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re:Nucleare: dalla sconfitta un monito.Una proposta...



Non so se e quando le diverse aggregazioni che si muovono in Italia contro il nucleare, il carbone, i rigassificatori troveranno dei momenti e modi di muoversi insieme. Sicuramente l' insieme di queste aggregazioni,separate tra loro, sono anche totalmente estranee al settore produttivo che lavora con le energie rinnovabili che gia' da lavoro a numerose persone e muove molti soldi. Nei giorni 5-6-7 maggio a Verona si terra' il Solarexpo,il principale momento nazionale del settore dell' energie solari,sia termiche sia fotovoltaiche.Ci saranno anche seminari e convegni vari, tra l' altro anche il Kyotoclub terra' a Verona in quei giorni la sua assemblea.Lancio quindi questa proposta, perche' non facciamo un incontro in quei giorni a Verona dove varie esperienze si scambiano informazioni, costruiscono relazioni e nello stesso tempo ricordano che la green economy non e' soltanto un settore promettente economicamente ?Ovviamente l' incontro dovrebbe essere indipendente dal Solarexpo e per i tempi strettissimi e mancanza di relazioni presistenti tra le diverse realta' un po' improvvisato e non troppo ambizioso. Pero' nel contesto di quei giorni potrebbe avere un impatto visibile e utile. Lancio questa idea senza nominare chi vive nel Veneto e potrebbe dare un minimo supporto logistico, se a qualcuno la' al Nord l' idea piace......

 

 

Fw: [ambiente_liguria] dalla sconfitta un monito



Non possiamo stare a guardare...ancora...servono con urgenza gli stati generali dell'antinuclearismo in Italia......organizziamo un grande evento per settembre-ottobre,chiamando a raccolta tutti per sottoscrivere ed interpretare una nuova stagione,tutti uniti contro la piu grande stronzata mangiarisorse e inutile come il al nucleare.Uniamo tutte le forze.Organizzaimo NNDAY (no nuke day) magari insieme al tema dell'acqua pubblica.
Rispondiamo a questo messaggio.
Marzia
 

 


una sconfitta del movimento antinucleare che serva da monito

Il Tar del Piemonte dà ragione a Governo/Sogin, legalizza la finta disattivazione dell'impianto e autorizza il deposito nucleare a Bosco Marengo (Alessandria). La sentenza del Tar scandalizza, è sbagliata e sul piano giuridico merita il ricorso al Consiglio di Stato (ma non abbiamo i soldi). Merita anche una riflessione nel movimento antinuclearista italiano. Per il quale si tratta di una nefasta sconfitta che crea un precedente valido per tutti gli ex siti nucleari: da oggi destinati ad essere depositi di se stessi. Dunque via libera al rilancio del piano nucleare del governo non vincolato, grazie al Tar, a risolvere il problema principale: quello delle scorie in un deposito sicuro per millenni. Di questa sua vittoria, il governo deve ringraziare non solo il Tar ma anche la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria e il Comune di Bosco Marengo che l'hanno spalleggiato con l'assenso e perfino con avvocati al Tar e, prima ancora, al tiramolla del Consiglio di Stato. I cittadini possono ringraziare i Bresso, Filippi, Cavallera, Lamborizio, dunque centrosinistra e centrodestra, che hanno scientemente rinviato sine die la bonifica del territorio, che hanno condannato le future generazioni ad un deposito nucleare "provvisorio" "a tempo indeterminato", cioè definitivo bersaglio di incidenti, attentati, aerei, terremoti, meteoriti ecc.
La sentenza merita una riflessione del movimento antinuclearista che ha sottovalutato il ricorso per Bosco Marengo. Non si è potuto e non si potrà vincere la battaglia contro il nucleare affidandosi a strumenti legali piuttosto che a grandi mobilitazioni di popolo. Per Bosco Marengo, Davide ha sfidato Golia sul piano dei ricorsi amministrativi, e anche con esposti penali, come era giusto e doveroso tentare e grazie ad una fantastica sottoscrizione popolare (in particolare, un grazie a Beppe Grillo), ma la sconfitta era ancor prima già avvenuta sul campo: con la scomparsa degli attivisti di Bosco Marengo e del movimento dei comitati della Fraschetta che anni prima con una mobilitazione meravigliosa avevano bloccato Fabbricazioni Nucleari (Sogin) e i politici. Questa sentenza serva da monito al movimento antinuclearista in Italia, che sta marciando sparpagliato, senza coordinamento e strumentazioni, con sponde politiche deboli, pericolosamente impreparato ad affrontare lo scontro referendario

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