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Serrati in una morsa






>http://www.repubblica.it/economia/2010/07/11/news/silenzio-assenso_per_chi_vuole_costruire_azzerate_le_autorizzazioni_ambientali-5508437/
> 
>ROMA - Costruire, mai stato così facile. Da oggi non occorre più alcun
>permesso. Basta una banale segnalazione di inizio attività, certificata da
>un "tecnico abilitato", la Scia, e il gioco è fatto. Unico requisito:
>essere un'impresa.




Nel commentare un fatto come questo i superficiali vedranno il solito attacco 
all'ambiente e si limiteranno a contrastarlo. Eppure andando anche solo un tantino oltre 
il mero aspetto ambientale, che in questo momento è del tutto secondario rispetto alla 
necessità dell'introduzione di un reale sistema democratico, ci accorgeremo che è in atto 
una vera e propria operazione di asservimento degli umani tanto ad opera della destra 
quanto della sinistra. Chi ha privato l'essere umano del diritto di vivere sulla terra? 
Chi ha reso obbligatoria la partita iva, quindi "essere un'impresa", per poter vivere 
sulla terra? Chi ha tolto la terra a tanta gente di campagna e montagna per farne parchi 
e riserve dove a comandare, a spadroneggiare, sui proprietari originali sono proprio 
loro: ambientalisti e statali?


Se la destra bada soprattutto a curare i fatti propri ed a prendere quanto più può, la 
sinistra mira a togliere lo spazio alle persone in modo da assoggettarle in un sistema 
totalitario. La prima mira a privatizzare, la seconda a collettivizzare. Di fronte ad 
entrambe queste azioni politiche, una vera e propria morsa che serra, impoverisce e 
riduce in schiavitù l'essere umano, il cittadino, la persona, la gente, il popolo, cui 
viene tolto perfino il potere sulle proprie cose, rimane un'unica possibilità: 
l'emancipazione da entrambe queste fazioni politiche e l'acquisizione di un superiore 
livello culturale capace di distoglierci tutti dalla contrapposizione destra/sinistra.


Il passo avanti che necessita è rimuovere il cerchio di sbarramento creato dagli statali 
dentro ed intorno ai luoghi del potere. Rimuovendo gli statali, conquistando noi 
cittadini finalmente quel primario bene comune che è la funzione pubblica, i tradizionali 
politici, privati dei loro più fidati complici, non potranno che sparire dalla 
circolazione mentre nuove guide più onestamente impegnate in favore della gente potranno 
farsi avanti. Per ottenere ciò è sufficiente, allo scopo di mantenere l'impegno politico 
su un piano rigorosamente pacifico, legale e civile, produrre materiale letterario ed 
artistico in qualità e quantità tale da rendere più che evidente la realtà delle cose: 
che in una democrazia non può esservi posto per l'autoritaria figura dello statale.

Internet è il posto giusto dove avviare questo processo di crescita.
Internet siamo noi ed a noi spetta compiere questo lavoro.


Danilo D'Antonio