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Diossina. A ottobre esce il libro "Se fossi una pecora, verrei abbattuta?".



L'autrice è Liliana Cori ed è una ricercatrice del CNR. Il titolo è "Se
fossi una pecora, verrei abbattuta?".

Il libro tocca una questione spinosissima quanto attuale. Infatti se
analizzazzimo le carni dei bambini scopriremmo che presneterebbero
concentrazioni di diossina superiori a quelle consentite dalla legge per
il consumo delle carni.

Come mai?
Sarà per questo che i comunisti non mangiano più i bambini?

Battute a parte, il problema è molto serio perché la diossina passa dalla
madre al figlio attraverso la placenta e l'allattamento. La donna
"scarica" la propria diossina sul figlio e si "pulisce" (l'uomo non può
fare altrettanto).

Il libro di Liliana Cori ci spiega che per capire quanto l’aria è
inquinata si possono usare i licheni, si possono osservare o analizzare le
api, si possono monitorare altri piccoli insetti e lo stesso si fa con noi
umani.

Nel nostro sangue, capelli, unghie, latte si depositano le sostanze che ci
circondano, anche gli inquinanti, e noi possiamo funzionare come un vero e
proprio ‘termometro’ per misurare la qualità dell’ambiente. Si tratta di
sostanze chimiche che possono essere dannose per la salute e bisogna
capire come entrano nel corpo e dove vanno, per potersi difendere dai loro
effetti.

All’inizio del 2008 cinque cittadini della Campania decisero di farsi
analisi del sangue per capire i propri livelli di diossina, e le notizie
diffuse erano di paura, allarme: “Se fossi una pecora verrei abbattuto”.

Ma di cosa si tratta? Cosa ci dice il biomonitoraggio umano? Cosa si può
analizzare, come e perché? Da dove abbiamo iniziato? Cosa ne sappiamo nel
mondo? E in Italia?

Il libro si rivolge a operatori di sanità, amministratori pubblici che
hanno a che fare con aree a rischio, agenzie regionali per l’ambiente,
medici, cittadini, associazioni.

L'uscita è prevista per ottobre 2011 per le edizioni Scienza Express.


Alessandro Marescotti
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(TA)