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Re: [ecologia] Vegetarismo e Bioregionalismo – Pareri tecnici di alcuni veterinari ASL sull’impatto ambientale dell’allevamento industriale di animali da macello



mi chiedo fino a quando dovremo sopportare simili messaggi ambigui che mischiano verità importanti con messaggi palesemente falsi
 
non ci sono prove infatti che la CO2 sia responsabile di nessun riscaldamento globale; le uniche prove sono state fabbricate da un ente dell’ONU (l’ONU quella che decreta guerre all’Iraq e alla Libia, e poi non fa applicare nessuna delle risoluzioni contro Israele, l’ONU, un’istituzione marcia sin dalle fondamenta) detto IPCC su istigazione di un ex vice presidente dell’impero del male a stelle e strisce. Al Gore, adesso si vorrebbe far credere che sia diventato un difensore dell’ambiente!
 
tutto questo per spostare l’attenzione dai veri responsabili di uragani, tornado, terremoti distruttivi
non è la CO2 responsabile di tutto questo, ma l’alterazione delle correnti a getto (jet streams) ; e chi o cosa altera le jet streams?
 
pensate a cosa è successo questa domenica quando UN AEREO AL MINUTO ha rilasciato composti chimici da appositi ugelli differenti dai motori nel cielo del Nord Italia. Il giorno dopo nelle stesse ore quasi nessun aereo si è visto volare, a conferma che non fossero aerei civili.
NB: d’estate aerei come quelli che volano bassi, di cui si sente il rombo del motore, di cui si vede distintamente la sagoma, di cui si riconoscono le ali, non possono rilasciare nessuna scia di condensa, a meno che non crediate che le leggi della fisica siano cambiate negli ultimi pochi anni.
Fino a 10 anni fa di aerei con sica se ne vedevano pochissimi, ed erano una percentuale minore dell’uno per cento. Adesso, CON GLI STESSI MODELLI DI MOTORE E GLI STESSI CARBURANTI, vediamo un 95 per cento di aerei con scia ne cielo ed un aumento di circa 100 volte del traffico aereo
 
se vi sembra normale ...
 
tutto questo succede solo in Italia? No, su scala planetaria, e se a ciò associamo forti campi elettromagnetici inviati nell’atmosfera da siti come HAARP in Alaska capire come non solo il tempo metereologico possa essere artificialmente alterato, ma persino il clima su scala planetaria, fino a modificare la circolazione delle correnti a getto
 
 
 
 
 
Sent: Saturday, June 25, 2011 11:33 AM
Subject: [ecologia] Vegetarismo e Bioregionalismo – Pareri tecnici di alcuni veterinari ASL sull’impatto ambientale dell’allevamento industriale di animali da macello
 



Ecco diversi pareri di  veterinari ASL  sulle conseguenze della produzione industriale di carne in Italia e nel mondo:

 

Il sistema industriale di produzione carne non è sostenibile, tutta la filiera minaccia di implodere. Aumento di produzione, innalzamento dei costi, abbassamento dei ricavi sono temi noti da tempo. Collegare il reale impatto ambientale con il costo di un prodotto, carne bovina o uova o altro, è un approccio nuovo che potrebbe aiutare a lanciare le filiere etiche… (Giulia)

 

Consiglio la lettura, a questo proposito, di un articolo pubblicato su Le scienze dal titolo: “Hamburger a effetto serra”, in cui l’autore analizza l’impatto ambientale dell’allevamento bovino; un unico dato: produrre la quantità di carne bovina consumata annualamente dallo statunitense medio genera la stessa quantità di gas serra prodotta da un’auto guidata per quasi 3000 chilometri. (Raffaele)

 

In Italia siamo 60 milioni di abitanti e consumiamo circa un centinaio di chili di carne a testa, per lo più come in Europa e negli Stati Uniti. E così per soddisfare i nostri appetiti macelliamo circa 500 milioni di polli all’anno, 4 milioni di bovini e 13 milioni di suini, ma siccome non ci bastano il resto lo importiamo. Ma sul pianeta Terra viviamo in 6 miliardi e mezzo e gia’ adesso in molti muoiono di fame, altri che la carne la vorrebbero ma non possono permettersela. Tra qualche anno diventeremo 10 miliardi, si potra’ produrre carne per tutti? C’è chi dice che sarebbe il suicidio del pianeta. Fao, Onu, Ipcc avvertono che il 18% dei gas serra che alimentano i cambiamenti climatici sono frutto degli allevamenti, che battono tutte le altre attività umane, comprese le emissioni dell’intero parco auto del pianeta. Per produrre un chilo di carne di bovino si consumano 15.000 litri di acqua e cereali per dieci volte il peso dell’intero animale – cereali che potrebbero sfamare molte piu’ persone – Non basta. Più della metà degli antibiotici prodotti sono usati per uso zootecnico. Le malattie negli allevamenti intensivi aumentano, ma poi aumentano anche ceppi di batteri resistenti agli antibiotici e le malattie umane da benessere come le patologie coronariche, il diabete, l’obesità che derivano anche da eccessivo consumo di alimenti animali. Senza contare il problema della montagna di liquami ed escrementi che inquinano le acque e non sappiamo più dove mettere. Il paradosso è che più si produce carne a basso costo, grazie a questo modello di allevamento industrializzato, e più aumentano i costi per l’ambiente, e l’agricoltura è la prima vittima di un paradigma economico che non regge più. Eppure le soluzioni ci sarebbero, andrebbero però attuate subito, prima che sia troppo tardi. (Marco)

 

La consistenza tecnica di questi pareri avvalora e giustifica la scelta vegetariana anche in termini di ecologia, sia nell’aspetto dell’ecologia fisiologica del corpo umano che quella ambientale del pianeta. Senza una svolta radicale nel sistema alimentare difficilmente la specie umana potrà sopravvivere all’olocausto annunciato.
Di questo argomento se ne è ampiamente discusso  durante il 17° incontro della Rete Bioregionale Italiana tenuto il 18 e 19 giugno u.s. a Ospitaletto di Marano (Emilia) in piena zona di produzione lattiera e di carne da macello. (Resoconto: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2011/06/24/resoconto_e_significato_del_17.html)

 

Paolo D’Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana