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Re: R: Re: [ecologia] Rifugiati dal wi-fi trovano riparo nelle montagnedella Virginia dell'Ovest



Giustissimo! Ce ne fossero di insegnanti che insegnano ai ragazzi a misurare e verificare di persona!
Verissime poi le tue osservazioni su cordless e router: ma oggi  tutto quello che ha un filo sembra che sia da buttare ... Per quanto riguarda il cellulare non bisognaerebbe però dimenticare che anche quando è in stand by il cellulare riceve e trasmette, dovendo rimanere "agganciato" alla cellula (da cui il nome).
Anche questo è un aspetto che a scuola può essere messo in evidenza, mostrando anche le differenze esistenti a seconda dell'intensità del segnale proveniente dalla cellula.
Anch'io ritengo che a scuola occorrerebbe abituare i ragazzi a misurare, verificare, confrontare e controllare in termini quantitativi. Quanti oggi lo fanno? Purtroppo tocco con mano ogni momento il livello di ignoranza che esiste nella trattazione dei dati derivanti da misure sperimentali, anche da parte di chi, per il ruolo o il lavoro che svolge, dovrebbe essere competente (penso a cose allucinanti che talvolta si sentono "sparare" da personaggi appartenenti alle varie ARPA di turno).
Salute e saluti
Giovanni
On 19/09/2011 07:19, Alessandro Marescotti wrote:
Ciao Giovanni!
A scuola ogni tanto porto un piccolo misuratore portatile dei campi elettromagnetici in modo fa far notare ai ragazzi il problema. E' molto importante misurare, fare verifiche.

Ad esempio molti sbagliano a casa a sostituire il telefono fisso con il cordless. Il cordless e' molto simile come nocivita' al cellulare. Ma mentre assieme al cellulare viene fornito l'auricolare, per ridurre l'impatto, per il cordless no. E' soprattutto la base del cordless che emana campi elettromagnetici, e bisognerebbe tenerla lontano, se proprio si ha un cordless.

Come anche per il wifi e' da considerare e da 'temere' il router (con l'antennina) piu' che il computer in ricezione: sono valori estremamente diversi.

Alcune di ore al cordless sono piu' nocive che un anno con il wifi.

Faccio notare ai ragazzi che il picco avviene mentre si riceve la telefonata al cellulare e durante la conversazione. Quando e' spento i valori sono di gran lunga inferiori.

Ho fatto acquistare alla mia scuola un analizzatore professionale di campi elettromagnetici e abbiamo fatto un corso di formazione per misurarli.

Personalmente ritengo che a scuola si debbano abituare i ragazzi a misurare, verificare, confrontare. In un'ottica laboratoriale che consenta loro di acquisire esperienza e un metodo per valutare, avendo pero' dati alla mano.

Il metodo galileiano :-)

Ciao

Alessandro

www.peacelink.it


Date: Sun, 18 Sep 2011 12:30:02 +0200
Subject: Re: [ecologia] Rifugiati dal wi-fi trovano riparo nelle montagne della Virginia dell'Ovest

Confermo e rilancio:
L'EHS è solo una parte dei problemi che l'esposizione a campi elettromagnetici determina per quanto riguarda la salute dell'uomo: si tratta della punta di un iceberg, un evidente campanello d'allarme che dovrebbe far riflettere sull'uso sconsiderato che viene fatto di queste tecnologie, esattamente come l'MCS (Multiple Chemical Sensitivity, Sensibilità Chimica Multipla) rappresenta la punta dell'iceberg per quanto riguarda i danni alla salute dell'inquinamento chimico. Ma i problemi per la salute legati ai campi elettromagnetici, sia per quelli a bassa frequenza (elettrodotti) sia per quelli ad alta frequenza (antenne TV, ripetitori, telefonia mobile ecc.) sono ben più vasti e di natura generale. L'aumento di rischio di particolari forme di neoplasie connesso ad un uso frequente di telefoni cellulare è, ad esempio, ben documentato da studi indipendenti (emblematici quelli dello studioso svedese L.Hardell); una corposa metanalisi (revisione critica degli studi esistenti) dello studioso italiano Angelo Levis ha messo in chiara evidenza come i conflitti di interesse abbiano interessato gli studi in questo settore (come, del resto, in tanti altri), per cui mentre quelli finanziati dalle società che operano nel settore della telefonia mobile non trovano risultati significativi, gli studi indipendenti arrivano a risultati significativi.
Del resto, anche in Europa in alcuni paesi l'uso dei telefonini e delle tecnologie wi-fi sono banditi dalle scuole dell'infanzia. In Italia, purtroppo, manca totalmente un informazione al riguardo, tanto che addirittura un movimento che dovrebbe essere sensibile alle istanze ambientali ed alla tutela della salute come il movimento 5 stelle chiede la diffusione del wi-fi gratuito da parte delle amministrazioni. La soluzione, viceversa, sarebbe quella della diffusione della trasmissione via cavo (cablaggio su fibra ottica) e la creazione di punti di connessione gratuiti  nei luoghi pubblici.
Giovanni Malatesta

On 17/09/2011 22:52, corrado penna - fisico wrote:


 

Traduzione dell'articolo 'Wi-fi refugees' shelter in West Virginia mountains scritto da By Jane O'Brien e Matt Danzico, e pubblicato sul sito della BBC il 13 settembre 2011, che fornisce ulteriori prove e ragguagli sulla pericolosità delle radiazioni emesse da wi-fi, telefoni celullari e simili tecnologie senza fili.

Per chi conosce l'inglese è vivamente consigliato la visione del video presente sulla pagina dell'articolo originale della BBC; la testimonianza di quelle persone che vivono sulla propria pelle questo dramma è sinceramente commovente. Con quale coraggio i nostri ministri vogliono portare il wi-fi in tutte le scuole?

Rifugiati dal wi-fi trovano riparo nelle montagne della Virginia dell'Ovest

Dozzine di statunitensi che affermano di soffrire di malattie causate dal wi-fi e dai telefoni cellulari si sono spostati nella città di Green Bank, nel West Virginia

Ci sono cinque miliardi di contratti per telefoni cellulari nel mondo ed i progressi nella tecnologia wireless rende sempre più difficile scappare all'influenza dei portatili. Ma mentre gli americani sembrano abbracciare la connettività continua qualcuno è convinto di essersi ammalato proprio a causa sua.

Diane Schou non è capace di trattenere le lacrime mentre descrive come una volta lei viveva in una gabbia schermata per proteggersi dalle radiazioni elettromagnetiche della comunicazione senza fili.

"E' una cosa orribile dover essere prigioniera" afferma. "Tu diventi un lebbroso tecnologico perché non puoi stare vicino alle persone. Non sei tu ad essere contagioso per loro - ma è quello che loro stanno portando che è pericoloso per te."

La signora Schou appartiene a quel 5% di statunitensi che affermano di soffrire di Ipersensitività Elettromagnetica (EHS), che secondo loro è causata dall'esposizione ai campi elettromagnetici tipicamente creati dai cellulari, dal wi-fi e da altri congegni elettronici.

Nascondersi in una gabbia

I sintomi variano dal mal di testa acuto, al bruciore alla pelle, agli spasmi muscolari al dolore cronico.

"La mia faccia diventa rossa, mi viene il mal di testa, la mia capacità visiva si altera, e fa male a pensare. L'ultima volta [che sono stata esposta] ho iniziato a sentire male al petto - e per questo è diventato qualcosa che mette a repentaglio la mia vita" dice la signora Schou.

Per alleviarle il dolore suo marito le ha costruito uno spazio isolato dove vivere noto come "gabbia di Faraday".

Egli ha coperto una struttura di legno con due strati di rete metallica ed una porta che si poteva chiudere ermeticamente per prevenire l'ingresso delle onde.

Diane ha passato la maggior parte del suo tempo lì dentro, dormendo su un doppio materasso posto su una base di compensato.

"Almeno potevo vedere mio marito al di fuori, gli potevo parlare".

Diane crede che la sua malattia sia stata innescata dalle emissioni di un traliccio per telefonia mobile.

I suoi sintomi erano così acuti che lei ha abbandonato la sua fattoria nello stati dello Iowa e si è spostata a Green Bank, in West Virginia - un piccolo villaggio di 143 residenti nel cuore dei Monti Allegheny [catena facente parte degli Appalachi centro orientali - N.d.T.].

Tecnologia wireless fuorilegge

Green Bank è parte della Zona Di Quiete Radio degli Sati uniti, dove la trasmissione senza fili è proibita in tutta una zona di 33.000 chilometri quadrati per impedire che quelle trasmissioni interferiscano con una serie di radio telescopi nell'area.

Il più grande è di proprietà dell'Osservatorio Nazionale di Radio Astronomia  (National Radio Astronomy Observatory) e permette agli scienziati di ascoltare segnali di basso livello che provengono da diverse zone dell'universo.

Altri sono utilizzati dall'esercito degli Stati Uniti e costituiscono un elemento portante della rete di spionaggio governativo.

Come risultato del blackout radio, la Zona di Quiete è divenuta un paradiso per persone come Diane, disperavano di riuscire ad andar lontano da queste tecnologie senza fili.

"Vivere qui mi permette di essere più o meno una persona normale . Posso stare all'aperto,. Non devo stare nascosta in una gabbia di Faraday. Posso vedere l'alba posso vedere le stelle di notte, posso stare sotto la pioggia.

"Qui a Green Bank posso stare insieme ad altre persone. La gente qui non porta telefonini così posso socializzare.

"Posso andare in chiesa, posso andare ad alcune cerimonie, posso stare con la gente. Non potevo farlo quando ero costretta a stare dentro la gabbia di Faraday."

Ma la Ipersensitività Elettromagnetica non è riconosciuta dalla sanità Statunitense.

'Condizione' discussa

L'associazione wireless, CTIA, afferma che c'è un'evidenza scientifica schiacciante che mostra come i dispositivi wireless, operanti entro i limiti stabiliti dal governo, non causano rischi alla salute pubblica nè causano alcun effetto avverso alla salute.

E l'Organizzazione Mondiale della Sanità, mentre riconosce che i sintomi sono genuini e che possono essere gravi, afferma: "L'Ipersensitività Elettromagnetica non ha criteri diagnostici ben precisi e non c'è nessuna base scientifica che lega i sintomi di tale sindrome all'esposizione ai campi elettromagnetici. Inoltre la sindrome non rappresenta una diagnosi medica, né è chiaro che essa rappresenti un singolo problema medico."

Tuttavia, la nuova ricerca degli scienziati dell'università statale della Louisiana  pubblicata sul giornale Internazionale di Neuroscienze (International Journal of Neuroscience), afferma che l'Ipersensitività Elettromagnetica può essere causata da campi elettromagnetici ambientali a bassa frequenza.

"Lo studio fornisce una prova diretta che collega i sintomi umani coi fattori ambientali , in questo caso le onde elettromagnetiche" afferma il Dottor Andrew Marino, un professore di neurologia che ha condotto lo studio.

"E' uno spartiacque riguardo a tale questione. Non ci sono stati studi precedenti che dimostrassero in maniera scientifica se i campi elettromagnetici ambientali potessero causare dei sintomi nell'uomo.

"Ed i sintomi sono importanti perché essi sono il primo passo che mostra come le onde elettromagnetiche producano malattia nell'uomo."

Gli scienziati hanno condotto una serie di test su una dottoressa di 35 anni che aveva diagnosticato a se stessa l'Ipersensitività Elettromagnetica.

Lei restava seduta su una sedia di legno un voltaggio veniva applicato ad impulsi per 90 secondi a delle placche di metallo per creare una serie di campi magnetici. Alla donna è stato chiesto di descrivere i suoi sintomi dopo ogni esposizione e dopo alcune finte esposizioni inserite casualmente nel corso delle quali, senza che lei lo sapesse, non veniva applicato alcun voltaggio.

Lei ha segnalato mal di testa, dolore e spasmi muscolari durante le esposizioni reali e nessun sintomo durante la maggior parte delle esposizioni fittizie.

Gli scienziati hanno concluso che una tale correlazione non può essere attribuita al caso.

Ma altri esperti sono in disaccordo e non credono che esista un tale legame [tra onde elettromagnetiche e malattia].

'Ignoranza' tecnologica

Bob Park è un professore di fisica dell'università del Maryland.

Egli afferma che la radiazione emessa dal wi-fi è semplicemente troppo debole per causare il tipo di cambiamenti nella chimica del corpo che potrebbe rendere malate le persone [forse dovrebbe studiare un po' di più alcuni argomenti di biologia prima di esprimersi con tale sicumera - N.d.T.].

"Il problema più grosso che incontriamo nella nostra società, portato dal cambiamento tecnologico è che la gente ha davvero poca istruzione" agli afferma.

"Ci sono molte cose che le persone hanno bisogna di imparare e non le stanno imparando. La cosa che le sta uccidendo è l'ignoranza."

La settantenne Nichols Fox dice che lei comprende tale scetticismo - le ci sono voluti diversi anni prima che si convincesse che il dolore e la fatica che la stavano debilitando fossero causati dalle radiazioni elettromagnetiche emesse dal suo computer.

"Verso la fine della mia vita normale, quando ancora potevo guardare la televisione, potevo realmente accendere e spegnere il mio dolore col telecomando" lei afferma. "Era un'associazione così incredibilmente chiara che non c'era modo di negarla."

I suoi sintomi sono così gravi che lei si è isolata quasi del tutto, vivendo in una casa remota circondata da campi e da boschi appena al di fuori della Zona di Quiete. Lei afferma che anche i bassi livelli di campi elettromagnetici generati in quel posto influiscono negativamente sulla propria salute..

Lei usa raramente l'elettricità - il suo frigorifero funziona grazie al gas, la luce viene da lampade a cherosene ed una stufa a legna le fornisce la maggior parte del calore.

Un termostato è regolato in maniera tale da accendere dei riscaldatori elettrici se la temperatura cade al di sotto di un livello che la metterebbe a pericolo di ipotermia.

"E' così importante che la gente comprenda che questa è una forma di disabilità molto seria, che cambia la tua vita. Essa porta a morire prima - lei afferma -  non ho assolutamente alcun dubbio riguardo a questo e penso che sia una brutta cosa il fatto che non venga riconosciuto".

Ma persino in questa zona isolata dell'America, l'incursione della tecnologia wireless è incessante. E' stata dato il permesso di costruire una torre per antenne per telefonia mobile a poche miglia dalla sua casa, e Nichols dice che dovrà spostarsi.

"Sto diventando vecchia e realmente non so dove andrò o cosa farò" dice. "E' davvero una cosa che quasi mi spaventa."