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"Ardena,Calcata,Viterbo,Sposetti,Fioroni....." - Comunicazione Aperta -



Oggi mentre tornavo a casetta, reduce dai giardinetti del paese nuovo dove ero andato a 
giocare assieme al nipotino Sava, ho incontrato sulla porta della sua abitazione di via 
Cadorna l'amico Fabietto,  appena mi ha visto ha detto: "Aspetta, aspetta che debbo darti 
una cosa favolosa.. favolosa...". Se ne è entrato in casa e dopo un po' ne è uscito con 
una foto e me l'ha  messa in mano dicendo:  “L’ha scattata mia madre,  Mimma, tanti anni 
fa..”.

Ero io,  ritratto una dozzina di anni fa nella vecchia sede del Circolo, con fiori 
attorno e maglioni colorati addosso. L'aspetto personale  non mi sembrava però molto 
fresco infatti ho commentato: "Ah la vecchia sede, ma qui sembro quasi  più vecchio di 
adesso... ma son contento di questo ricordo, grazie!". Così con la foto in mano  ho 
proseguito verso la mia casupola.  Prima di scendere da via del Fontanile, ho visto 
davanti alla vecchia sede del Circolo, in piazza Roma, un ammasso di vecchi mobili e 
tavole di legno a fianco del cancello, lì dappresso c'erano Filippo ed Ettore (qualcuno 
forse li ricorda sono quei due amici gay che abitavano a Nepi e che volevano sposarsi in 
chiesa una dozzina di anni fa,  da alcuni anni si sono anch'essi trasferiti a Calcata), 
stavano rovistando cercando tavole per fare mensole -mi hanno detto- ed allora mi sono 
avvicinato anch'io ed ho prelevato due pezzi di sottomisura per aggiustare la porta della 
Stanzetta del Pastore che sul fondo si è fracicata. Così tra un convenevole e l'altro ho 
mostrato a Filippo la foto dicendo "guarda come sembravo vecchio quando stavo ancora qui 
con il Circolo..".

Poi ritornato a casa mi son chiesto: "come mai ho continuato ad insistere sul fatto che 
sembro più vecchio in questa foto?  Ci sarà una ragione  psicologica..". Allora ho 
cercato  alcune notizie sugli anni nei quali più o meno la foto è stata scattato, sarà 
stato il 1997 (forse il 1996) ed ho scoperto varie cosette interessanti su quel periodo. 
Alcune notizie le inserisco sotto, come sono riprese da alcuni giornali,  ci sono poi dei 
ricordi che mi sono affiorati alla mente, un po' anche perché collegati a qualcosa che 
sta avvenendo in questi giorni per la vicenda della defenestrazione dell'assessore alla 
cultura della Provincia, Renzo Trappolini. Pare che un certo Regino Braghetti, ex 
mastelliano ora Rosa Bianca, ha chiesto la testa di Trappolini d'accordo con Sposetti 
(l'ex uomo forte e tesoriere del PDS ora nel PD). Sposetti sponsorizza la candidatura di 
Braghetti a sindaco di Tuscania, contro il parere della sezione PD di Tuscania. Mi sono 
così ricordato di come conobbi questo Sposetti, un grande e capace intrallazzatore 
politico, avvenne proprio in quegli anni (quelli della foto per intenderci) o forse poco 
prima. 

A quel tempo in Provincia c’era Ugo Nardini, ma comandava dietro lo quinte lo stesso 
Sposetti. Io facevo parte dei Verdi ed in seguito alla vittoria di Nardini, alla quale 
avevamo contribuito, era stato nominato un nostro membro come assessore all’ambiente,  
Henrici si chiamava. Un giorno chiedemmo ad Henrici di fare il punto sulla situazione e  
sulle proposte da portare avanti in Provincia, soprattutto in ambito  della cultura, dei 
rifiuti, dell’ambiente, etc. Così una nostra delegazione, composta dal sottoscritto, da 
Enzo Robutti, da Augusta Svalduz e non ricordo più chi, si recò all’assessorato e lì ci 
mettemmo attorno ad un tavolo assieme ad  Henrici per discutere le istanze… Non potete 
capire la nostra meraviglia (soprattutto la mia)  quando Henrici disse che alla riunione  
c’era anche Sposetti… e ce lo presentò lì per lì.  Restammo con un palmo di naso,  certo 
Sposetti era un uomo importante, deputato ed  amico di D’Alema,  ma che c’entrava con noi 
Verdi? Non era nemmeno un ambientalista dell’ARCI, insomma che voleva? Io comunque non mi 
persi d’animo ed iniziai a parlare proponendo ciò che ritenevo giusto.. dopo un po’ che 
era stato a sentire Sposetti, sbuffando, iniziò un ricco perborino a commento, bocciando 
tutto e dicendo che l’unica cultura che si poteva fare a Viterbo era attraverso 
l’Università della Tuscia (e perciò che non rompessimo oltre..). Guardammo stupiti 
Hermanin ma lui imbarazzato si stropicciava le mani come dire…”Che posso farci… qui 
comanda lui, mica io…!”.

Sposetti, Sposetti… ora non è più tanto potente essendo stato superato in “potenza” da un 
altro big della politica intrallazzosa  viterbese,   l’ex  sbardelliano di ferro Giuseppe 
Fioroni. Ma di lui non voglio parlare, anzi smetto proprio di parlare di queste cose… se 
no  la mia faccia in fotografia mi sembrerà ancora più vecchia e stanca….
Passo alla cronaca di quegli anni, con una notizia bella ed una brutta, prima la bella:   
   

…………..


La Rete Bioregionale Italiana,   nata  ad Acquapendente (Viterbo) nella primavera del 
1996, è un insieme di gruppi, associazioni, comunità e singole persone che condividono 
l’idea bioregionale e in prima persona, nel proprio luogo, si danno da fare per 
praticarla. 
La Rete è un "terreno comune" per condividere idee, informazioni, esperienze, progetti ma 
anche emozioni, al fine di sviluppare forme e pratiche - culturali, sociali, spirituali, 
politiche ed economiche - appropriate di vita in armonia con il proprio luogo, la propria 
bioregione, le altre bioregioni e l’intera terra.  
La Rete è ispirata dal concetto di bioregione, aree omogenee definite 
dall’interconnessione dei sistemi naturali e dai viventi che le abitano. Una bioregione è 
un insieme di relazioni in cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della 
più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.  

………….       

Tratto dal Corriere della Sera: 6 marzo 1997

Acceso botta e risposta ieri a Roma tra il regista e gli abitanti del borgo "defraudati" 
del nome Barbareschi - Calcata, lite al cinema ROMA - A qualcuno il film e' persino 
piaciuto. Ma quel manifesto, con il loro borgo arroccato sullo sperone di tufo, li ha 
punti sul vivo. Colpa del titolo, "Ardena", che l'ispirazione ha suggerito al regista 
Luca Barbareschi. Ma che, ai loro occhi, è un peccato di lesa maestà cittadina. "Ardena? 
Ma perché Ardena, se questa è Calcata?", si domandava ancora stupito  uno dei 50 
calcatesi  che ieri, alle 19, si sono dati appuntamento al cinema Barberini per 
protestare contro Luca Barbareschi. La sua colpa? Avere girato il film nel cuore di 
Calcata, borghetto medievale del Viterbese a 47 km da Roma, e averlo poi intitolato 
"Ardena". Davanti al cinema si è presentato anche Barbareschi, baldanzoso e 
irrefrenabile. "Ma cosa vogliono questi? Sono pazzi. Dovrebbero farmi un monumento perché 
sono l'unico regista al mondo che ha girato un film a Calcata e invece protestano", 
diceva mentre i dimostranti attaccavano un cartello con scritto "Calcata is not for 
sale". "Ecco, questi sarebbero gli intellettuali, questa sarebbe la cultura di sinistra. 
Se il mio film non gli sta bene, che si facciano fare un documentario bulgaro. L'arte e' 
anche finzione, dovrebbero saperlo. Ardena è un luogo della mia memoria, per me esiste. 
Oltretutto nei titoli di coda ho inserito un bel ringraziamento a Calcata"…..  Ignari di 
ciò, i calcatesi lo incalzavano, miti ma testardi come i 200 asinelli che sono il mezzo 
di trasporto per le strette viuzze del paese. "Noi vogliamo che Calcata sia riconosciuta. 
Nessuno avrebbe scritto "Torre di Pisa" sopra al Colosseo. Questa non e' arte, è  
distorsione della realtà", hanno affermato Paolo D’Arpini, del Circolo vegetariano, e 
l'assessore Maurizio Soria. Dopo lunga discussione, tra un "non capite niente, fatevi 
meno canne" e un "lei e' un villano", nessuno ha convinto nessuno. Barbareschi e' tornato 
a casa. I manifestanti so¿(Nota del Redattore: “Ricordo che dopo la visione del film,  
appena di ritorno a Calcata, vomitai…”).

Grazie per aver letto sin qui….
Vostro affezionato Paolo D’Arpini
www.circolovegetarianocalcata.it