiori la sua. La condizione di partenza per un mercato efficiente in senso paretiano è la concorrenza pura. Un mercato concorrenziale rifletterà nei prezzi dei beni la loro scarsità in natura secondo il principio della domanda e dell'offerta. Pensiamo solo che una società odierna è basata su una classe gerarchica oligarchica, perciò non c'è e non esisterà un mercato concorrenziale, i risultati sono davanti ai vostri occhi, appena girate un angolo, appena guardate nella vostra vita quotidiana, appena capirete che tutto è finzione!

Le possibilità su una nuova "era della terra", o del sole o del vento, così come la futile retorica dei produttori di pannelli solari e degli inventori "ecologici" alla frenetica ricerca di un brevetto, riescono solo a nascondere la realtà dei fatti: e cioè che l'energia solare o eolica, l'agricoltura organica, il culto della salubrità e le conversioni alla "semplicità" modificheranno in modo quasi impercettibile lo squilibrio tra l'uomo e la natura, se continueranno a esistere la famiglia patriarcale, le multinazionali, le strutture politiche burocratiche e centralizzate, il sistema della proprietà privata e la razionalità tecnocratica che oggi prevalgono ovunque. L'energia solare, l'energia eolica, il metano, l'energia geotermica resteranno sempre e soltanto fonti di energia, finché i mezzi per utilizzarle saranno inutilmente complessi, controllati in modo burocratico, proprietà di monopolio o centralizzati in forme istituzionali. Certo, il danno che provocheranno alla salute degli esseri umani sarà assai minore di quello prodotto potenzialmente dalle centrali nucleari e dai combustibili fossili; tuttavia, la salute spirituale, morale e sociale dell'umanità subirà ugualmente un danno se le si considererà semplici tecniche, incapaci di generare nuovi rapporti tra l'uomo e la natura e nell'ambito stesso della società.
Il progettista, il burocrate, il dirigente aziendale e il politico di carriera non arricchiscono la società e la nostra sensibilità verso la natura in senso ecologico perché seguono una via energetica "dolce"; come tutti i critici della tecnica, costoro tentano semplicemente di sminuire o di occultare i pericoli per la biosfera e per la vita umana costringendo le tecnologie ecologiche nella camicia di forza dei valori gerarchici, invece di criticare i valori e le istituzioni di cui sono rappresentanti.
Questa è l'ultima occasione che abbiamo! Per fortuna, però, c’è il sogno, sì, quello della notte: così possiamo almeno immaginare un mondo migliore!

Chi controlla il passato controlla il futuro.
Chi controlla il presente controlla il passato.
I Prolet e gli animali sono liberi.
La guerra è pace.
La libertà è schiavitù.
L’ignoranza è forza.
1984 Orwell

Dario Nicodemo

http://il-cerchio-da-chiudere.blogspot.com/2008/01/la-moda-dellecologia.html


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