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il sito è pronto ma non tutti sono d'accordo



IL SITO E' PRONTO. SI CHIAMA "Insieme" E HA QUESTO INDIRIZZO: http://www.insieme.in  SARA' LO STRUMENTO INDISPENSABILE SE RIUSCIREMO A CREARE UNA ORGANIZZAZIONE STABILE DEI MOVIMENTI DEI BENI COMUNI. INTANTO PROVIAMO AD ISCRIVERCI PER VERIFICARE E SEGNALARE (ALL'OTTIMO GIUSTINI) SE E' CHIARO E FUNZIONALE, E COMINCIARE A RIEMPIRLO DI CONTENUTI.

Non tutti sono d’accordo ad organizzare gli Stati generali dei beni comuni e il Manifesto dei beni comuni, e da lì proporre una Alleanza alle altre forze sociali. Non solo i nostri avversari sono contrari. Ad esempio scrive il settimanale anarchico Umanità Nova: “In questo momento i rischi sono due: isolarsi alla Maddalena in un assedio che sul piano militare non possiamo che perdere, illudendoci che la partita si giochi solo lì. Oppure dare fiato a chi vorrebbe la lotta su un piano meramente testimoniale, delegando all’ennesimo scatolone dei ‘beni comuni’ la rappresentanza delle istanza No Tav, No debito, No inceneritore… Ancora un ‘movimento dei movimenti’ destinato, oggi come dieci anni fa, ad annegarci nella melassa dei social forum, nell’illusione che il sistema fosse riformabile dal basso”. Questo è il metodo di lotta giusto secondo Umanità Nova: “Non bastano gli assedi alla Maddalena. Oggi la scommessa è quella di uscire dall’imbuto nel quale ci ha infilato il governo, allargando il conflitto, moltiplicando i blocchi… dai cacerolazos agli alberghi dei poliziotti ai blocchi dei treni… occorre essere un po’ ovunque”.

Umanità Nova commette  errori, a mio parere. Non è vero che i movimenti si sono organizzati e hanno fallito; è vero il contrario: non hanno mai saputo organizzarsi a livello nazionale  e per questo non esprimono la loro potenzialità unitaria ma  sono sempre sull’orlo di una sconfitta epocale (vale anche per la Val Susa). Esempio fu il “Patto di mutuo soccorso”, gestito come una proprietà privata di alcuni gruppi piuttosto che come un bene comune dei movimenti.

L’importante per tutti è che la fede nel proprio metodo di lotta (anarchico o progressista che sia) non faccia mai perdere il rispetto per i metodi di lotta altrui, boicottarli o imporre i propri . Io, ad esempio, ritengo molto più efficace la non violenza, anche in Val Susa. E mi guardo da insegnare a Castro, Garibaldi, Mandela, Ghandi, Malatesta come fare una rivoluzione. Dunque dissento dall’affermazione che in Italia “lo Stato non è un bene comune ma l’attore principale dell’oppressione e dello sfruttamento” (Umanità Nova) e  ritengo che tocchi ai movimenti non “indicare una via d’uscita rivoluzionaria”, ammesso che ci sia (e non c’è né oggettivamente  né soggettivamene), bensì  costruire realizzabili strumenti di lotta di massa. Utopie concrete, insomma.   

 

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