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un freno agli inceneritori camuffati da "biomasse"



LE PROPOSTE E LE INIZIATIVE DEI COMITATI VENETI RAGGIUNGONO UN PRIMO RISULTATO
IN CONSIGLIO REGIONALE: VOTATO UN ARTICOLO DELLA LEGGE FINANZIARIA
CHE METTE UN FRENO AL DILAGARE DI COMBUSTIONE DI BIOMASSE
 
Quello che è successo oggi, mercoledì 16 .2.2011 in Consiglio regionale del Veneto non si può chiamare una svolta storica,
ma è certo un primo passo importante verso una seria regolamentazione della combustione di "biomasse".
Il coordinamento veneto dei comitati contro la combustione dei rifiuti ha inondato i consiglieri di mail con la richiesta che gli impianti
per "biomasse" siano alimentati solo da scarti di produzione della propria attività (agricola, zootecnica, forestale e di lavorazione del legno).
Ha inoltre richiesto che i pannelli fotovoltaici vengano autorizzati esclusivamente sulle coperture di immobili esistenti e comunque in terreni non agricoli.
E' stato un giorno di discussioni accese, incontri del presidente del consiglio e poi dell'assessore e dei caapigruppo con i rappresentanti del coordinamento.
Alla fine è stato votato un articolo che stabilisce una moratoria (cioè non possono essere rilasciate autorizzazioni) per gli impianti fotovoltaici a terra in area agricola superiori ai 200 Kw e, cosa molto più importante, per gli impianti alimentati da biomassa superiori ai 500 Kw ,nonchè per quelli da biogas superiori a 1000 kw.
Tutto ciò in attesa di un piano energetico-stralcio per le energie rinnovabili da votare entro il 2011.
 
Michele Boato
coordinatore con Mirko Simonaio del Coordinamento Veneto No combustione dei rifiuti