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Re: [ecologia] Soru: «Centrali nucleari?A casa di Scajola»



NON CONDIVIDO SOLO PERCHE' ABITO A QUALCHE VALLATA DAL NATIO PAESE DI SCAJOLA...
Giuliano

Il giorno 25 gennaio 2009 19.21, noscorietrisaia at libero.it <noscorietrisaia at libero.it> ha scritto:
SFIDA PER LA PRESIDENZA VERSO LE ELEZIONI REGIONALI
Soru: «Centrali nucleari?
A casa di Scajola»
Pier Giorgio Pinna
In tremila a Nuoro per il leader del centrosinistra
Nuove accuse a Berlusconi  NUORO. Soru vuole moderare la tirannia del barone
Berlusconi. E non solo. A 24 ore dal comizio del premier all'Eliseo, saltato il
secondo confronto a distanza dopo la partenza del presidente del consiglio, l'
ex governatore accusa uno dei ministri: «Per Scajola la Sardegna va benissimo
per una centrale nucleare? Se la faccia a casa sua», ha detto suscitando
applausi quasi senza fine.
«Noi preferiamo le fonti rinnovabili», ha proseguito. Di fronte a lui più di
tremila persone. Secondo osservatori neutrali, grosso modo un pubblico pari a
quello che l'altra sera è venuto qui per sostenere Berlusconi, Cappellacci e la
coalizione di centrodestra. «La Regione ha altri obiettivi - ha comunque
incalzato Soru tornando sulle questioni energetiche - Vogliamo produrre
autonomamente il 40% del nostro fabbisogno entro il 2013». E riguardo al
gasdotto Algeria-Sardegna-Toscana, su cui è stato annunciato dal premier un
intervento risolutore del governo, ha ricordato: l'accordo «è già stato fatto
da Prodi, con tanto di firme dei contratti in un vertice internazionale ad
Alghero: tra breve lavori per 400 milioni vedranno in campo decine d'imprese
isolane nella realizzazione delle condotte tra il sud e il nord della nostra
regione». «In realta, non vogliamo niente da lui: a noi basta che nell'isola
non tocchi nulla e lasci le cose come stanno», ha puntualizzato.
 A richiamare la necessità di contenere la tirannia dei barones era stata in
un canto d'apertura la candidata-artista Elena Ledda, a lungo accompagnata da
centinaia di persone che hanno scandito i passaggi più belli del brano battendo
le mani a ritmo di musica. E su questo stesso concetto il candidato del
centrosinistra è più volte ritornato indirettamente. Intanto avvertendo che
occorre una partecipazione popolare, una grande discussione, in modo che la
scelta dell'elettore sia fatta in modo maturo. Poi rilevando come quella in
corso sia «una strana campagna elettorale». Dove il suo rivale Cappellacci, che
continua a non nominare mai, appare messo in ombra dalla sovraesposizione
mediatica del premier. «È davvero triste - ha aggiunto - che di questo
candidato non si conoscano neanche i programmi». «Ho visto Berlusconi stanotte
su Sky durante il suo intervento proprio qui all'Eliseo sabato: ha detto che
collaborerà solo se vincerà il centrodestra, mentre io ho collaborato con
qualsiasi sindaco», ha precisato. Dopo aver ribadito che per la Sardegna «non c'
è bisogno del Piano Marshall», come già aveva fatto l'altro ieri a Tortolì»,
Soru ha rammentato: «Il governo chiude le scuole, invece noi diamo l'università
a tutti». E ha infine confermato l'impegno su sanità e ambiente. «È
indispensabile proteggere le coste e allo stesso tempo rivalutare i piccoli
centri che stanno a pochi chilometri dal mare», ha chiarito.
 Come sempre negli ultimi interventi pubblici, Soru si è voluto soffermare
sui punti qulificanti del lavoro svolto alla Regione negli ultimi anni. Auto di
servizio ridotte da 750 a 40. Enti, comunità montane e consorzi industriali da
73 a 34. Spese per consulenze contratte del 70%, per personale e gestione del
21%. Ha parlato, anche riferendosi al Nuorese e alle zone interne, del
raddoppio degli investimenti in tecnologie e strutture mediche, dei nuovi
ospedali, di un risanamento nel settore della sanità che ha evitato l'
imposizione di nuove tasse, delle politiche sociali a sostegno delle famiglie,
delle coppie in attesa di figli, dei giovani, dei disabili. Spesso interrotto
da grida d'incitamento e da cori che ritmavano il suo cognome («Soru! Soru!
Soru!»), ha in ultima analisi sottolineato come proprio per tutti questi motivi
non si devono «consegnare le chiavi della Sardegna a Berlusconi».
«Come possiamo fidarci proprio noi di una persona che di fronte alla più
grave crisi economica mondiale degli ultimi 80 anni non trova di meglio che
dirci: sorridete e consumate, consumate e sorridete? - ha soggiunto - È come se
il comandante del Titanic ai suoi passeggeri avesse suggerito: ballate,
ballate, continuate pure a le danze, così la nave non affonderà». E prima di
lasciare l'Eliseo, mentre una folla in festa lo ha osannato come una rockstar
sino all'esterno del teatro e mentre Elena Ledda intonava «Nanneddu meu», Soru
ha rammentato: «Noi ci battiamo per una società sarda della conoscenza più
forte, più ricca, più competitiva: al momento del voto battiamoci tutti insieme
per proseguire il rinnovamento della Sardegna».(19 gennaio 2009)Torna
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