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Nucleare francese: i misteri e le bugie di Areva



DA GREENREPORT 
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2008 Energia 
  
  Nucleare francese: i misteri e le bugie di Areva 
   
LIVORNO. Il nucleare francese è passato in breve tempo, incidente dopo incidente, da 
esempio da esportare a comodo fatto da nascondere in qualche colonnina minimizzatrice 
delle pagine meno lette dei giornali. L´ultimo esempio è quello dell´incidente alla 
centrale nucleare di Saint-Alban (Isère) e dopo lo sversamento di centinaia di metri cubi 
di acque all´uranio di Tricastin, l´atteggiamento dell´industria nucleare francese (e dei 
suoi corifei italiani) è sempre lo stesso: minimizzare il pericolo e la gravità di 
incidenti che ormai si ripetono con una frequenza inquietante. 

Il network di associazioni francesi "Sortir du nucléaire" fa notare che «Il discorso 
ufficiale abituale ("I livelli d contaminazione sono al di sotto dei limiti di legge") è 
completamente ingannevole» e contesta «il nuovo tentativo degli industriali dell´atomo e 
dell´Autorité de sûreté del ministero di minimizzare le conseguenze di un incidente 
accaduto in un impianto nucleare. Così, venerdì 18 luglio, quando la signora Lauvergeon 
si impegnava a decretare che l´affaire Tricastin era insignificante (avrebbe dunque 
defenestrato per niente il direttore dell´impianto Socatri), quindici operai interinali 
sono stati contaminati nella centrale nucleare di Saint-Alban (Isère)». Contrariamente ai 
discorsi ufficiali, che pretendono che queste contaminazioni non siano pericolose, il 
Réseau "Sortir du nucléaire" ricorda che dal 1990, la molto ufficiale Commission 
Internationale de Radioprotection (Cipr) ha ammesso che "Ogni dose di irradiamento 
comporta un rischio cancerogeno e genetico" (Cipr 1990). E in più, anche quando il 
livello di radioattività è debole, la contaminazione è una minaccia molto grave e 
pericolosa per gli esseri viventi. Una contaminazione ha luogo quando particelle 
radioattive penetrano in un organismo vivente, in questo caso quello di un lavoratore del 
nucleare. Delle particelle possono allora fissarsi dentro un organo (in particolare i 
polmoni, in caso di inalazione) e allora il cancro è pressoché assicurato, anche se è 15, 
10 o 5 anni più tardi». 

Poi le associazioni antinucleari francesi spiegano perché il discorso abituale fatto per 
l´ennesima volta in occasioni di incidenti nucleari come questo («I livelli di 
contaminazione sono stati inferiori di cento volte al limite regolamentare») è secondo 
loro falso e menzognero ed evidenziano che «non è certo per niente che i lavori più 
esposti alla radioattività sono realizzati da interinali e personale di imprese 
sub-appaltanti che, dopo aver lavorato qualche anno nel nucleare, non sono reimpiegati e 
alcuni spariscono nella natura… con i loro cancri, i quali non sono quindi mai attribuiti 
all´industria nucleare che ne è la causa. Nella stessa maniera, le persone che possono 
essere state contaminate nei dintorni di Tricastin dalla fuga di 360 kg d´uranio 
potrebbero sviluppare un cancro in qualche anno, ma sarà per loro molto difficile provare 
che l´industria nucleare ne è stata la causa: i tumori non portano ahimè la firma di 
Areva o dell´Edf…».
Ma "Sortir du nucléaire" parte a testa bassa contro la presidente del colosso nucleare 
Areva, Anne Lauvergeon e ne chiede le dimissioni per aver «dissimulato la verità 
sull´industria nucleare, come dimostra la sua gestione degli scarichi della Socatri, deve 
assumersi le sue responsabilità». 
Dopo 10 giorni dallo sversamento di uranio di Tricastin la Lauvergeon, ha annunciato con 
un comunicato stampa la sostituzione del direttore dell´impianto nucleare Socatri (una 
filiale di Areva), cercando così di rimediare ad un disastro di immagine per il nucleare 
francese, e cercando così di tranquillizzare il ministro dell´ecologia Borloo che il 17 
luglio aveva detto dal telegiornale di France di «esigere un blocco totale, e delle 
sanzioni, se occorrono». 

Per "Sortir du nucléaire" «da quando è alla testa di Areva, la signora Lauvergeon non ha 
cessato di nascondere la verità sull´industria nucleare a profitto di campagne 
pubblicitarie permanenti su tutti i media. La (sovra)comunicazione è il peggior nemico 
dell´informazione veritiera. E´ necessario che l´opinione pubblica scopra infine la 
realtà delle gravi contaminazioni prodotte nell´ambiente dalle attività di Areva: molto 
gravi contaminazioni del Niger da parte delle miniere di uranio sfruttate da Areva; 
contaminazioni in Francia anche per le miniere di uranio oggi chiuse; diversi gravi 
sversamenti di materiale radioattivo allesterno del sito Comurhex-Areva (Aude) 20 marzo 
2004, 28-29 gennaio 2006, 5 marzo 2006, 18 luglio 2006 ; importanti sversamenti continui 
nell´ambiente da parte dell´impianto Areva-La Hague (Manche); sicuramente, fughe di 
uranio dall´impianto Socatri-Areva (Vaucluse); molto certamente numerose altre fughe mai 
rivelate..»
Un quadro del nucleare "sicuro" francese non certo edificante e tranquillizzante che fa 
parzialmente luce su una gestione del nucleare (e delle informazioni che trapelano o non 
trapelano sul nucleare) che fa dire a "Sortir du nucléaire" che oltre a dire la verità su 
tutte le contaminazioni prodotte dagli impianti nucleari di Areva, «Più in generale 
occorre avviare lo smantellamento della multinazionale Areva, nel quadro di un piano di 
uscita dal nucleare, sperando che il peggio , una nuova Cernobyl, non sopravvenga durante 
questo tempo».