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"CHI LAVORA PER NOI, SENZA DI NOI, LAVORA CONTRO DI NOI"






Su uno dei numerosi comunicati in favore dell'acqua pubblica circolato su 
sovranitalimentare at yahoogroups.com leggo la seguente frase di Gandhi:


"CHI LAVORA PER NOI, SENZA DI NOI, LAVORA CONTRO DI NOI"

Questo mirabile concetto, con estrema precisione, ci rivela in effetti il perché l'acqua 
sia stata privatizzata e perché da molti anni assistiamo ad una deriva generalizzata di 
importanti attività economiche, che dovrebbero rimanere nel settore pubblico, verso il 
settore privato.


"CHI LAVORA PER NOI, SENZA DI NOI, LAVORA CONTRO DI NOI"

Gli statali: ecco chi lavora per noi, senza di noi, e quindi non può che lavorare contro 
di noi cittadini.


Ed ecco il perché crudo e nudo di tante privatizzazioni compresa l'acqua:

http://www.hyperlinker.com/change/di_chi_siam_figli.htm

I fatti segnalati al link riportato non sono che la cima di un immenso iceberg di 
corruzione e malaffare in una povera Funzione Pubblica accaparrata a vita dagli statali. 
Ecco perché le attività economiche fuggono verso il settore privato: perché il settore 
pubblico non è adatto, con la sua autoritaria e statica impostazione ottocentesca, che 
assegna i suoi ruoli e fidelizza i suoi affiliati a vita, a gestire le attività del Bene 
Comune.


I ruoli della Funzione Pubblica, così come le cariche di Governo, dovevano essere 
periodicamente restituite al POPOLO fin da quando scomparve la monarchia e sopraggiunse 
la Repubblica. GLi statali hanno mantenuto il sacro Bene Comune della Funzione Pubblica 
nelle loro mani in modo del tutto antidemocratico e l'hanno potuto fare solo per il 
TOTALE MONOPOLIO che essi ancora oggi indebitamente esercitano su ogni aspetto del vivere 
comune.


Come si può dunque impostare una campagna
di ritorno della gestione dell'acqua nel settore pubblico
senza denunciare ciò che ha causato
la sua fuga verso il privato?


Come si può reclamare il diritto alla gestione dell'acqua senza specificare chiaramente 
che la FUNZIONE PUBBLICA è il primo tra i BENI COMUNI perché gestisce tutti gli altri? 
Come si può non dire chiaramente che i cittadini hanno il sacro diritto di partecipare 
non da esterni bensì da interni, direttamente, in prima persona, concretamente, 
materialmente, purché competenti e disponibili, VENENDONE PURE RETRIBUITI, alla gestione 
dell'acqua e di ogni altro bene e servizio pubblico?


L'acqua va tolta dalle rapaci mani dei privati. Senza alcun dubbio.

Ma guai a farla finire ancora una volta in mano agli statali.

Non ridiamo potere agli AUTORITARI STATALI.

Non ci diamo la zappa sopra i piedi da soli!

Abbandonando di nuovo l'acqua in mano a coloro che sono ancora oggi, come cento anni fa, 
chiamati a giurare fedeltà al sistema imperante, non ci aspettiamo che poi sarà più 
facile costruire quel Nuovo Mondo che tanto diciamo di volere.


Ed a questo punto chiedo: ma perché deve essere un qualsiasi solingo CITTADINO, come il 
sottoscritto, a dire queste cose?

Possibile che tra i tanti PROFESSIONISTI della POLITICA, pure strapagati, come ben si sa, 
tra i tanti VIRTUOSI AMMINISTRATORI, tra le tante stelline dello spettacolo progressista, 
tra tutti i MEMBRI delle innumerevoli ASSOCIAZIONI che si sono organizzate a difesa della 
gestione dell'acqua, possibile che tra tutte queste migliaia e migliaia di persone con 
grandi esperienze non ve ne sia stata una che abbia avvertito:


------- L'ACQUA STATALE NON È PUBBLICA ---------
http://www.hyperlinker.com/ars/acqua_statale.htm


Questa è cosa che si deve chiarire e risolvere.

Gli innumerevoli statali che pretendono di essere progressisti e per questo partecipano 
alle attività del Movimento, facendone però scadere fortemente verso il basso il pensiero 
e le iniziative, devono scegliere, devono infine decidere: se giurare fedeltà ad un 
potere corrotto od al POPOLO, ai cittadini. Se tenersi stretto il posto fisso o 
dichiararsi pubblicamente favorevoli ad un:

http://equo-impiego-pubblico-a-rotazione.hyperlinker.org


Basta con le iniziative parziali, che ci fanno avanzare di un passo ed indietreggiare di 
due. Questa POLITICA STENTATA ha fatto perdere la fiducia ad un intero mondo che soffre 
ormai quasi senza speranza. Basta dirigersi verso obiettivi secondari senza mai 
affrontare le mostruosità del sistema!


L'acqua non va data nè ai privati nè agli statali.

L'acqua sia data finalmente ai CITTADINI.


Sarebbe ora si gradisse precisare tutto questo.

I CITTADINI si aspettano, e meritano, che si faccia la COSA GIUSTA, non solo quello che 
fa comodo o piace.


E la cosa giusta da fare è quella di far FLUIRE le persone all'interno delle pubbliche 
strutture, proprio come l'ACQUA, che fluendo nutre e purifica costantemente tutto ciò che 
incontra.



Danilo D'Antonio

Laboratorio (artigiano di idee) Eudemonia
Monti della Laga - Appennino Centrale

tel. 339 5014947



Art. 1: "La sovranità appartiene al popolo"