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I Sem Terra ed i pirla delle Associazioni






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I Sem Terra ed i pirla delle Associazioni
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Il "Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra" in Brasile auspica una riforma agraria 
e difende le piccole realtà contadine dalle grandi concentrazioni terriere e dai 
megaprogetti nonché da una generale emarginazione sociale ed impotenza politica. 
Continuando così le cose è probabile che questo Movimento sia destinato a raccogliere 
presto adesioni e simpatie in tutto il mondo. Perché in questo momento in tutto il mondo 
gli ambientalisti stanno rafforzando le misure affinché venga impedito agli esseri umani 
di vivere sulla terra.

Partendo da una più che giusta necessità di fermare l'eccessivo uso del territorio, gli 
ambientalisti insieme alle innumerevoli associazioni parapolitiche, spuntate abbondanti 
come funghi porconi dopo la crisi dei partiti, sono però incapaci sia di informare le 
popolazioni dell'origine demografica di quell'iper-economia che sta distruggendo il mondo 
sia di distinguere il massiccio attacco alla natura attuato da enti ed imprese dal ben 
più mite, anzi quasi sempre proprio amorevole e delicato, insediamento di esseri umani 
sul territorio.


Pensate: sulla Terra stiamo arrivando ad essere sette miliardi. E qualche altro miliardo 
di umani sta per spuntar fuori. Ora voi che fareste? Di fronte ad una simile situazione, 
di fronte alle enormi difficoltà che tanti e sempre più nostri conTerranei incontreranno 
per sistemarsi da qualche parte a vivere, voi generosamente, nobilmente, premurosamente 
non direste loro: "prego, accomodatevi, è un piacere avervi vicino e vedervi felici"? 
Oppure chiudereste loro le porte, sbattendogliele pure in faccia, come da tempo fanno gli 
ambientalisti?

Già da tempo la terra della povera gente delle nostre campagne e montagne è stata 
semi-espropriata da Parchi e Riserve, usando pure una particolare perfidia: è stata 
lasciata loro una proprietà fittizia che li costringe a pagare le tasse su terre di cui 
non possono disporre che marginalmente. Figuratevi che se dei ragazzi vogliono montare 
una tenda per un campeggio su queste terre non devono chiedere il permesso ai legittimi 
proprietari ma a quegli statali armati di pistoloni che vi girano sopra coi jeepponi!


Oltre a ciò agli esseri umani è stato imposto una generale proibizione di vivere sulla 
terra a meno che dispongano di una Partita Iva! Sarebbe a dire che se si intende 
commercializzare la terra ci si può vivere, se la si vuole amare e viverci insieme senza 
sfruttarla no. Si tratta di un vero e proprio crimine contro l'umanità. Questa non viene 
solo impoverita ma letteralmente ridotta in schiavitù poiché senza uno spazio proprio la 
persona non può che dipendere dai soliti ricchi e potenti. Date un'occhiata a questa 
fresca ed olezzante notizia:

>http://www.repubblica.it/economia/2010/07/11/news/silenzio-assenso_per_chi_vuole_costruire_azzerate_le_autorizzazioni_ambientali-5508437/
> 

>ROMA - Costruire, mai stato così facile. Da oggi non occorre più alcun
>permesso. Basta una banale segnalazione di inizio attività, certificata da
>un "tecnico abilitato", la Scia, e il gioco è fatto. Unico requisito:
>essere un'impresa.

Unico requisito: essere un'impresa. Capito, gente? L'essere umano oggi non conta nulla. I 
suoi nemici, coloro i quali vogliono asservirlo, impoverirlo ed imprigionarlo, gettandolo 
nelle mani di speculatori ed imprenditori, di industrie e catene di montaggio, 
rinchiudendolo in ghetti urbani sempre più grandi, non sono però solo i politici di 
un'ala del Parlamento bensì quelli dell'intera agorà politica del nostro povero Paese. 
Compresi i membri (che qui più appropriatamente chiameremo "pirla") di quelle 
associazioni cui basta mettere sotto gli occhi un appello in difesa di qualcosa e loro, i 
pirla, subito appongono la loro firma, senza aver per nulla riflettuto sulle conseguenze 
dell'azione che hanno sottoscritto.


E' così che oggi avanzano iniziative in difesa del territorio, che poi incontrano 
successo e generano leggi che entrano effettivamente in vigore, di una superficialità 
tale che non riescono nemmeno a distinguere un essere umano coi suoi famigliari da 
un'industria od un ente finto pubblico in mano agli statali. Come se il carico ecologico 
fosse lo stesso. Come se le esigenze fossero egualmente vitali. Come se in una democrazia 
ci si potesse permettere di trattare la sfera privata dell'individuo come fosse pubblica.

E così avverrà, anche per colpa degli irresponsabili ambientalisti e dei tanti pirla 
delle associazioni, che presto nelle città sfileranno cortei di protesta sempre più folti 
e violenti. Perché è chiaro che se un essere umano viene privato del diritto di vivere 
sulla terra si ritrova molto più povero ed oppresso, alienato dalla stessa madre terra 
che l'ha generato ed alla mercé del primo potente che passa, confinato in periferie che 
non potranno che gonfiarsi sempre più ed infine esplodere.


Signore e signori pirla, non date la colpa di ciò ad altri se non principalmente a voi 
stessi, alla vostra leggerezza nel firmare documenti che influiscono negativamente sulla 
vita delle persone. Voi, cari pirla, avete un potere ben maggiore nel cambiare questo 
mondo di quanto ora potete immaginare. Ma dovete imparare ad usare questo vostro potere. 
Innanzitutto smettendola di fare i pirla, di farvi abbindolare dai primi politicanti che 
passano.

Come esercizio e proposta concreta, iniziate a scrivere voi stessi una legge ben fatta 
dove agli esseri umani si attesti garantito per l'eternità il diritto di vivere sulla 
terra (dove altro se no?) senza necessità di partita iva e qualifica alcuna. Al 
contrario, essendo imprese ed enti finto pubblici (in mano ancora per poco agli statali) 
un qualcosa che per consistenza e partecipazione interessa la Collettività, questa si 
riservi il diritto di sindacare su ogni loro iniziativa.


Così facendo, da pirla, da membri di associazioni guidate da gente da poco, non solo 
riguadagnerete la qualifica di esseri umani, che evidentemente avevate dimenticato da 
qualche parte, ma aiuterete la felicità a spargersi per l'intero Pianeta. Narra una 
leggenda che un popolo, per aver oltraggiato due divinità, una la dea terra e l'altra la 
dea ragione, fu condannato a vagare per il mondo senza mai fermarsi fintantoché le 
persone non avessero ritrovato quel senno che li avrebbe riconnessi alla terra. E' storia 
vecchia, dunque, ma vediamo di non ripeterla.


Da pirla a persone assennate: non è mica impossibile. Secondo me ce la potete fare.



Danilo D'Antonio

Laboratorio artigiano di idee Eudemonia
Vila Verde de Ficalho, Alentejo, Portugal

tlmvs: ++351 964986219



Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra
http://pt.wikipedia.org/wiki/Movimento_dos_Trabalhadores_Rurais_Sem_Terra


Il modo corretto di gestire il territorio
http://www.hyperlinker.com/change/terra_e_liberta.htm