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Perchè No al nucleare e Si alle energie rinnovabili: intervista a Jeremy Rifkin



<http://it.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Rifkin>Ecco l'intervista a Jeremy
Rifkin, autore di fama mondiale, tra i suoi libri
"<http://www.peacelink.it/ecologia/a/5595.html>Economia all'idrogeno".

Il video dell'intervista è a questo link:
<http://it.youtube.com/watch?v=BcCMOMPAqF8>http://it.youtube.com/watch?v=BcCMOMPAqF8
(in lingua inglese con sottotitoli in italiano).
I testi che seguono sono tratti dal blog di Beppe Grillo
(<http://www.beppegrillo.it>www.beppegrillo.it) che ha realizzato il
servizio.

Saluti.

GT

ps: con preghiera di diffusione
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Il mondo che conosciamo sta cambiando in fretta. Il petrolio sta finendo.
L'energia avrà due caratteristiche: sarà rinnovabile, come il sole e il
vento, e distribuita.
Ognuno di noi potrà creare la propria energia e metterla a disposizione
degli altri in rete.

"Ora, al tramonto [della seconda rivoluzione industriale] ci sono alcune
situazioni davvero molto critiche.
Il prezzo dell'energia sta drammaticamente salendo e il mercato mondiale
del petrolio si è appena avviato al suo picco di produzione.
I prezzi del cibo sono raddoppiati negli ultimi anni poiché la produzione
di cibo è prevalentemente basata sui combustibili fossili.

Appena raggiungeremo il picco della produzione di petrolio, i prezzi
saliranno, l'economia globale ristagnerà, avremo recessione e ci saranno
persone che non riusciranno a mettere in tavola qualcosa da mangiare. Il
"picco del petrolio" avviene si è usato metà del petrolio disponibile.
Quando questo avverrà, quando saremo all'apice di questa curva, saremo alla
fine dell'era del petrolio perché il costo di estrazione non sarà più
sostenibile. Quando arriveremo al picco? L'ottimista agenzia internazionale
per l'energia dice che ci arriveremo probabilmente attorno al 2025-2035.
D'altra parte negli ultimi anni alcuni dei più grandi geologi del mondo,
utilizzando dei modelli matematici molto avanzati, rilevano che arriveremo
al picco tra il 2010 e il 2020.

Uno dei maggiori esperti sostiene che il picco è già stato raggiunto nel
2005. Ora, il giacimento del Mare del Nord ha raggiunto il picco 3 anni fa.

Il Messico, il quarto produttore mondiale, raggiungerà il picco nel 2010,
come probabilmente la Russia. Nel mio libro, Economia all'idrogeno, ho
speso molte parole su questa questione. Io non so chi ha ragione, gli
ottimisti o i pessimisti. Ma questo non fa alcuna differenza, è una
piccolissima finestra. La seconda crisi legata al tramonto di questo regime
energetico è l'aumento di instabilità politica nei Paesi produttori di
petrolio.

Dobbiamo capire che oggi un terzo delle guerre civili nel mondo è nei Paesi
produttori di petrolio. Immaginate cosa accadrà nel 2009, 2010, 2011, 2012
e così via. Tutti vogliono il petrolio, il petrolio sta diventando sempre
più costoso. Ci saranno più conflitti politici e militari nei Paesi
produttori. Infine, c'è la questione dei cambiamenti climatici. Se
prendiamo gli obiettivi dell'Unione Europea sulla riduzione della Co2, e la
UE è la più aggressiva del mondo in questo senso, anche se riuscissimo a
raggiungere quegli obiettivi ma non facessero lo stesso India, Cina e altri
Paesi, la temperatura aumenterà di 6°C in questo secolo e sarà la fine
della civilizzazione come la conosciamo.

Lasciatemi dire che quello di cui abbiamo bisogno adesso è un piano
economico che sia sufficientemente ambizioso ed efficace per gestire
l'enormità del picco del petrolio e dei cambiamenti climatici. Lasciatemi
dire che le grandi rivoluzioni economiche accadono quando l'umanità cambia
il modo di produrre l'energia, primo, e quando cambia il modo di
comunicare, per organizzare questa rivoluzione energetica. All'inizio del
XX secolo la rivoluzione del telegrafo e del telefono convergeva con quella
del petrolio e della combustione interna, dando vita alla seconda
rivoluzione industriale. Ora siamo al tramonto di quella rivoluzione
industriale.

La domanda è: come aprire la porta alla terza rivoluzione industriale. Oggi
siamo in grado di comunicare peer to peer, uno a uno, uno a molti, molti a
molti. Io sto comunicando con voi via Internet. Questa rivoluzione
"distribuita" della comunicazione, questa è la parola chiave:
"distribuita", questa rivoluzione "piatta", "equa" della comunicazione
proprio ora sta cominciando a convergere con la rivoluzione della nuova
energia distribuita.

La convergenza di queste due tecnologie può aprire la strada alla terza
rivoluzione industriale. L'energia distribuita la troviamo dietro l'angolo.
Ce n'è ovunque in Italia, ovunque nel mondo. Il Sole sorge ovunque sul
pianeta. Il vento soffia su tutta la Terra, se viviamo sulla costa abbiamo
la forza delle onde. Sotto il terreno tutti abbiamo calore. C'è il mini
idroelettrico. Queste sono energie distribuite che si trovano ovunque.

L'Unione Europea ha posto il primo pilastro della terza rivoluzione
industriale, che sono le energie rinnovabili e distribuite.
Primo, dobbiamo passare alle energie rinnovabili e distribuite. La UE ha
fissato l'obiettivo al 20%.
Secondo, dobbiamo rendere tutti gli edifici impianti di generazione di
energia. Milioni di edifici che producono e raccolgono energia in un grande
impianto di generazione. Questo già esiste.
Terzo pilastro: come accumuliamo questa energia? Perché il Sole non splende
sempre, nemmeno nella bellissima Italia. Il vento non soffia sempre e le
centrali idroelettriche possono non funzionare nei periodi di siccità. Il
terzo pilastro riguarda come raccogliamo questa energia e la principale
forma di accumulo sarà l'idrogeno. L'idrogeno può accumulare l'energia così
come i supporti digitali contengono le informazioni multimediali. Infine,
il quarto pilastro, quando la comunicazione distribuita converge verso la
rivoluzione energetica generando la terza rivoluzione industriale.
Prendiamo la stessa tecnologia che usiamo per Internet, la stessa, e
prendiamo la rete energetica italiana, europea e la rendiamo una grande
rete mondiale, come Internet. Quando io, voi e ognuno produrrà la sua
propria energia come produciamo informazione grazie ai computer, la
accumuliamo grazie all'idrogeno come i media con i supporti digitali,
potremo condividere il surplus di produzione nella rete italiana, europea e
globale nella "InterGrid", come condividiamo le informazioni in Internet.

Questa è la terza rivoluzione industriale. Io lavoro con molte tra le più
grandi aziende energetiche del mondo, come consulente. Lasciatemi fare una
considerazione in termini di business, non in termini ideologici. Non credo
che l'energia nucleare sarà significativa in futuro e credo che sia alla
fine del suo corso e qualsiasi governo sbaglierebbe a investire nell'atomo.
Vi spiego le ragioni. Non produciamo Co2 con gli impianti nucleari, quindi
dovrebbe essere parte della soluzione ai problemi climatici. Ma guardiamo
ai numeri.

Ci sono 439 impianti nucleari al mondo, oggi, che producono solo il 5%
dell'energia che consumiamo. Questi impianti sono molto vecchi. C'è
qualcuno in Italia o nel mondo che davvero crede che si possano rimpiazzare
i 439 impianti che abbiamo oggi nei prossimi vent'anni. Anche se lo
facessimo continueremmo a produrre solo il 5% dell'energia consumata, senza
alcun beneficio per i cambiamenti climatici. E' chiaro che perché ne
avesse, dovrebbero coprire almeno il 20% della produzione.

Ma perché la produzione di energia sia per il 20% nucleare, dovremmo
costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni.
Capito? Duemila centrali atomiche. Tre nuove centrali ogni mese per
sessant'anni. Non sappiamo ancora cosa fare con le scorie. Siamo
nell'energia atomica da 60 anni e l'industria ci aveva detto: "Costruite
gli impianti e dateci tempo sufficiente per capire come trasportare e
stoccare le scorie". Sessant'anni dopo questa industria ci dice "Fidatevi
ancora di noi, possiamo farcela", ma ancora non sanno come fare. L'agenzia
internazionale per l'energia atomica dice che potremmo avere carenza di
uranio tra il 2025 e il 2035, facendo cosi' morire i 439 impianti nucleare
che producono il 5% dell'energia del mondo. Potremmo prendere l'uranio che
abbiamo e convertirlo in plutonio. Ma avremmo il pericolo del terrorismo
nucleare.

Vogliamo davvero avere plutonio in tutto il mondo in un'epoca di potenziali
attacchi terroristici? Credo sia folle.

E infine, una cosa che tutti dovrebbero discutere col vicino di casa: non
abbiamo acqua! Questo le aziende energetiche lo sanno ma la gente no.
Prendete la Francia, la quintessenza dell'energia atomica, prodotta per il
70%. Questo e' quello che la gente non sa: il 40% di tutta l'acqua
consumata in Francia lo scorso anno, e' servita a raffreddare i reattori
nucleari. Il 40%. Vi ricordate tre anni fa, quando molti anziani in Francia
morirono durante l'estate perche' l'aria condizionata era scarsa? Quello
che non sapete e' che non ci fu abbastanza acqua per raffreddare i reattori
nucleari, che dovettero diminuire la loro produzione di elettricita'.

Dove pensano di trovare, l'Italia e gli altri Paesi, l'acqua per
raffreddare gli impianti se non l'ha trovata la Francia?

Quello che dobbiamo fare è democratizzare l'energia. La terza rivoluzione
industriale significa dare potere alle persone e per la generazione
cresciuta con la Rete questo è la conclusione e il completamento di questa
rivoluzione, proprio come ora parliamo in Internet, centinaia di persone
sono in Internet, ed è tutto gratuito, e questi possono creare il più
grande, decentralizzato, network televisivo, open source, condivisoŠperché
non possiamo farlo con l'energia? L'Italia è l'Arabia Saudita delle energie
rinnovabili! Ci sono così tante e distribuite energie rinnovabili nel
vostro Paese! Mi meraviglio quando vengo nel vostro Paese e vedo che non vi
state muovendo nella direzione in cui si muove la Spagna, aggressivamente
verso le energie rinnovabili. Per esempio, voi avete il Sole! Avete così
tanto sole da Roma a Bari.

Avete il Sole! Siete una penisola, avete il vento tutto il tempo, avete il
mare che vi circonda, avete ricche zone geotermiche in Toscana, biomasse da
Bolzano in su nel nord Italia, avete la neve, per l'idroelettrico, dalle
Alpi. Voi avete molta più energia di quella che vi serve, in energie
rinnovabili! Non la state usandoŠio non capisco. L'Italia potrebbe. Credo
che, umilmente, quel che posso dire al governo italiano è: a che gioco
volete giocare? Se il vostro piano è restare nelle vecchie energie,
l'Italia non sarà competitiva e non potrà godere dell'effetto
moltiplicatore sull'economia della terza rivoluzione industriale per
muoversi nella nuova rivoluzione economica e si troverà a correre dietro a
molti altri Paesi col passare del XXI secolo. Se invece l'Italia deciderà
che è il momento di iniziare a muoversi verso la terza rivoluzione
industriale, le opportunità per l'Italia e i suoi abitanti saranno enormi.

Da anni seguo il tuo sito [di Beppe Grillo], vorrei che ci fossero voci
come la tua in altri Paesi. Ha permesso a cosi' tante persone di impegnarsi
insieme...credo sia istruttivo rispetto alla strada che dobbiamo
intraprendere."

Jeremy Rifkin