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Re: [ecologia] Re: [ecologia] Vegetarismo e Bioregionalismo – Pareri tecnici di alcuni veterinari ASL sull’impatto ambientale dell’allevamento industriale di animali da macello



Riguardo al surriscaldamento globale mi sono documentato abbastanza e mi sembra di aver capito che non c'è una teoria unanime al riguardo, anche se la comunità scientifica internazionale (che non comprende solo l'IPCC) lo sostiene. In ogni caso per ora mi astengo da posizioni definitive al riguardo. Una cosa però la voglio dire: sicuramente il clima terrestre, come quello di ogni altro pianeta, attraversa diverse fasi naturali, ma negare che l'uomo (e non solo i governi) abbia contribuito a cambiare radicalmente in peggio la Terra e a renderla molto meno vivibile di centinaia di anni fa mi sembra un'assurdità! Vogliamo dire per esempio che l'industria del carbone non abbia danneggiato l'ambiente? Al di là di ogni teoria scientifica basta vedere la Londra dell'800 per capirlo. Vogliamo dire che la deforestazione selvaggia non abbia causato grandissimi danni, che siano frane, rischi di estinzioni per diverse specii animali o alterazioni decisive dell'ecosistema? Vogliamo dire che lo smog e il conseguente afa insopportabile di una città non esiste (guarda Il Cairo dalla moschea principale e ne riparliamo)! Come al solito il cospirazionismo non porta da nessuna parte se non a mal interpretare segnali magari realmente esistenti e a scaricare colpe individuali (poi collettive) su qualcosa di esterno a noi ed a sortire quindi effetti esattamente contrari a quelli sperati. Non finiamo mai di cercare rimedi "fatti in casa" per ripulire ben bene la nostra coscienza, vero?

La prego comunque di leggere quanto segue, grazie.



SULL'HAARP

La maggior parte di queste teorie tuttavia è in netto contrasto con le leggi della fisica, e anche nei casi in cui c'è un minimo di plausibilità, i fenomeni descritti richiederebbero potenze migliaia o milioni di volte superiori a quelle che HAARP sviluppa (o anche a quelle che potrebbe teoricamente sviluppare)[9]. Con un semplice calcolo è possibile stimare la densità di potenza (la potenza in ogni singolo punto) massima dei segnali emessi dall'impianto. Per esempio a 100 km di quota (nella ionosfera) utilizzando tutte le 180 antenne dell'impianto si avrà un'area colpita di (100 * 100) / 180 = 55 km² (ogni antenna colpirà un'area pari al quadrato della distanza, e 180 antenne produrranno un raggio 180 volte più stretto e 180 volte più potente di una singola antenna). La potenza massima sviluppata dall'impianto è di 3,6 MW (3,6 milioni di watt), che divisa per l'area colpita (55 km²) dà la potenza irrisoria di 0,07 watt per metro quadro. Inoltre, considerando il guadagno delle antenne (31 dB) la potenza si riduce ulteriormente a 0,03 watt per metro quadro, all'incirca uguale a quella di un telefono cellulare tenuto ad un metro di distanza[9]. Il raggio, una volta riflesso dalla ionosfera, si disperde in un'area di decine di migliaia di chilometri quadrati, quindi la densità di potenza della radiazione elettromagnetica che arriva al suolo è dell'ordine dei milionesimi di watt per metro quadro, inferiore a quella di qualunque elettrodomestico. Quindi, anche se fosse possibile influenzare il clima o la geologia con le onde elettromagnetiche (e finora non è stato trovato né ipotizzato alcun meccanismo che permetta di farlo), la potenza generabile da HAARP non sarebbe comunque sufficiente[9].

L'astrofisico Gianni Comoretto fa notare che:

« il campo geomagnetico è generato nel nucleo terrestre, a molte migliaia di chilometri di profondità, dove i segnali di HAARP non hanno la minima possibilità di arrivare. La più piccola tempesta geomagnetica, innescata dalle particelle del vento solare, ha energie che sono migliaia di volte quella di HAARP e questi fenomeni non hanno nessun effetto sui terremoti[9]. »

L'impianto HAARP inoltre, viene regolarmente controllato nell'ambito del monitoraggio della conformità ambientale delle infrastrutture federali (Environmental Compliance at Federal Facilities) effettuato dalla United States Environmental Protection Agency[10]


NOTE
9: Articolo di di Gianni Comoretto sul sito del CICAP
   http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273694

10: The State of Federal Facilities - An Overview of Environmental Compliance at Federal Facilities - FY 2005-2007 United States Environmental Protection Agency, 2 settembre 2008
http://nepis.epa.gov/Exe/ZyNET.exe/P1001MCJ.TXT?ZyActionD=ZyDocument&Client=EPA&Index=2006+Thru+2010&Docs=&Query=305R08002%20or%20haarp&Time=&EndTime=&SearchMethod=1&TocRestrict=n&Toc=&TocEntry=&QField=pubnumber^%22305R08002%22&QFieldYear=&QFieldMonth=&QFieldDay=&UseQField=pubnumber&IntQFieldOp=1&ExtQFieldOp=1&XmlQuery=&File=D%3A\zyfiles\Index%20Data\06thru10\Txt\00000005\P1001MCJ.txt&User=ANONYMOUS&Password=anonymous&SortMethod=h|-&MaximumDocuments=10&FuzzyDegree=0&ImageQuality=r75g8/r75g8/x150y150g16/i425&Display=p|f&DefSeekPage=x&SearchBack=ZyActionL&Back=ZyActionS&BackDesc=Results%20page&MaximumPages=1&ZyEntry=1&SeekPage=x&ZyPURL




SULLE PRESUNTE SCIE CHIMICHE

http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto_sulle_scie_chimiche

Premetto che non sono un esperto del settore (ma d'altronde pare che nessuno scienziato "complottista", al contrario di decine di studiosi dagli anni '50 fino a giorni nostri, abbia mai analizzato queste scie o abbia riscontrato effetti sull'uomo realmente riconducibili ad esse). Ho letto le sue mail e questo articolo ben documentato, gradirei risposte precise ad ogni singola critica (evidentemente basata su VERI studi scientifici sul campo) esposta nell'articolo di wikipedia. A me sembra che la sua scienza sia mossa da un ideologia a prioristica piuttosto che da una reale ricerca scientifica. Ha mai analizzato queste scie in laboratorio?












On Wed, 29 Jun 2011 08:26:00 +0200, corrado penna - fisico wrote:
mi chiedo fino a quando dovremo sopportare simili messaggi ambigui che
mischiano verità importanti con messaggi palesemente falsi

non ci sono prove infatti che la CO2 sia responsabile di nessun
riscaldamento globale; le uniche prove sono state fabbricate da un
ente dell’ONU (l’ONU quella che decreta guerre all’Iraq e alla
Libia, e poi non fa applicare nessuna delle risoluzioni contro
Israele, l’ONU, un’istituzione marcia sin dalle fondamenta) detto
IPCC su istigazione di un ex vice presidente dell’impero del male a
stelle e strisce. Al Gore, adesso si vorrebbe far credere che sia
diventato un difensore dell’ambiente!

tutto questo per spostare l’attenzione dai veri responsabili di
uragani, tornado, terremoti distruttivi
non è la CO2 responsabile di tutto questo, ma l’alterazione delle
correnti a getto (jet streams) ; e chi o cosa altera le jet streams?

pensate a cosa è successo questa domenica quando UN AEREO AL MINUTO
ha rilasciato composti chimici da appositi ugelli differenti dai
motori nel cielo del Nord Italia. Il giorno dopo nelle stesse ore
quasi nessun aereo si è visto volare, a conferma che non fossero
aerei civili.
NB: d’estate aerei come quelli che volano bassi, di cui si sente il
rombo del motore, di cui si vede distintamente la sagoma, di cui si
riconoscono le ali, non possono rilasciare nessuna scia di condensa, a
meno che non crediate che le leggi della fisica siano cambiate negli
ultimi pochi anni.
Fino a 10 anni fa di aerei con sica se ne vedevano pochissimi, ed
erano una percentuale minore dell’uno per cento. Adesso, CON GLI
STESSI MODELLI DI MOTORE E GLI STESSI CARBURANTI, vediamo un 95 per
cento di aerei con scia ne cielo ed un aumento di circa 100 volte del
traffico aereo

se vi sembra normale ...

tutto questo succede solo in Italia? No, su scala planetaria, e se a
ciò associamo forti campi elettromagnetici inviati nell’atmosfera
da siti come HAARP in Alaska capire come non solo il tempo
metereologico possa essere artificialmente alterato, ma persino il
clima su scala planetaria, fino a modificare la circolazione delle
correnti a getto

 Saturday, June 25, 2011 11:33 AM

 [ecologia] Vegetarismo e Bioregionalismo – Pareri tecnici di alcuni
veterinari ASL sull’impatto ambientale dell’allevamento
industriale di animali da macello

Ecco diversi pareri di veterinari ASL sulle conseguenze della
produzione industriale di carne in Italia e nel mondo:

Il sistema industriale di produzione carne non è sostenibile,
tutta la filiera minaccia di implodere. Aumento di produzione,
innalzamento dei costi, abbassamento dei ricavi sono temi noti da
tempo. Collegare il reale impatto ambientale con il costo di un
prodotto, carne bovina o uova o altro, è un approccio nuovo che
potrebbe aiutare a lanciare le filiere etiche… (Giulia)

Consiglio la lettura, a questo proposito, di un articolo
pubblicato su Le scienze dal titolo: “Hamburger a effetto
serra”, in cui l’autore analizza l’impatto ambientale
dell’allevamento bovino; un unico dato: produrre la quantità di
carne bovina consumata annualamente dallo statunitense medio
genera la stessa quantità di gas serra prodotta da un’auto
guidata per quasi 3000 chilometri. (Raffaele)

In Italia siamo 60 milioni di abitanti e consumiamo circa un
centinaio di chili di carne a testa, per lo più come in Europa e
negli Stati Uniti. E così per soddisfare i nostri appetiti
macelliamo circa 500 milioni di polli all’anno, 4 milioni di
bovini e 13 milioni di suini, ma siccome non ci bastano il resto
lo importiamo. Ma sul pianeta Terra viviamo in 6 miliardi e mezzo
e gia’ adesso in molti muoiono di fame, altri che la carne la
vorrebbero ma non possono permettersela. Tra qualche anno
diventeremo 10 miliardi, si potra’ produrre carne per tutti?
C’è chi dice che sarebbe il suicidio del pianeta. Fao, Onu,
Ipcc avvertono che il 18% dei gas serra che alimentano i
cambiamenti climatici sono frutto degli allevamenti, che battono
tutte le altre attività umane, comprese le emissioni
dell’intero parco auto del pianeta. Per produrre un chilo di
carne di bovino si consumano 15.000 litri di acqua e cereali per
dieci volte il peso dell’intero animale – cereali che
potrebbero sfamare molte piu’ persone – Non basta. Più della
metà degli antibiotici prodotti sono usati per uso zootecnico. Le
malattie negli allevamenti intensivi aumentano, ma poi aumentano
anche ceppi di batteri resistenti agli antibiotici e le malattie
umane da benessere come le patologie coronariche, il diabete,
l’obesità che derivano anche da eccessivo consumo di alimenti
animali. Senza contare il problema della montagna di liquami ed
escrementi che inquinano le acque e non sappiamo più dove
mettere. Il paradosso è che più si produce carne a basso costo,
grazie a questo modello di allevamento industrializzato, e più
aumentano i costi per l’ambiente, e l’agricoltura è la prima
vittima di un paradigma economico che non regge più. Eppure le
soluzioni ci sarebbero, andrebbero però attuate subito, prima che
sia troppo tardi. (Marco)

La consistenza tecnica di questi pareri avvalora e giustifica la
scelta vegetariana anche in termini di ecologia, sia
nell’aspetto dell’ecologia fisiologica del corpo umano che
quella ambientale del pianeta. Senza una svolta radicale nel
sistema alimentare difficilmente la specie umana potrà
sopravvivere all’olocausto annunciato.
Di questo argomento se ne è ampiamente discusso durante il 17°
incontro della Rete Bioregionale Italiana tenuto il 18 e 19 giugno
u.s. a Ospitaletto di Marano (Emilia) in piena zona di produzione
lattiera e di carne da macello. (Resoconto: )

Paolo D’Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana