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trivelle sul mare :assalto criminale legalizzato al territorio



NO SCORIE
Movimento Antinucleare 
Mail noscorietrisaia at libero.it
MAP NST  1008 
21.03.08

TRIVELLLE SUL MARE, ASSALTO CRIMINALE
LEGALIZATO AL TERRITORIO DALLE LOBBY PETROLIFERE

 La Regione Basilicata tramite una procedura di VIA basata sul silenzio assenso dei 
comuni vuole regalare dopo la Val d’Agri e la Valle del Sauro-Camastra tutto il 
territorio regionale dalle montagne al mare alle lobby del petrolio senza consultare le 
popolazioni e chi dovrà sorbirsi i danni delle trivelle. Nei comuni Jonici di Novi siri, 
Rocca Imperiale, Policoro, Rotondella e Scanzano nella concessione denominata “Policoro” 
la Gas Plus Italia (una delle tante società scatola nate dall’Eni) intende coltivare 
giacimenti di idrocarburi sulle nostre coste e sui nostri campi biologici. Sono previsti 
pozzi alla foce dell'Agri (zona SIC),di fronte il complesso di Marinagri in territorio di 
Scanzano.
Vicino l’abitato e i nuovi quartieri di Policoro verso località Panevino(dove hanno già 
realizzato un pozzo per estrarre gas o idrocarburi). Nei campi delle oasi biologiche 
della Plasmon di Rotondella Due, vicino sempre al centro abitato omonimo. Mentre vicino 
l’abitato di Montalbano è già attivo un altro pozzo. A rischio le foci del fiume Agri, le 
falde sotterranee utilizzate dai pozzi per uso civile e sanitario .I campi biologici di 
Policoro, Rotondella e Scanzano.L’incolumità  e la sicurezza delle popolazioni . Le 
trivelle inoltre inquinano l’aria, uno dei tanti componenti inquinanti nelle lavorazioni 
petrolifere è l’idrogeno solforato (per i profani il gas killer sottoinchiesta per la 
strage degli operai di Molfetta).Nessuno studio per quanto accurato può dire
come viaggiano i corsi d’acqua e le falde sotterranee. La poca acqua delle nostre falde 
non può essere messa in pericolo, visto i fenomeni di desertificazione e di
siccità (vedi annata in corso)che colpiscono le nostre terre ( da studi Enea il 50% della 
regione è a rischio desertificazione).La "Fiat" Metapontina ( oltre 10000 addetti ) 
costituita dall’agricoltura bio e intensiva è seriamente messa in pericolo dallo 
sfruttamento indiscriminato delle trivelle. Gli investimenti miliardari di villaggi, 
campeggi, case al mare saranno"cannibalizzate" dalle torri petrolifere che distruggeranno 
prima l’immagine e poi l’economia collegata. Stessa fine per i nostri siti archeologici 
che saranno ulteriormente deturpati in modo vergognoso. Nel
ritenere la procedura regionale che autorizza le trivelle anti democratica, autoritaria e 
poco rispettosa dei cittadini e delle economie dei territori chiediamo che siano abolite 
con una moratoria tutte le istanze di trivellazione in Regione e sia redatta una nuova 
legge regionale in materia di ricerca idrocarburi che tenga conto di tutte le reali 
esigenze dei territori e del parere vincolante dei sindaci e soprattutto delle 
popolazioni locali. Facciamo pertanto appello ai sindaci, alle organizzazioni turistiche 
e agricole affinché difendano gli interessi della collettività e delle economie 
collegate. L’incompetenza nel gestire le risorse del territorio non può trasformarsi nel 
suo sfruttamento massiccio per altri fini che non sono quelli degli interessi delle 
popolazioni L’assessore regionale all’ambiente
Santochirico invece farebbe bene a dimettersi vista la catastrofe ambientale (trivelle e 
discariche)e soprattutto economica che provoca nel territorio nella gestione delle sue 
funzioni.