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QUELLO CHE LA LEGA NORD NON SA.

A circa quindici anni dalla formazione della Lega Nord, con importanti promesse che incutevano serie speranze al Paese, molti sostenitori del Partito del Senatore Bossi, soprattutto Lombardi non presenti alla riunione di Pontida, oggi chiedono chiarimenti sui contenuti dei programmi futuri del Partito.

Per diversi anni tutti uniti, abbiamo sostenuto non a caso il famoso detto <Roma Ladrona>, Governata da numerosi despota arricchiti sulle spalle dei lavoratori, ma con il passare del tempo come si è potuto notare, a Roma si sono aggiunte altre Città e Regioni Ladrone, sotto l’occhio vigile della Lega.

E’ una tradizionale debolezza dell’uomo, guardare maggiormente nel giardino del vicino alla ricerca di possibili disfunzioni critiche e dopo il contentino o la rituale pacca sulla spalla, pare tutto venga risolto amabilmente.

Seguendo l’informazione, notiamo il considerevole sforzo dalla Magistratura nel seguire il complesso lavoro Politico del Paese nell’evadere le Leggi, sopprimere i cittadini, con l’arresto di Ministri, Generali, Colonnelli, Marescialli e Comandanti in Uniforme, i quali difettano di onestà e rispetto verso la Patria.

Come Lombardi sicuramente non ci suicideremo per la città di Napoli, divenuta il mondezzaio del Paese a causa di speculatori impuniti. A noi non interessa nemmeno se il Governatore Vendola porta l’orecchino al naso in segno di distinzione della specie, se al Presidente Berlusconi affetto da gravi patologie piacciono le donne alla follia e neppure se l’Euro ha distrutto l’economia del Paese per bilanciare provvisoriamente i gravi errori della Politica degli anni precedenti, senza nessuna presa di posizione da parte dei nostri super Guru dell’Economia, trascinando il Paese in una peggiore recessione inflazionistica, riversando le colpe sulla crisi Internazionale e sull’effetto della Globalizzazione, sostenuta ingenuamente a suo tempo anche dai nostri Politici di allora, malgrado l’opposizione dei cittadini più responsabili.

A questi problemi vi sono immediati rimedi, ma non tolleriamo che la Lombardia venga trascinata in imboscate Politiche che tendono a denigrare la Regione che si è sempre distinta nel lavoro e la correttezza dei suoi cittadini.

Sappiamo quanto è controproducente l’inganno del Potere apparentemente salvifico della Politica di interessi di parte, che soltanto attraverso l’onestà e il dialogo con uomini di buona volontà, la Società può trovare una possibile via di uscita dal pantano della crisi attuale creata dalla Politica.

Se si sviluppasse maggiormente il valore Referendario, il paese ritornerebbe a suonare le campane in segno di conquista della Democrazia.

La Lombardia che è la Regione sostenitrice della Lega Nord, con Formigoni a capo della Regione, sopportato della Setta Religiosa di affari di dubbio comportamento denominata Comunione e Liberazione, collegata alla Chiesa Cattolica, dove si può notare una impostazione politica speculativa a danno della Lombardia e molto di più, anche a danno dell’intero Paese, dove le realtà vengono sottratte alla pubblica informazione.

Le tantissime avversità vissute dai Lombardi, segnalate alle Autorità del Paese per oltre dieci anni, tutte soffocate ingenuamente dalla corruzione che distingue il nostro Paese giustamente tacciato per Mafioso, con ricorsi al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Parlamento, al Senato, alla  Presidenza della Regione, della Provincia, del Comune, senza ricevere alcuna risposta, nonostante i ripetuti articoli apparsi su diverse testate giornalistiche Nazionali.

Nulla di fatto, il Paese vive in un ferreo Regime Politico speculativo di cui obbliga i cittadini danneggiati, a percorrere altre strade con ricorsi alle Nazioni Unite, alla Commissione Europea, al Tribunale Europeo, alla Lega Araba, al mondo intero, con pesanti ripercussioni sull’intero Paese.

Le mascalzonate Politiche anche quando coinvolgono furbescamente la Fede in Cristo, non durano all’infinito in un mondo che sta cambiando verso un maggiore rispetto dei diritti umani.

Dagli interventi Internazionali, il risultato è più che evidente. Come punizione l’Italia è stata cacciata dalla Libia con ingenti perdite economiche e di prestigio, alcuni giorni dopo il bacia mano del Nostro Presidente Berlusconi al Leader Libico, in segno di pieno appoggio del nostro Governo al Regime Libico, in cambio di privilegi economici accordati all’Italia, trascurando incoscientemente il comportamento criminale del Tiranno Libico verso il proprio popolo, e il disinteresse del Governo Italiano verso i propri cittadini.

Il problema che ha creato il senso di ribellione verso lo Stato Italiano, nasce dagli investimenti estorti per Decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Leone ai lavoratori Italiani a far data dal 1972 e convogliati in un Fondo denominato GESCAL, dove sono stati incamerati parecchi miliardi di lire destinati alla costruzione di case economiche amministrate dallo IACP.

Le case costruite furono assegnate a famiglie a condizioni di riscatto, in modo che attraverso i mutui, lo IACP avrebbe continuato a costruire altre case e mantenere il capitale sempre attivo.

Ma non fu così. Lo IACP, dopo aver imboscato i soldi relativi al riscatto, se ne appropriò d’autorità nella formazione di una Piramide di nulla facenti, ingrassando Partiti Politici e Uomini di Legge consenzienti nel sopportare il grave programma speculativo a danno degli utenti.

Nel 2001, dopo aver pagato oltre dieci volte il valore originale della casa attraverso regolari bollette gonfiate, oltre ai servizi fatturati ma non goduti, lo IACP cede le nostre case già pagate all’ALER della Regione Lombardia.

Tutte le nostre rimostranze alla Regione, ed alle maggiori Autorità del Paese, rimasero senza risposta in appoggio  alla grave operazione a delinquere programmata dallo IACP/ALER, la Regione Lombardia e il tacito assenso delle Autorità Nazionali.

Da questo fatto impunito, nasce il ricorso alle Nazioni Unite, alla Commissione Europea, al Tribunale Europeo, alla Lega Araba, al Mondo intero, per un intervento punitivo verso il nostro paese, falsamente considerato la Capitale del Mondo Cristiano, la scienza di tutte le filosofie in difesa della vita e dei diritti umani.

L’Italia nella sua realtà odierna, viene considerata una Repubblica Parlamentare non Parlamentare, che procede a colpi di Decreti provocati da un istinto patologico con forti tracce Fasciste, Comuniste, Capitaliste, Democristiane, Liberali, Repubblicane, Socialiste, ed Ecclesiali a maggiorana Mafiosa, in sostituzione dell’ Ecclesia che rappresentava la vera Democrazia molto prima dell’evento di Cristo.

Per questo fatto Il futuro del nostro Paese è condizionato da penosi imprevisti, sino a quando le autorità del Paese non avranno raggiunto la maturità Politica di sano comportamento verso i propri cittadini.

Anthony Ceresa.

 

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----Messaggio originale----
Da: enrico.peyretti at gmail.com
Data: 21/06/2011 14.20
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Ogg: [ecologia] [Nonviolenti] Fwd: Lidia a Napolitano



-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Lidia a Napolitano
Data: Tue, 21 Jun 2011 14:13:30 +0200
Mittente: Enrico Peyretti <enrico.peyretti at gmail.com>
A: lista123lm at gmail.com


Giusto, Lidia, quello che dici con affetto e chiarezza a Napolitano. Se 
doveva dire qualcosa domenica sera, dopo la manifestazione della Lega, 
era un severo richiamo al ministro degli interni della Repubblica, che 
parla di secessione, e questo, sì, è nelle sue competenze.
Enrico Peyretti, Torino
-- 
Enrico Peyretti (www.peacelink.it/peyretti) 
(http://www.peacelink.it/pace/a/5745.html) (www.ilfoglio.info) 
(www.serenoregis.org)

From: lidia menapace <lidiamenapace at alice.it>
Date: 2011/6/21
Subject: da lidia
To: lista lidiamenapace <lista123lm at gmail.com>

Rispettare la Costituzione
( e vale anche per Napolitano)

Lidia Menapace

Non posso più tacere: la questione libica deve poter essere discussa senza che il Presidente della Repubblica tenti 
di imporre una sua  interpretazione. Credo non gli competa.  A me il suo appoggio esplicito e ripetuto alla guerra 
Nato in Libia spiacque subito e lo dissi quando presi la parola a Torino durante il 15° congresso nazionale Anpi. 
Argomentavo: il presidente sa che da noi non può che ricevere parole disinteressate e affettuose, anche quando 
dovessimo esprimergli qualche critica: ebbene diciamogli che non gli compete prendere posizione su questioni di 
politica estera prima del parlamento  e che -se anche la sua posizione fosse giusta- (come nel  caso non mi pareva), 
sarebbe comunque molto pericoloso offrire precedenti a qualche futuro presidente interventista e presidenzialista: 
bisogna attenersi rigorosissimamente ai confini delle attribuzioni presidenziali. Poichè non si è voluto trovare 
modo di sottrarsi alla guerra (violando perciò la Costituzione ed esponendo il territorio nazionale a possibili 
ritorsioni libiche e comunque a inquinamento da uranio contenuto nelle testate dei missili Nato che quando 
esplodono  buttano fuori l'uranio ridotto a polveri sottili  pericolose da respirare e che essendo leggerissime 
vengono portate dal vento fino a Roma e anche fino a Ferrara) bisogna elaborare una risposta parlamentare solenne 
e impegnativa: si  può partire appunto  ricordando  che l'Italia è stata autrice di una avventura coloniale a danno 
della Libia tra le più vergognose  della nostra storia e che proprio per questo non intende far parte di un attacco 
armato verso quel territorio Giusto centanni fa, nel 1911 dichiarammo guerra alla Libia già con boria nazionalrazziale 
 e "romana",  mix culturale prefascista non da poco. Nemmeno l'Italia repubblicana  ha fatto ammenda di ciò, 
llmitandosi ad apporre la censura al film "Il Leone del deserto" sulla resistenza libica. Ma ora che Napolitano 
interviene addirittura per bloccare il dibattito nel paese e in parlamento, bisogna davvero dirgli  che sbaglia. 
Noi dobbiamo al più presto rientrare nella legaità costituzionale e riprendere  contatti col  popolo libico offrendo 
territorio, ascolto, forme e  procedure per uscire con mezzi non bellici dalla crisi. Non ci sono solo le ignobili 
"ragioni" della Lega, ce ne sono anche di nobii.



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