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indigeni peruviani ed indigeni italiani





Tutti siamo oltremodo tristi nell'apprendere notizie come questa:


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Venerdì 5 giugno 2009, un contingente della polizia militare pesantemente
armato e accompagnato da personale specializzato delle Forze Armate, ha
aperto il fuoco contro un migliaio di indigeni che protestavano a Bagua, nel
nord-est del Perù, chiedendo l'abrogazione di una serie di leggi promosse
dal governo per privarli delle loro terre a beneficio delle multinazionali
che cercano di appropriarsi dell'Amazzonia ...

L'IAI International Alliance of Inhabitants <newsletter at habitants.org> allerta sulla 
crisi umanitaria dei popoli dell'Amazzonia del Perú ...

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Siamo tristi ed arrabbiati. Come potrebbe essere altrimenti? Ma in quanti siamo, invece, 
a rivendicare il diritto di ognuno di vivere e lavorare sulla nostra terra, qui in 
Italia? Quanti sono i "progressisti" italiani che sostengono la giusta rivendicazione di 
questo sacro diritto di cui noi esseri umani siamo stati vergognosamente privati da uno 
statalismo ambientalista in combutta con un ambientalismo statalista?


La prossima lotta qui nel nostro Paese, sulla nostra terra, non sarà di classe, tra 
categorie che di fatto in gran parte non esistono più poiché opportunità di cambiare vita 
oramai ce ne sono a volontà per ognuno, bensì tra UOMINI e DONNE LIBERE e STATALISTI! Tra 
oppressi ed oppressori. Tra persone che vivono in un quotidiano genuino contatto con una 
realtà sempre mutevole e statali che dal chiuso dei loro uffici vogliono farci prendere 
la contorta forma della loro fracica mente immobile ed immobilista.

Questa brutta gente viene a parlare a noi, persone per bene, di piani urbanistici, di 
piani paesaggistici. Ma se non vi siete mai degnati di considerare il dato primario che 
qualifica il rapporto tra umani e territorio, precisamente tra il numero dei primi e 
l'area del secondo, come vi permettete di legiferare e decidere della nostra vita?

Noi cittadini vi avevamo dato fiducia, ci aspettavamo che ci informaste di TUTTO quanto 
necessario ad una buona interazione umana con l'ambiente e voi che avete fatto? ZITTI, 
OMERTOSI, avete perso tempo dietro a mille fesserie e ci avete nascosto l'esistenza della 
QUESTIONE DEMOGRAFICA, per ben quarant'anni. Ed ora pretendete di salvare il paesaggio? 
Ma se non siete buoni nemmeno come concime! D'ora in poi il paesaggio, il territorio e 
qualsiasi altra cosa ce la gestiremo da soli, noi semplici esseri umani, senza statali e 
professionisti sfruttagente, specialisti ignoranti e truffatori.


Libertà dagli statali, libertà da tutti gli statalismi, a cominciare da quello 
ambientalista!

Ecco perché la gente, i cittadini qualsiasi, le persone semplici qui da noi scappano da 
certi schieramenti politici: perché questi ultimi per primi li hanno, ci hanno traditi e 
ci tradiscono.


LIBERTA' è la prima cosa, è il primo valore su tutti! e la riavremo immediatamente 
cacciando ogni STATALE dal "posto fisso" che indebitamente s'è accaparrato e 
redistribuendolo periodicamente a TUTTA la popolazione.

Questo è progresso, questa è democrazia, questa è gestione collettiva del bene comune, 
altro che chiacchiere di partito o di associazione!


Danilo D'Antonio, aborigeno, autoctono, indigeno abruzzese



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http://questione-demografica.hyperlinker.org