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Animale uomo o uomo animale? Comunicazione aperta di servizio. Grazie



*Animale uomo o uomo animale?*

"L'aspetto umano non implica intelligenza umana e, viceversa, l'intelligenza umana non 
implica necessariamente che si debba avere un corpo umano. Ai sapienti importa solo 
l'intelligenza,  poco essi si curano dell'apparenza,
mentre al contrario gli uomini del volgo badano solo all'aspetto esteriore e non si danno 
pensiero dell'intelligenza".
(Lìeh Tze - mitico autore  e saggio cinese).


Il rapporto fra uomo ed animali è andato nel corso di questo ultimo secolo deteriorando 
sino al punto che  essi, un tempo simboli di vita,  totem, archetipi e divinità, sono 
relegati nelle riserve o negli zoo ed utilizzati come cavie o produttori di carne da 
macello, come fossero "oggetti" e non
esseri viventi dotati di intelligenza, sensibilità e coscienza di sé.  Anche se etologi 
famosi, come ad esempio K. Lorenz e tanti altri, hanno raccontato le similitudini 
comportamentali e le affinità elettive che uniscono l'uomo
agli animali, il metodo utilitaristico, che per altro si applica anche nella società 
umana verso i più deboli ed i reietti, ha preso il sopravvento.   Pare... ma non è detto 
che al momento opportuno si risvegli nella coscienza umana la
consapevolezza della comune appartenenza alla vita.

Ma oggi vorrei solo toccare alcuni aspetti dell'incongruenza nel rapporto umano con gli 
animali. Da una parte vi sono quelli cosiddetti "da compagnia" -e cioè i cani e gatti- 
che godono di una relativa protezione ed anzi contribuiscono assieme all'uomo allo 
sfruttamento delle altre specie  -in
chiave alimentare,  sotto forma di allevamenti intensivi da carne- e poi vi sono gli 
"ultimi selvatici"  quelli che apparentemente vivono in libertà ma è solo una finzione 
costruita per favorire l'uso della caccia.

A questo punto inserisco  una notizia  di cronaca  relativa alla recente decisione (fine 
agosto 2008) dell'assessorato caccia e pesca della Provincia di Viterbo di abbattere un 
certo numero di caprioli dichiarati "in  eccesso".

Questo fatto ha causato un polverone mediatico e politico ma lì per lì non  ho voluto 
esprimere alcun parere in proposito per due motivi, il primo è che già si erano 
mobilitate  le controparti del gioco, ovvero le associazioni venatorie da una parte e  le 
associazioni animaliste  dall'altra, e non mi
sembrava opportuno aggiungere la mia voce al coro più che acuto ed isterico, la seconda 
ragione è che volevo capire bene le motivazioni che spingevano l'assessorato a consentire 
l'abbattimento.

La verità è che  i caprioli sono stati "immessi" sul territorio ai soli fini della 
caccia, e non per abbellimento della natura o per il loro stesso bene, essi  non  sono    
dissimili dalle capre allevate dall'uomo. 

Conosco per esperienza  i danni all'ambiente che può causare l'eccesso di questi animali 
(basti pensare ai deserti del medio oriente causati dal continuativo allevamento di capre 
ed altri armenti).  Ma non potevo a caldo fare un discorso ragionevole con tanti 
scalmanati a parlare. In verità
bisogna stare molto attenti al numero di ungulati  che  pascolano in un territorio, 
questo non solo nel caso di greggi difese dall'uomo, ma anche per gli pseudo selvatici 
-cervidi vari- che vi vengono immessi, queste bestie ai giorni nostri  non sono  soggette 
alla falcidiatura naturale
causata dai predatori. Qui in Italia il lupo è praticamente estinto e nei boschi i 
caprioli od i cervi  non hanno  nemici naturali che limitino la loro prolificazione. 
Insomma bisogna capire le "ragioni" di queste immissioni.... che certo non avvengono per 
amore delle bestie anzi... vi è la certezza che siano  operazioni di ripopolamento legate 
all'esercizio della
caccia.  La stessa cosa è avvenuta con i grossi cinghiali dell'est europeo che,  come 
sappiamo, sono stati liberati sul territorio del centro Italia proprio per la loro 
prolificità e stazza, con il risultato che hanno soppiantato i cinghialetti italici a 
solo vantaggio dei cacciatori (in
quanto gli agricoltori non son per nulla felici delle loro disastrose incursioni che  
procurano anche un danno all'erario per via dei rimborsi dovuti ai contadini). La storia 
dei caprioli  è la stessa, un ripopolamento voluto dagli assessorati alla caccia di varie 
province  e non solo a Viterbo ma in tutta Italia. Lo stesso avviene ogni anno con lepri 
e  fagiani e simili, che massimamente vengono importati da allevamenti della Slovenia e 
viciniori a prezzi stratosferici. Questi animali "liberati"  servono solo
alla categoria dei cacciatori  -tra l'altro- anch'essi ben salassati da imposte e tasse 
varie.

Quindi la caccia è tutto un bussines basato sulla morte e sulla speculazione ed è anche 
causa -per inciso- di  altre speculazioni da parte di associazioni che fanno da 
contro-canto  ponendosi contro la caccia e ricevendo anch'esse prebende e fondi pubblici. 
Potete allora vedere  che questo gioco delle parti danneggia tutti i cittadini  e la 
natura stessa che è continuamente manipolata pro e contro questo e quello. Insomma un 
pretesto affaristico in una società che non considera  l'animale diversamente da un 
plusvalore qualsiasi.

Io personalmente sono vegetariano ma sono pure ecologista e quindi per quanto mi riguarda 
non sono affatto favorevole all'immissione di nuove specie in natura, soprattutto 
trattandosi di specie che possono danneggiarla, come  è già avvenuto con i cinghiali,  ed 
è per questo che ritengo che la caccia andrebbe completamente vietata in Italia  per il
semplice fatto  che  è un esercizio "vizioso"  inutile e dannoso in assoluto.  Giacché  
la caccia non è   un'attività libera e naturale ma una specie di gioco di ripopolamento 
ed uccisione, un divertimento  sadico e crudele.

"Non so qual'è il confine fra l'uomo e gli animali, quali sono i loro reciproci diritti e 
doveri, qual'è il punto d'incontro della sopravvivenza reciproca, senza causare 
sconvolgimenti ecologici, non so nulla di questo, mi limito io stesso a sopravvivere, a 
volte combatto a volte recedo, non mi pongo modelli, sono anch'io un animale che ha 
bisogno della natura, sono una espressione della natura".

Paolo D'Arpini
www.circolovegetarianocalcata.it

Grazie per aver letto sin qui!