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il nucleare irrealizzabile di Scajola



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Il nucleare non s'ha da fare 
Le recenti dichiarazioni del ministro Scajola che ripropone le centrali nucleari non sono 
realizzabili. Sono le stesse di 5 anni fa, dello stesso ministro, regolarmente rimaste 
sulla carta


di Antonio Piccolo
martedì 13 maggio 2008  -  09:53


In realtà è sufficiente considerare il caso del deposito scorie di Scandicci per capire 
che le centrali nucleari non si faranno mai. I veti incrociati delle autorità locali e la 
reazione popolare non lo permetteranno.

Tuttavia esistono ulteriori motivi che rendono irragionevoli e non convenienti le 
centrali nucleari.

1) L'Italia non ha più una base industriale né una tecnologia nucleare. La prima dovrebbe 
essere ricostruita la seconda importata con gravi costi.

2 I costi preventivati dagli esperti pro nucleare sono altamente ottimistici. I sette 
anni dichiarati per la loro costruzione non sono realistici. La centrale nucleare 
francese in costruzione in Finlandia è già in ritardo di 2 anni con gravi costi 
supplementari. Un recente studio del MIT sostiene che i tempi effettivi di costruzione 
sono di 109 mesi senza contare le autorizzazioni. 
In un paese come l'Italia paralizzata da ritardi cronici, burocrazia, veti incrociati, 
interessi lobbistici, i tempi e quindi i costi sono destinati a gonfiarsi a dismisura. 
Tutto sarebbe ovviamente a spese del debito pubblico o del cittadino. 

3) Da numerosi studi è emerso che i costi di chiusura delle centrali nucleari 
(decomissioning) non è valutabile con precisione e rischia di essere molto più salato del 
previsto. Per ora la Francia rinvia il problema dilatando il periodo di servizio da 30 a 
40 anni e forse addirittura a 60 anni. Uno studio della British Nuclear Decommissiong 
Authority ha nel 2006 valutato in £. 70 mld (105 mld euro) il costo per la chiusura delle 
centrali nucleari inglesi.  (*)

4) Poco chiari sono anche i costi della gestione delle scorie nucleari, senza contare i 
rischi.

5) I tempi lunghissimi di costruzione implicano costi elevati in termini di anticipo di 
capitali che verrebbero ripagati molti decenni dopo.

6) Il materiale fissile non è illimitato né una fonte di energia rinnovabile.

7) Le fonti alternative, eolico e solare in primis, stanno diventando sempre più 
competitive. La società Nanosolar in California è già in grado di creare celle 
fotovoltaiche a meno di 1 $ per watt mentre il settore non ha ancora beneficiato delle 
economie di scala né di tutti i progressi tecnologici sviluppati in laboratorio.

La volontà del ministro di riproporre le centrali nucleari sembra rispondere a una logica 
di centralizzazione e rafforzamento del controllo politico sulla produzione dell'energia 
elettrica e non ad una politica innovatrice che gioverebbe a molte piccole aziende 
emergenti locali nella tecnologia avanzata e nell'installazione.