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CARBONE, A TARQUINIA IL SINDACO HA SMESSO DI LOTTARE







Per la prima volta il consiglio comunale di Tarquinia non delibera
all’unanimità sul tema del carbone: il Sindaco, non più nostro,  ha smesso
di lottare e rimane affacciato alla finestra a guardare il  suo territorio
dato in pasto ai poteri forti e parla un’altra lingua rispetto al
rappresentante del mondo agricolo cooperativo che grida al consiglio che
“non solo i cittadini, ma anche gli agricoltori, hanno paura del carbone”.



Era partito male il consiglio comunale aperto ed è finito peggio. Prima le
modalità di convocazione degli invitati, il cui elenco era vistosamente in
favore del partito del carbone, poi la presenza muscolare degli operai del
cantiere. Ancora una volta gli scienziati dell’Enel  e Fontecedro  si sono
ben guardati dal presentarsi ad un confronto tecnico con  scienziati come
Mattioli ed il Comitato dei Medici. Per i potenti dell’energia è più
conveniente mandare avanti le vittime dei cantieri capitanati dai soliti
provocatori ammaestrati  a leggere ed a diffondere, con l’aiuto di potenti
uffici, note prestampate dalla società elettrica. I provocatori hanno però
trovato il muro dei cittadini, con una forte presenza dei giovani.  Un
consiglio comunale aperto dovrebbe essere un luogo di ascolto sereno delle
ragioni dei cittadini;  il Sindaco invece ha esordito con tono polemico ed
arrogante, di cui si è poi scusato.  Il degrado, che da anni colpisce
Civitavecchia, si è affacciato nell’assise comunale quando, velatamente,
gli emissari del partito del carbone volevano impedire ai poveri cittadini
di Brindisi, dove la centrale esiste da molti anni, di portare la loro
testimonianza in video conferenza.  Ma poi il collegamento c’è stato ed i
cittadini hanno descritto da Brindisi i danni che l’inquinamento da carbone
ha arrecato alla salute ed al  territorio, riconosciuto ad alto rischio
ambientale con decreto del Presidente della Repubblica. A questo consiglio
comunale  gli emissari del partito del carbone hanno offeso le mamme e i
loro bambini. Hanno insultato i cittadini che hanno fatto lo sciopero della
fame la scorsa primavera. Hanno offeso i cittadini contrari alla
riconversione a carbone sentendosi forti del  loro patronato
economico-politico, sfoggiando i soliti numeri da tombola paesana. Alle
solite bugie il Movimento dei cittadini che si oppone al  carbone  ha
contrapposto la lucidità d’analisi del Prof. Mattioli, la serenità di
giudizio del Senatore Rossi, l’esperienza decennale dei Medici del
comprensorio. Dopo gli interventi tecnici è stato presentato il “Comitato
dei Cittadini Liberi”  che acquisirà testimonianze e denunce per intentare
azioni legali collettive contro i responsabili dell’inquinamento che ha
colpito, colpisce e colpirà il comprensorio. Da troppi anni ormai sentiamo
parlare di tavoli sulla salute, dove vengono svendute centraline
miracolose, o di tavoli sullo sviluppo, funesta allegoria di un accordo
compensativo da raggiungere fra gli enti locali e l’Enel. Ma la gente ha
cominciato a capire, ad aprire gli occhi; è per questo che il “Comitato dei
Cittadini Liberi” andrà avanti, in tutte le sedi e con tutti i mezzi che
gli sono consentiti dalla legge della Repubblica Italiana per scovare gli
inquinatori ed i complici. Dal consiglio, nonostante il disappunto di
alcuni consiglieri, è uscita fuori una delibera delle mani libere per
trattare con ENEL  priva del coraggio dimostrato dal Consiglio Provinciale
di sostenere le azioni di chi vuole veramente fermare il carbone.

Movimento dei cittadini che si oppongono al carbone