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PROPOSTA ENI E UN LIBRO PER EVITARE LE ECCESSIVE OSCILLAZIONI DEI PREZZI PETROLIFERI.



maggio 26, 2009 - martedì 

Categoria: Notizie e politica
PROPOSTA ENI E LIBRO SU PREZZI PETROLIFERI TROPPO OSCILLANTI.

Al G8 energia che si e' tenuto a Roma domenica e lunedi' passati, l'Eni ha proposto con un documento la nascita di una agenzia globale dell' energia che riunisca paesi produttori e paesi consumatori.Scopo della agenzia, stabilizzare maggiormente il prezzo del greggio.
Come argomento a favore di questa proposta vengono portati due dati: il calo di investimenti del 21% nella ricerca di nuovi giacimenti mentre il consumo di energia elettrica mondiale diminuisce del 3,5%.
In effetti l' eccessiva oscillazione dei prezzi petroliferi  e' un problema quanto i prezzi elevati perche'questo rende piu' difficile la programmazione delle attivita' nel settore. Invece l' argomento che i bassi prezzi scoraggiano gli investimenti nelle ricerche di nuove risorse e' piu' debole. Innanzi tutto, in passato, nonostante i prezzi bassi del petrolio si sono scoperti comunque molti nuovi giacimenti, ma il vero problema e' che ora le ricerche sono molto piu' costose perche' i giacimenti piu' facili da individuare sono tutti ormai in produzione e trovare nuovi siti e' molto piu' difficile e quindi costoso.
Nell' ottobre scorso e' uscito un libro edito da Fazzi, Senza petrolio di Richard Heinberg,sottotitolo "protocollo per evitare le guerre, il terrorismo e il collasso economico" che tratta tutte queste tematiche. Riporto uno stralcio della presentazione.
"....Heinberg in Senza Petrolio propone un protocollo concreto (basato sugli studi del geologo inglese Colin J. Campbell) per la riduzione della produzione, dell' importazione e dell' utilizzo degli idrocarburi...
...una programmazione a lungo termine, fondata su manovre di stabilizzazione dei prezzi e sulla cooperazione pacifica, che agevolera' il passaggio ad altre fonti energetiche."
Merito di Heinberg e' quindi di aver coniugato la necessita' di prezzi piu' stabili con l' attenzione al declino imminente della produzione petrolifera, cosa che l' Eni, per il momento, nega, insieme a tutti i paesi produttori e consumatori.