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GREENPEACE: differenziamoci



GREENPEACE E 50 FAMIGLIE: COME ORGANIZZARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA A
NAPOLI.

NAPOLI, 21.01.07: Greenpeace e i suoi attivisti per aiutare Napoli e
proporre una soluzione concreta all'emergenza rifiuti: parte con un
gruppo di cinquanta famiglie napoletane, il progetto "DIFFERENZIAMOCI".
L'associazione fornisce ai cittadini tutto quello che occorre per
un'efficace raccolta differenziata domiciliare: organizzazione,
sacchetti, bidoni, punti di raccolta. Tutto è stato organizzato in
meno
di una settimana per dimostrare che questa soluzione, oltre a essere
concreta e sana, è conveniente, economica e veloce. Le 50 famiglie
interpellate abitano in due condomini di Via Nicolardi, ai numeri
93
e 174, hanno aderito subito dimostrando la massima disponibilità.
Greenpeace vuol dimostrare all'opinione pubblica internazionale
che il problema non sono i cittadini napoletani, ma la mancanza di una
volontà politica e strategica di gestire i rifiuti in maniera responsabile ed
efficiente. A questo si aggiunge la criminalità organizzata che
investe ormai da anni nel mercato dei rifiuti, spiega Vittoria Polidori,
responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace.
Il progetto, che ha scopo dimostrativo e durata limitata, è sostenuto
da Greenpeace, con fondi propri raccolti esclusivamente dalle donazioni
dei sostenitori, e si avvale di consulenti locali (Achab Group) già 
operativi in Regione.
Le raccolte differenziate domiciliari arrivano a intercettare anche il
70 per cento dei rifiuti e, se si separa l'organico, la gestione
della frazione rimanente ha un impatto ambientale assai ridotto. Pensare che
la soluzione sia quella della discarica e dell'inceneritore è sbagliato.
Bisogna spostare l'attenzione dalle scelte di smaltimento alle misure
di prevenzione e a tutte quelle azioni finalizzate a riutilizzare,
riciclare, recuperare i materiali contenuti nei rifiuti.
"In Campania oggi non è in funzione neanche un impianto di
compostaggio e l'umido deve essere inviato fuori regione, in Veneto, Calabria,
pagando di più", afferma Polidori: E' necessario investire in
impianti per trattare almeno mezzo milione di tonnellate, per produrre compost
di qualità  che conviene in ogni senso perché può essere anche
venduto".
Uno dei principali pericoli dei rifiuti solidi urbani è legato alla
parte organica che rappresenta circa il 30-40 per cento del peso. La
Campania nel 2006 ha prodotto 90 mila tonnellate di umido raccolte in
modo differenziato che sono state inviate in impianti fuori Regione,
con queste è stato possibile produrre 35 mila tonnellate di compost.
Secondo le stime del direttore tecnico del Consorzio
Italiano Compostatori, la Campania potrebbe recuperare circa mezzo milione di
tonnellate di frazione organica (dei 2,8 milioni di tonnellate di
rifiuti) da valorizzare in agricoltura come compost di qualità. Nella
città metropolitana di Napoli, nel 2005, sono state differenziate solo
quattromila tonnellate di umido (dato APAT), mentre l'area di Napoli,
che produce circa metà  dei rifiuti della regione, ha una potenzialità
di circa 250mila tonnellate.
Disponibili immagini video e foto (consegna materiale, interviste,
ambiente, raccolta) chiedere a Massimo Guidi +39 328.0646175
Link posizione di Greenpeace sui rifiuti
<http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/statement-rifiuti-urbani>http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/statement-rifiuti-urbani

<http://www.greenpeace.it/>