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Cancelazioni in corso e spiritualità laica e libertà fonda mentali: dalla nascita alla morte. Comunicato libero e giocondo.



Cari  colleghi internauti, non oso chiedervi nulla, nemmeno di leggere il comunicato che 
segue, ma.... siccome appena oggi un collega mi ha chiesto di cancellare il suo indirizzo 
dalla mia mailing list, vorrei essere rassicurato sull'accoglienza ricevuta  da queste 
mie comunicazioni, anche per aggiornare adeguatamente la stessa list, se volete inviare 
un senso di accenno o diniego ve ne sarei grato...

Avendo letto sin qui potete anche continuare con la comunicazione sulle "libertà 
fondamentali" che segue...


Spiritualità laica e libertà fondamentali: dalla nascita alla morte.

La libertà di espressione spirituale  inizia dalla nascita e finisce con la morte di 
ognuno. Questo indicherebbe la nostra natura, se ascoltata con rispetto. Purtroppo uno 
schema mentale è sovrapposto alla spontanea rivelazione dell'umano in
noi, prima ancora di essere italiani, cristiani o buddisti, noi siamo "uomini" ma tale 
consapevolezza è talmente offuscata che le nostre intrinseche qualità  vengono sommerse 
da una pletora di idee, costrizioni e strutturazioni precostituite dalla società. Si 
potrebbe anche definire, con
qualche eufemismo,  "cultura" ma sicuramente è un recinto che impedisce il libero 
pensiero.

Non solo la "società civile" con le sue regole e le sue imposizioni di nazionalità e ceto 
costringe l'uomo ad un'esistenza etichettata, anche le religioni contribuiscono 
enormemente alla stratificazione sociale e differenziazione di quel che è  assolutamente 
indivisibile.

Dalla nascita alla morte entriamo in una gabbia ed uscirne sembra quasi impossibile. 
Vediamo cosa si potrebbe fare. Pian piano l'uomo si sta riconoscendo  sempre più abitante 
della Terra e non particolarmente di una nazione od etnia. Questa tendenza alla 
"globalità" va aiutata attraverso  cambiamenti
e riforme che portino la libertà personale dell'uomo alla sua originaria manifestazione. 
Lasciando da parte il discorso della nazionalità che  può essere  superato il momento in 
cui le Istituzioni sopranazionali diverranno universalmente riconosciute e  l'identità 
nazionale verrà sostituita
dall'idea della cittadinanza planetaria. Per questo occorre ancora attendere.

Ma c'è qualcosa che si potrebbe iniziare a fare, qui ed ora,  in Italia,  con questo 
stesso Governo in carica,  ed è l'ampliamento delle libertà laiche a partire dalla 
nascita dell'individuo sino alla sua dipartita.

I bambini, i neonati, sono i primi sfruttati, in senso ideologico e religioso, obbligati 
dai loro stessi genitori  e dagli obblighi "sociali" a sottostare alle  
strumentalizzazioni religiose.  Prima ancora che abbia
potuto capire cosa significhi "religione", un bambino innocente viene obbligato ad un 
percorso religioso, del tutto inconsapevolmente,  cominciando con il battesimo, poi  la 
cresima e poi ancora  la comunione. Il bambino incolpevole viene legato ai riti e ad una 
fede che non conosce e non ha
l'età per capire se sia buona o cattiva.

L'adesione ad una religione può avvenire solo nell'età della ragione, come fatto 
personale, e non come costrizione  imposta dalla consuetudine o dalla paura.  Si va a 
votare a 18 anni? Anche per l'adesione religiosa bisogna avere almeno quell'età, 
altrimenti è violenza e prevaricazione su minori.


C'è poi il problema della libertà espressiva della morte. Queste libertà, che vengono 
invocate per il post.mortem, sono di attualità e di grande valore sociale, anche per 
sottrarre il cadavere alle "lobbyes mortuarie".

Anni fa fu presentata  alla Camera dei Deputati - dal sottoscritto ed altri membri del 
Circolo Vegetariano VV.TT.  -una petizione per un'idonea legge sulla libertà espressiva 
della morte, con  moltissime firme raccolte a Viterbo ed in tutta Italia, purtroppo 
ancora non si vedono risultati
concreti, anzi abbiamo riscontrato una ritrosia permanente a trattare  questo tema.

Ci  rendiamo conto che gli interessi smossi dalla morte sono tanti ma questo voluto 
silenzio, su un argomento che tocca i sentimenti (e le saccocce) di buona parte della 
popolazione,  appare  una forma di evidente censura.

Nella laicità dello Stato è necessaria una normativa più liberale e democratica sulla 
gestione mortuaria. Non è giusto che la gerenza del cadavere pesi quanto una esosa tassa 
di 'successione' (anche in forma di ricatto sociale): pompe funebri, esequie religiose, 
bare, tombe e loculi a prezzi stratosferici,  una vera e propria imposta sul decesso.

In termini estremamente pratici  il Circolo Vegetariano VV.TT.  sta portando avanti la 
battaglia  della libertà di esprimere un commiato laico, della libertà di cremazione e 
dispersione delle ceneri, della libertà di inumazione nel terreno prescelto,  della 
libertà di astenersi dall'accanimento terapeutico. 

In tal senso già son pronte delle specifiche richieste (vedi sotto link della petizione 
presentata alla Camera dei
Deputati) soprattutto riguardo alle facilitazioni di cremazione, alla necessità di un 
idoneo spazio per il commiato laico, la garanzia dell'inumazione  nella nuda terra ed 
altro ancora.

Paolo D'Arpini - Tel. 0761-587200
www.circolovegetarianocalcata.it


      1.                       *Sten. 579
s020<http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed579/s020.htm>
*Paolo D'Arpini*, e numerosi altri cittadini, da Calcata (Viterbo), chiedono un 
provvedimento legislativo per la libertà di sepoltura e cremazione
ecologica *...*
www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed579/s020.htm - 4k -
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